“Canzoni per”: il progetto indie che rivoluziona i canoni della musica leggera durante la quarantena

«Pezzi brevi, amori interminabili» è il claim di un’iniziativa inedita nel panorama musicale italiano e che farà parlare di sé anche a emergenza finita

Non sono canzoni, ma vicende, episodi, forse passaggi. Ed è senza dubbio l’esperimento più interessante avvenuto sulla scena indie durante l’emergenza Coronavirus. Non che la musica di “Canzoni per” nasca con l’intento di esistere soltanto in una fase delicata per l’arte e per l’intera società, ma i loro brani riescono a penetrare con precisione nei sentimenti della quotidianità stravolta della pandemia. Ricordando, appunto, che anche i periodi come questo sono un passaggio.


La condizione di temporaneità del presente si rivela, paradossalmente, nel ritorno del passato. Ciò che è stato, nei testi di “Canzoni per”, prevarica ciò che è. Le sensazioni lo-fi dei suoni, concatenati e reiterati in maniera costante lungo tutta la melodia, partecipano all’idea dell’antecedente che riaffiora. I video sporchi, senza velleità cinematografiche e dalle tinte anni ’90, finalizzano l’impressione episodica di questa sperimentazione musicale: sono idilli della contemporaneità, noiosa e brutale.

Pezzi brevi, amori interminabili è il claim del primo album di “Canzoni per”, che si intitola Scopare. È composto da canzoni cortissime che non superano i due minuti. Per il momento ne sono state pubblicate tre, una ogni due settimane a partire dal 15 aprile. Sono brani e video pensati per l’ecosistema di Instagram: vivono solo su quel social e su TikTok, non sono stati caricati né su YouTube né su Spotify.

La genialità di “Canzoni per” va ben oltre l’omogeneità grafica dei post sui social, dettata dalle nuance pastello. Supera persino la rigida scansione di uscita dei contenuti e i copy di una normalità irriverente che accompagnano videoclip e immagini di backstage. Il brano dell’esordio assoluto si chiama Molisana, «canzone in cui una ragazza che viene da un posto che non esiste decide di tornarci, lasciando dietro di sé postumi tristi e bottiglie vuote». L’unico account seguito dalla pagina Instagram del gruppo? Quella del pastificio La Molisana.

La genesi e le persone che fanno parte di questo progetto artistico sono avvolte nel mistero. «Dietro a “Canzoni per” c’è un collettivo aperto di artisti che hanno deciso di rimanere undercover – racconta una fonte interna al gruppo -. L’obiettivo è far tornare in primo piano le canzoni e gli album in un periodo in cui conta troppo la vita privata di un artista». L’album Scopare è la prima esperienza artistica del collettivo che, di base, è stanziato nel Centro Italia. Forse proprio in Molise.

I membri di “Canzoni per” «sono persone dai 22 ai 30 anni, che hanno studiato le materie più infelici e svolto i lavori più esecrabili». L’album dovrebbe uscire, ma è un’informazione ufficiosa, la prima metà di giugno. Conterrà dieci brani e il leitmotiv sarà sempre quello di «una relazione sentimentale, dai primi giorni di meraviglia, fino alla consapevolezza della fine, senza ordine cronologico».

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Intanto, in questo lockdown, sono usciti i primi tre singoli. Molisana, «canzone in cui una ragazza che viene da un posto che non esiste decide di tornarci, lasciando dietro di sé postumi tristi e bottiglie vuote». Sui tetti, «canzone in cui ci si propone di portare a termine qualcosa nella vita, anche di minimo, di futile, di sbagliato, anche fosse una birra soltanto». La classica fica indie, «canzone in cui si descrive la propria compagna come mero organo sessuale e genere musicale abusato. Si capisce di aver sbagliato, comunque si pensa che la definizione sia calzante».

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