Il piano del governo per un Natale “in giallo”. Tra sette giorni misure più morbide in Lombardia e Piemonte

Il ministro Speranza apre a un allentamento delle restrizioni in alcune Regioni a partire dal 27 novembre. In attesa del Dpcm che entrerà in vigore una settimana più tardi

Apertura di bar e ristoranti anche la sera, prolungamento dell’orario dei negozi, riapertura di centri commerciali il sabato e nei giorni festivi, coprifuoco a mezzanotte. Con il calo dell’indice Rt certificato dal monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità (Iss) di ieri 20 novembre, si fa strada lo scenario di un allentamento “controllato” delle misure anti-Covid con il prossimo Dpcm, che entrerà in vigore il 3 dicembre. In vista di un Natale che potrebbe vedere il Paese interamente – o quasi – in fascia gialla.


Già dalla prossima settimana, alcune Regioni dovrebbero passare in una fascia di rischio inferiore, con conseguente allentamento delle misure. Secondo il Dpcm attualmente in vigore, le aree entrate in fascia rossa o arancione devono registrare numeri migliori per due settimane. In altre parole, la tendenza positiva deve essere confermata prima che una Regione possa cambiare colore.

L’apertura di Speranza

«Le Regioni che da due settimane mostrano numeri in miglioramento potranno passare il 27 novembre dalla fascia rossa a quella arancione, ma decideremo anche insieme a loro e in base ad una attenta valutazione dei dati», spiega a La Stampa il ministro della Salute Roberto Speranza. Il riferimento è in particolare a Piemonte e Lombardia, che dopo l’allerta rossa di due settimane fa, hanno iniziato a registrare numeri che giustificherebbero il passaggio in una fascia di rischio inferiore.

Massima cautela a Palazzo Chigi

La Calabria, attualmente in zona rossa, potrebbe diventare gialla sempre il 27, al pari delle arancioni Puglia e Sicilia. Nel caso in cui la tendenza evidenziata dall’ultimo monitoraggio dovesse essere confermata, passerebbe poi da rossa a gialla la Provincia Autonoma di Bolzano. E poi, via via, le altre Regioni. Questo almeno è l’auspicio del governo. A Palazzo Chigi, evidenzia il Corriere della Sera, la cautela è massima. L’abbassamento della curva dei contagi e la tenuta delle strutture sanitarie sono condizioni necessarie perché il nuovo decreto possa prevedere alleggerimenti delle misure.

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