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Quirinale, il centrodestra torna alla prima rosa, verso la scelta tra Casellati o Pera. Irritazione Pd: «No a proposte da una parte»

Dal vertice di centrodestra pieno mandato a Salvini che dovrà sondare la disponibilità della presidente del Senato. Intanto Letta, Conte e Speranza valutano possibili reazioni ma senza una controproposta

Fumata nera anche nel quarto giorno di votazioni per eleggere il prossimo presidente della Repubblica. A partire da oggi è sufficiente la maggioranza assoluta e dunque il quorum scende a 505 voti. Continuano le interlocuzioni tra le forze politiche, che per il momento non sono riuscite a individuare un nome intorno al quale accordarsi. Anche per questa giornata l’indicazione di voto dei partiti è stata quella di lasciare scheda bianca. La coalizione di centrodestra ha deciso di astenersi dal voto. I risultati della quarta votazione: a Sergio Mattarella sono andati 166 voti, a Di Matteo 56. E ancora: a Manconi 8 preferenze, a Cartabia 6, a Draghi 5, a Amato 4, a Casini 3, a Belloni 2. Le schede bianche sono state 261. Gli astenuti 441. Domani alle 11 è prevista la quinta votazione.


23.50 – Letta, Conte e Speranza valutano reazione a Casellati

Contemporaneamente al centrodestra, si è svolto un vertice a tre con Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza. I leader di M5s, Pd e LeU non avrebbero trattato su un nome in particolare per il voto previsto domani mattina, 28 gennaio, ma si sono dati appuntamento alle 8.30 per valutare come reagire nel caso in cui il centrodestra dovesse confermare il voto per la presidente del Senato Casellati.


23.23 – Dal centrodestra mandato a Salvini per un nome condiviso

Nessuna decisione dal vertice di centrodestra di questa sera, 27 gennaio. La riunione dei leader di partito si è dato appuntamento a domani 28 gennaio, quando si: «indicherà uno dei nomi di alto livello proposto nei giorni scorsi». Sarebbe quindi un ritorno alla prima rosa lanciata dalla coalizione, cioè quella che prevedeva Marcello Pera, Carlo Nordio e Letizia Moratti. Stando al comunicato diffuso dal centrodestra, a Matteo Salvini è stato dato mandato: «previa ogni opportuna interlocuzione» di definire il nome che i grandi elettori indicheranno alla prima votazione entro le 9 di domani. Tra i nomi però non sarebbe escluso anche quello della presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che secondo Toti resta: «un nome spendibile. Se è disponibile – ha detto alla fine del vertice – vedremo. È il nome più prestigioso ma ne dovrà parlare con Salvini». Il nome della presidente del Senato sarebbe quello che il leader della Lega dovrebbe indicare, secondo fonti del centrodestra. «Ci sono X ipotesi – ha detto Salvini alla fine del vertice – ho una notte e una mattina per lavorarci, ci riconvochiamo domani alle 9. Spero che Pd e 5 stelle da domani non votino più scheda bianca e tutti si prendano le loro responsabilità».

23.15 – Fonti Nazareno: «Inaccettabili proposte da una sola parte»

Alla «irritazione» del segretario del Pd dopo il rilancio del nome dell’ex ministro Franco Frattini da parte di Matteo Salvini si aggiunge il secco No riportato da fonti del Nazareno proprio sul metodo portato avanti dal segretario leghista. Dalla sede del Pd si dice chiaro e tondo che: «il nome del prossimo presidente della Repubblica dovrà essere frutto di un percorso di condivisione e non di uno schema in cui una parte ha il diritto di avanzare proposte e l’altra di dire Sì o No. Tutte le proposte che dovessero emergere da uno schema del genere sarebbero per noi inaccettabili». Intanto è in corso il vertice di centrodestra, dove Salvini avrebbe proposto la terna composta, oltre che da Frattini, anche dal costituzionalista Sabino Cassese e dal diplomatico Giampiero Massolo.

21.10 – Tajani: «Frattini? Non mi risulta»

«Frattini? Non mi risulta». Il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, che nella giornata di oggi ha incontrato il premier Draghi a Palazzo Chigi, commenta così l’ipotesi di rilancio da parte di Matteo Salvini della candidatura al Colle del Segretario di Stato, Franco Frattini.

