Da oggi Italia in rosso e arancione, Locatelli: «Dopo Pasqua avremo miglioramenti: ma l’effetto dei vaccini si vedrà fra alcuni mesi»

Il presidente del Consiglio superiore di sanità osserva nuovamente come la variante inglese abbia accelerato la diffusione dell’epidemia

Quasi tutta l’Italia in lockdown. Scattano oggi le zone rosse in gran parte del Paese con 30 milioni di italiani coinvolti nella nuova stretta per rallentare la diffusione dei contagi. Con gli ospedali nuovamente sotto pressione, il governo ha deciso di imporre una stretta di tre settimane su tutto il Paese fino a Pasqua. Misura che – secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità – si è resa necessaria a causa dell’alta presenza della variante inglese. «Ha giocato un ruolo determinante nel sostenere la ripresa della curva epidemica», dichiara Locatelli al Corriere della Sera.


Le misure – chiarisce – dovrebbero permettere di «trovarci in una situazione epidemiologica più favorevole dopo Pasqua». Ma, commentando sempre le zone rosse che stanno interessando quasi tutta l’Italia, Locatelli ribadisce che «al primo posto c’è la tutela della salute, ma è evidente che esiste anche una crisi economico-sociale da non sottovalutare. Ecco perché – aggiunge – resto convinto dell’utilità del principio della proporzionalità e dell’adeguatezza degli interventi».

La vicenda AstraZeneca

Provando poi a fare un po’ di ordine sulla vicenda legata ad AstraZeneca, dopo il ritiro in vari Paesi europei di un lotto del vaccino inglese, Locatelli parla di un ritiro precauzionale: «Dimostra l’efficienza del sistema di farmacovigilanza». Il professore e medico ribadisce poi che «non vanno tratte conclusioni affrettate sul nesso di causalità», riferendosi alla morte di alcune persone a cui era stato somministrato il vaccino. «Occorre basarsi sulle evidenze, altrimenti si rischiano reazioni emozionali. Il vaccino AstraZeneca contribuirà a proteggerci dal’’epidemia».

Allargando la sua analisi all’intera campagna vaccinale italiana, Locatelli precisa però che la somministrazione «non si tradurrà in un cambiamento totale in pochissime settimane: sarà un processo progressivo che troverà compiuta realizzazione solo tra alcuni mesi».

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