Covid, Pregliasco: «La terza ondata è colpa delle varianti. In Lombardia chiudiamo tutto e vacciniamo»

Il virologo del Galeazzi di Milano ha parlato di una situazione in Regione «oggettivamente troppo rischiosa per non fare la zona rossa»

«Qualsiasi manuale di virologia dice che quando si vaccina bisognerebbe “chiudere tutto” per togliere terreno al virus». L’esperienza lascia pochi dubbi al virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano. La zona rossa è oramai «inevitabile»: in un’intervista al Corriere della Sera, il medico ha sottolineato come solo nel Bresciano le terapie intensive siano occupate ormai al 90%. «Una situazione oggettivamente troppo rischiosa», ha dichiarato, causata dal diffondersi delle varianti del Coronavirus.


Il picco in regione potrebbe essere a fine marzo, e sono proprio le mutazioni del virus, soprattutto quella B117, a essere responsabili dei più di mille casi al giorno nelle due province più colpite della Lombardia. «Bisogna evitare tutti i contatti interpersonali non indispensabili», ha ricordato il virologo, a fronte di un Rt regionale che tocca l’1,30. «Il passaggio al rosso dalla prossima settimana dovrebbe agevolare la campagna vaccinale», ha sottolineato in virtù del legame indispensabile tra lockdown e vaccinazioni.

Una buona notizia è «senz’altro il via libera della Giunta lombarda alla delibera per le somministrazioni dei vaccini anti Covid-19 anche nelle aziende», ha notato Pregliasco. In merito ai tempi necessari per vedere un cambiamento in positivo, ha spiegato che a livello regionale si sta ancora rincorrendo il virus: il 10% della popolazione coperta è «ancora troppo poco per avere ricadute di massa positive». I generale, sui tempi di risoluzione «molto dipenderà dai tempi della vaccinazione di massa. In questo momento – ha aggiunto – concentrerei gli sforzi per concludere le vaccinazioni di tutte le categorie fragili. Poi, appena possibile, somministrerei alla fascia 70-79, sempre molto colpita dall’infezione».

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