20.55 – Letta «profondamente irritato» dall’ipotesi Frattini. Fonti dem: «Basta provocazioni»

Dopo l’annuncio del rilancio della candidatura al Colle di Franco Frattini, fonti del del Nazareno descrivono il segretario dem, Enrico Letta, «profondamente irritato». Quanto all’accelerazione da parte di Salvini sul nome del due volte ministro degli Esteri nei governi Berlusconi e attuale presidente del Consiglio di Stato, fonti del Pd rispondono: «Basta provocazioni. Il Pd è un partito serio che non si presta a improvvisazioni raffazzonate, tanto più dopo giornate di giravolte e mancanza di chiarezza»

20.35 – La terna di Salvini per il Quirinale: Frattini, Cassese e Massolo

Secondo quanto riferito da fonti vicine al leader della Lega Matteo Salvini, il segretario del Carroccio, durante il vertice di centrodestra di questa sera, presenterà tre nomi di potenziali candidati al Colle: il presidente del Consiglio di Stato, Franco Frattini, il giudice emerito della Corte costituzionale ed ex ministro della Funzione Pubblica, Sabino Cassese, e l’ambasciatore Giampiero Massolo, presidente di Fincantieri e dell’Ispi, ed ex direttore del Dis dal 2012 al 2016.

20.25 – Salvini rilancia la candidatura di Frattini

Fonti del centrodestra riferiscono che Salvini sia al lavoro per la candidatura al Colle di Franco Frattini, presidente del Consiglio di Stato. La Lega non ha rilasciato commenti. In precedenza il nome di Frattini era stato rifiutato da Italia viva e Partito democratico, perché ritenuto troppo vicino alla Russia. Sul nome di Frattini, invece, la Lega troverebbe il placet del leader del M5s, Giuseppe Conte. Un’accelerazione, quella sul nome di Frattini, che trova però il muro sia di Italia Viva sia del Pd. «Siamo tornati al via, un nome già fatto e sul quale abbiamo già abbondantemente espresso le nostre perplessità – hanno commentato le capogruppo dem Simona Malpezzi e Debora Serracchiani – Con questa modalità di lanciare i nomi, con questi totonomi, si rischia di andare a discutere di nomi a vuoto».

EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT | Franco Frattini

20.10 – Renzi: «Show indecoroso sul Quirinale. Serve elezione diretta del presidente»

«L’indecoroso show di chi ha scambiato l’elezione del Presidente della Repubblica con le audizioni di X Factor dimostra una sola cosa: bisogna far scegliere il Presidente direttamente ai cittadini. Stanno ridicolizzando il momento più alto della democrazia parlamentare». A scriverlo su Twitter è il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

20.00 – Fico convoca la conferenza dei capigruppo per il via libera

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha convocato per domani, alle 10.15, la conferenza congiunta dei capigruppo, che si svolgerà nella Sala della Regina di Montecitorio, a ridosso della quinta votazione per l’elezione del Capo dello Stato, che inizierà alle 11. La conferenza dovrà dare il via libera alla richiesta di organizzare due votazioni al giorno, a partire dalla giornata di domani. Nessun partito risulta contrario alla proposta, avanzata oggi dal centrodestra.

19.20 – Tajani incontra Draghi a Palazzo Chigi

Dopo il colloquio telefonico tra Silvio Berlusconi e Mario Draghi, il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani ha incontrato il premier a Palazzo Chigi. Lo riporta in esclusiva Il Foglio. Il colloquio tra il forzista e il premier è avvenuto nel pomeriggio, a ridosso del vertice del centrodestra convocato da Salvini, inizialmente previsto per le 19 e successivamente slittato a dopo le 21. Secondo quanto riferito da fonti di Forza Italia, l’incontro è stato «cordiale», ma la posizione di Forza Italia non è cambiata rispetto alla “linea” dettata dal Cav, nell’annuncio del suo ritiro dalla corsa al Colle: «il premier Draghi deve proseguire il suo lavoro alla guida del governo». Al contempo, secondo quanto appreso da fonti Ansa, non si svolgerà la riunione fra i leader di Forza Italia e Udc prevista alle 18 alla Camera.

