I divieti sugli spostamenti nel nuovo Dpcm, visite a parenti e amici lontani solo dal 16 febbraio. I dubbi sulle seconde case

Scompare il riferimento alle seconde case nel Dpcm. Ecco tutte le regole per gli spostamenti nelle zone gialle, arancioni e rosse

È fin dall’inizio uno dei temi più caldi e attesi tra quelli affrontati nei Dpcm e nei Decreti contro il Coronavirus: la normativa sugli spostamenti. Da quando sono in vigore le fasce di rischio, le regole possono variare da regione a regione a seconda della colorazione. L’ultimo testo firmato ieri dal premier Giuseppe Conte – e valido a partire da oggi 16 gennaio fino al 5 marzo -, conferma in sostanza le limitazioni già presenti le scorse settimane. Ma con qualche accortezza in più e alcuni dubbi da risolvere.


Nel comune

Essendo confermato il coprifuoco, dalle 22 alle 5 di mattina non ci si può muovere dalla propria abitazione se non per motivi di lavoro o necessità. Un blocco che resta valido per tutte le Regioni in ogni fascia di rischio. Nel resto del tempo, in zona arancione si potrà girare per il comune senza limitazioni, mentre per quanto riguarda la zona rossa resta vietato uscire di casa per motivi che non siano strettamente necessari, ed è sempre necessaria l’autocertificazione.

Tra comuni

Spostarsi tra comuni della stessa regione è sempre consentito in zona gialla (e in zona bianca, la fascia più bassa di rischio che non riguarda al momento nessun territorio). Il Decreto Covid, inoltre, approvato il 13 gennaio, aveva anticipato il rinnovo della deroga confermata poi nel Dpcm di ieri, 15 gennaio: chi vive in Comuni con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, «sono consentiti gli spostamenti per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia».

Tra regioni

La differenza più marcata con le precedenti disposizioni riguarda la mobilità interregionale. A prescindere dal colore, sarà vietato muoversi da una regione all’altra e tra province autonome a partire dal 16 gennaio 2021 fino al 5 marzo 2021». Fatta eccezione, come sempre, per gli spostamenti legati alle ormai note «comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità». Sarà comunque sempre consentito il rientro presso la propria residenza, domicilio o abitazione.

Seconde case

Sulla possibilità di raggiungere o meno le seconde case stanno nascendo alcuni dubbi. Se nel decreto sulle festività natalizie il divieto era formulato esplicitamente nel testo, qui il riferimento alle seconde case scompare. Rimane un semplice: «è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione». Stando a quanto scritto dal Corriere della Sera, Palazzo Chigi avrebbe confermato che per “abitazione” «si intende anche una seconda dimora, anche in affitto» che si trovi in una regione in fascia gialla, arancione o rossa. «L’unico limite -specificano ancora – riguarda il fatto che potrà spostarsi soltanto il nucleo familiare». Sembrerebbe dunque possibile raggiungere le seconde case, anche se si trovano in un’altra regione.

Parenti e amici

Le nuove disposizioni permettono lo spostamento – esclusivamente per le regioni gialle e arancioni – verso una sola «abitazione privata abitata», una sola volta al giorno e con orario compreso tra le 5:00 e le 22:00. Lo spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione se si è in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, (fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti). Ci si potrà muovere per un massimo di due persone, alle quali si unisce la deroga per «i minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e le persone disabili o non autosufficienti conviventi». Per i parenti lontani, qui la linea è sottile: formalmente si potrà far visita a congiunti fuori regione solo se la loro casa coincide con la propria «residenza, domicilio o abitazione».

Da sapere:

Leggi anche:

Immagine di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI