Coronavirus, De Luca: «Serve brutale chiarezza per fermare terza ondata: se vogliamo goderci il Natale avremo altri 10 mila morti»

di Giada Giorgi

Il presidente della Regione Campania è intervenuto durante la trasmissione di Fabio Fazio ribadendo la pericolosità di riaprire i piccoli Comuni a Natale. «Noi manterremo la linea di rigore»

«Brutale chiarezza». Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca non ha dubbi sul linguaggio da utilizzare in questo momento per allertare i cittadini sul rischio contagi da Covid-19. Intervenuto durante la trasmissione di Fabio Fazio, Che Tempo Che Fa su Rai Tre, De Luca ha sottolineato la preoccupazione per i possibili assembramenti da periodo natalizio e la paura di quello che potrebbe succedere. «Ci sono due settimane decisive e se non avremo rigore, a gennaio ci aspetta una terza ondata ancora più virulenta», ha spiegato, parlando anche di una bocciatura necessaria dell’ipotesi di tenere aperti i piccoli Comuni a Natale. «Quelli al di sotto di 5 mila abitanti rappresentano il 70%, non possiamo prendere misure di rilassamento» ha continuato. «Dobbiamo parlare con i nostri concittadini un linguaggio di verità: per tutti noi non vivere il Natale come sempre è una grande sofferenza, ma se vogliamo godere il calore di Natale quest’anno apriremo le porte delle terapie intensive a metà gennaio e le porte dei cimiteri per altri 10 mila decessi per Covid».


I timori di De Luca riguardo il periodo delle feste sono anche legati agli spostamenti tra Regioni: «Ho il terrore che ci sia un assalto dei treni che poterebbero così il contagio fuori Regione. Noi manterremo la linea di rigore intanto non aprendo la mobilità dei piccoli comuni», ha ribadito il presidente. Il riferimento alla Regione Campania è stato poi sui dati incoraggianti di vittime e ricoveri: «Abbiamo il tasso più basso d’Italia per la mortalità Covid. Un tasso bassissimo di ricoveri in Terapia Intensiva», ha spiegato De Luca, utilizzando più volte l’idea della «responsabilità» come unico strumento per combattere «la forte propensione a ritrovare la vita normale».

Riguardo alle decisioni invece prese dal governo, il presidente ha parlato dell’incontro previsto nei prossimi giorni con i governatori «delle Regioni meridionali per portare avanti una bella battaglia». Nonostante la fiducia espressa in merito sia piuttosto scarsa, l’augurio di De Luca è che anche tutti «i ministri meridionali vogliano portare avanti la lotta con noi». L’idea del presidente è che il governo non abbia “colto” la posta in gioco. «Il premier Conte ha detto che ha i migliori ministri del mondo, con un atto di fine umorismo», ha concluso ironizzando De Luca, «io credo che abbia tre o quattro ministri di grande valore, il resto mi sembra piuttosto arte povera». E ancora: «Se aprono alla mobilità fra i piccoli comuni a Palazzo Chigi devono aprire un reparto psichiatria», affonda il governatore.

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