Nuovi Decreti Sicurezza, Salvini non ci sta: «Li fermeremo». Meloni contro il governo: «Vogliono l’Italia come campo profughi d’Europa»

Le modifiche ai decreti del Conte I non piacciono all’opposizione di centrodestra: il segretario della Lega annuncia una raccolta firme

Non è piaciuto a Matteo Salvini il cambio di rotta sui Decreti Sicurezza, modificati ieri, 6 ottobre, dal governo Conte II. «Né porti chiusi né aperti» aveva sintetizzato il premier Giuseppe Conte, ma il segretario della Lega li definisce direttamente «decreti clandestini». E annuncia una raccolta firme per contrastare le nuove disposizioni. I nuovi Decreti Sicurezza – che, comunque, non sono stati aboliti – prevedono tra le altre cose delle multe meno severe per le Ong che salvano i migranti in mare (il massimo non sarà più di un milione di euro ma di 50 mila) e niente più confisca delle navi di soccorso, a patto che gli equipaggi informino le autorità italiane dei loro interventi. Si riallarga la protezione speciale e si ripristina l’iscrizione all’anagrafe per i rifugiati.


«Non so che cosa abbiano da festeggiare», ha detto Salvini ai margini dell’assemblea di Confindustria Cremona. «Si torna esattamente alla mangiatoia sull’immigrazione clandestina e ai permessi regalati a chiunque cammina per strada e agli sbarchi a migliaia». Presente all’assemblea anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che si è allineata alla posizione di Salvini sugli interventi della maggioranza. Meloni ha accusato il governo di voler trasformare l’Italia in un «un campo profughi d’Europa» (attualmente in Ue esiste l’operazione Irini, avviata il primo aprile e dedicata anche al controllo dei movimenti migratori nel Mediterraneo, ndr), definendo un «paradosso» il voler varare ulteriori misure restrittive per il Covid-19 «nei confronti gli italiani» e allentare la stratta «sulle Ong».

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