Coronavirus e Dpcm, le regole per le seconde case in zona rossa. Quali Regioni chiudono ai non residenti

Il decreto Covid del governo permette gli spostamenti a determinate condizioni, ma alcuni territori stanno imponendo nuovi limiti agli ingressi

Si avvicinano i giorni di Pasqua e si fa largo la domanda – ormai classica in tempo di Coronavirus – sulle seconde case. Si possono o non si possono raggiungere le altre abitazioni di proprietà o in affitto? La domanda ha una sua prima risposta nel decreto Covid approvato lo scorso 13 marzo dal governo di Mario Draghi. Con l’aumento dei contagi in tutta la Penisola, però, e con il diffondersi della variante B117, alcuni presidenti di Regione stanno imponendo le loro regole più restrittive. Ecco allora le misure da seguire caso per caso


Quando si può andare nelle seconde case secondo il decreto Covid

Stando a quanto stabilito dal governo Draghi, è sempre possibile anche in zona rossa e arancione fare rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, comprese seconde case dentro e fuori Regione – ma ci si potrà spostare solo con il proprio nucleo familiare. Per quanto riguarda le abitazioni prese in affitto, possono essere raggiungibili solo quelle prese prima del 14 gennaio 2021. Inoltre, come si legge nelle Faq, la casa di destinazione «non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo».

La stretta delle Regioni

Parallelamente alle decisioni del governo, però, alcuni territori stanno decidendo di limitare gli ingressi a chi è residente fuori regione. Sardegna, Campania, Toscana, Sicilia, Alto Adige e Valle d’Aosta si sono già mosse per applicare dei limiti, soprattutto nel periodo di Pasqua e Pasquetta.

  • Toscana: Eugenio Giani ha firmato una nuova ordinanza il 21 marzo, con la quale vieta l’ingresso in Regione ai non residenti che vogliono raggiungere le seconde case sul territorio.
  • Campania: il divieto di andare nelle seconde case vale sia per i residenti che per chi proviene da altri territori. Come ha specificato il presidente Vincenzo De Luca, «è vietato andare nelle seconde case per i nostri concittadini ma anche per chi è residente fuori Regione».
  • Sicilia: chi ha una seconda casa in Sicilia potrà andarci, a patto che all’ingresso in Regione venga esibito un tampone negativo effettuato 48 ore prima dell’arrivo;
  • Sardegna: dopo il passaggio dalla zona bianca alla zona arancione, il presidente Christian Solinas ha disposto il divieto di ingresso fino al 6 aprile nei confronti di persone non residenti sull’isola;
  • Valle d’Aosta: territorio blindato: vietato l’accesso in Valle d’Aosta fino a dopo Pasqua per i non residenti;
  • Provincia autonoma di Bolzano: il presidente Arno Kompatscher ha deciso di vietare l’arrivo nelle seconde case a chi non risiede nella provincia di Bolzano.

Quali certificazioni servono per muoversi

Laddove possibile, quindi, si potrà viaggiare portando con sé la copia di un documento di proprietà, di un contratto d’affitto o di altre carte notarili che attestino la possibilità del cittadino di andare nella seconda casa. Ad esempio, bisognerà, su eventuale richiesta delle autorità, poter dimostrare di aver preso in affitto l’immobile prima del 14 gennaio 2021. In alternativa a tutto questo, sarà comunque possibile compilare un’autocertificazione, che sarà poi soggetta a controlli in seguito (ricordiamo che dichiarare il falso costituisce reato, benché il caso di Reggio Emilia abbia sollevato alcuni dubbi in merito).

Immagine di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI

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