EPA/PATRICK SEEGER | Mario Draghi e Antonio Tajani (Foto d’archivio, 2019)

19.00 – Telefonate in corso tra lo staff di Mattarella e i leader di maggioranza

Dopo la fumata nera del quarto scrutinio, secondo quanto appreso in esclusiva da Open, diversi leader della maggioranza, sia del centrodestra, sia del campo progressista, sarebbero stati contattati telefonicamente dell’entourage del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non è dato sapere se il Capo dello Stato sia stato messo al corrente di tali telefonate, né del contenuto delle interlocuzioni.

18.35 – La Lega smentisce l’incontro tra Salvini e l’ambasciatore Massolo

Il leader della Lega Salvini, secondo quanto riferito da TgLa7, avrebbe incontrato l’ambasciatore Giampiero Massolo, presidente di Fincantieri e dell’Ispi, nonché ex direttore del Dis dal 2012-2016, lo stesso incarico attualmente ricoperto da Elisabetta Belloni, ritenuta da più parti una delle possibili candidate al Colle. Subito dopo la diffusione della notizia, la Lega ha smentito l’incontro, specificando che il leader del Carroccio «ha incontrato nelle ultime ore avvocati e docenti universitari» e dunque «altre indiscrezioni sono prive di fondamento».

18.15 – Il vertice di centrodestra slitta a dopo le 21

Giorgia Meloni e Salvini si sarebbero incontrati nei locali della Camera a ridosso dal vertice del centrodestra inizialmente previsto per le 19 di stasera, e successivamente posticipato dopo le 21. Successivamente Salvini ha incontrato i vertici leghisti al Senato, con cui è in corso un vertice. In precedenza Salvini aveva incontrato il senatore Bossi. Prima del vertice della coalizione del centrodestra, è previsto un incontro delle delegazioni di Forza Italia e Udc. Nel frattempo, Forza Italia ha convocato per domani mattina, prima della quinta votazione, una nuova riunione con i grandi elettori forzisti.

ROBERTO MONALDO/ LA PRESSE | Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani

17.50 – Letta: «Nessun incontro né telefonata con Salvini»

Al momento, non ci sarebbe stato «nessun incontro né telefonata con Salvini», ha assicurato il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, poco prima del suo ingresso alla Camera per incontrare il gruppo dem. Il leader della Lega Salvini, nel pomeriggio, ha assicurato che in vista della quinta votazione per l’elezione del Capo dello Stato di domani, i grandi elettori del Carroccio «scriveranno un nome sulla scheda». L’obiettivo si Salvini è quello di «tenere unito il centrodestra e unita la maggioranza».

ANSA/ANGELO CARCONI | Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta

16.45 – Salvini: «Domani ci sarà un nome»

«Assolutamente sì, domani la Lega scriverà un nome sulla scheda». Questo quanto assicura il leader della Lega Matteo Salvini ai giornalisti fuori Montecitorio, prima del vertice del centrodestra in programma per le 19. «Offriremo proposte di altissimo livello. Voglio risolvere la questione bene, in fretta, col più ampio consenso. I “no” li lascio ad altri – ha proseguito -. Conto di portare sui tavoli alcuni profili che spero raccolgano il “sì” di tutti. Ho fatto un pomeriggio di incontri su persone da andare a proporre», ha aggiunto. «Il mio obiettivo è tenere unito il centrodestra e tenere unita la maggioranza. Confido che domani sia la giornata buona». Quanto ai 166 voti raccolti oggi da Mattarella, Salvini è convinto si tratti di un segnale «di stima per il lavoro fatto, ma – ha concluso – ha già più volte ribadito di non essere disponibile».

16.41 – Cassese: «Le cariche pubbliche non vanno sollecitate né rifiutate»

«Ho ragionevole speranza che venga fuori un bel nome, sono fiducioso che verrà trovata una delle persone giuste». A dirlo ai microfoni di RaiNews è il giudice emerito della Corte costituzionale ed ex ministro della Funzione Pubblica, Sabino Cassese. Il suo nome è stato inserito tra i “quirinabili” dopo la visita di Salvini, riportata in uno scoop de Il Foglio, nella casa del giudice emerito a Roma. «Le cariche pubbliche non si sollecitano e non si rifiutano: è la linea di condotta delle persone che ho conosciuto in Francia – ha proseguito l’ex ministro – e secondo me è una giusta considerazione». Quanto alle possibilità che il premier Draghi venga eletto come successore di Mattarella, il professor Cassese osserva: «Sarebbe solo un episodio parzialmente inedito, perché ci sono precedenti di passaggi non così immediati: è una cosa legittima e possibile con procedura semplice resa possibile perché il presidente eletto non è ancora in carica e c’è un lasso di tempo per realizzare il passaggio». E il professor Cassese, in un’intervista a Il Foglio, con garbo e ironia, commenta l’andamento del voto per il Colle, a prescindere da quello che sarà il suo destino: «Speriamo finisca presto questo agone».

ANSA/FABIO CIMAGLIA | Il Professor Sabino Cassese

16.38 – Zan: «Draghi è la mia opzione preferita»

Alessandro Zan non lo nasconde: «L’opzione Draghi rimane la mia preferita», dice al nostro inviato Felice Florio. Intercettato nel cortile di Montecitorio dopo la chiusura del quarto scrutinio, il deputato del Pd vede in difficoltà il negoziatore incaricato dal centrodestra: «Salvini ha dei problemi con Meloni, che vuole un nome di centrodestra», riassume Zan. «Fa fatica a stare con lei e, nello stesso tempo, anche con la maggioranza che regge il governo».

16.10 – Bonino: «Dopo tante parole sulle donne si voti Cartabia»

«Assumendoci le nostre responsabilità, +Europa e Azione hanno proposto e votato fin dalla prima votazione la ministra Marta Cartabia – queste le parole della senatrice di +Europa Emma Bonino rispetto all’ipotesi di una figura femminile al Colle -. Abbiamo insistito anche oggi e mi auguro che anche altri grandi elettori diano questo senso di concretezza e di responsabilità perché dopo tanto blaterare sul ruolo delle donne, oggi è l’occasione per passare dalle parole ai fatti e sarebbe una novità importante per il paese».

15.20 – Boschi: «I voti a Mattarella una mancanza di rispetto»

Secondo la deputata di Italia viva Maria Elena Boschi, i 166 voti che oggi sono andati a Mattarella sono una «mancanza di rispetto verso il presidente della Repubblica che ha già fatto sapere la sua opinione». Così ha detto Boschi uscendo dalla Montecitorio.

Maria Elena Boschi |ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

15.10 – Su qualche scheda le vecchie glorie del calcio

Alcuni nomi espressi dai grandi elettori vanno a vecchie glorie del calcio italiano. Tra questi, qualcuno ha scritto sulla propria scheda Alessandro ‘Spillo’ Altobelli e l’allenatore della Nazionale Roberto Mancini.

Roberto Mancini, immagine di archivio|ANSA/ANGELO CARCONI

14.58 – Chiuso lo spoglio. Aumentano ancora i voti per Mattarella

Quando mancano due minuti alle 15 finisce lo scrutinio della quarta votazione per eleggere il capo dello Stato. Fumata nera anche oggi. Crescono ancora rispetto a ieri i voti espressi per il presidente della Repubblica uscente Sergio Mattarella che oggi sono arrivati a quota: 166. Molti voti anche per Di Matteo (56). E ancora: a Manconi 8 preferenze, a Cartabia 6, a Draghi 5, a Amato 4, a Casini 3, a Belloni 2. Le schede bianche sono state 261. Gli astenuti 441. Alle 11 di domani, 28 gennaio, è prevista la quinta votazione.

ANSA/ FRANCESCO BONGARRA’

14.40 – Orfini: «Spero oggi arrivi l’ipotesi soluzione»

«Noi siamo tutti d’accordo per una soluzione che abbia una maggioranza almeno larga come quella che sostiene il governo. Mi sembra che finalmente si è arrivati a un dialogo vero e ci sono dei nomi in campo, eviterei di bruciarne uno ogni cinque minuti. Ci sono colloqui e contatti più o meno costanti. Spero si arrivi già oggi a ipotizzare una soluzione». Queste le parole di Matteo Orfini (Pd) ai microfoni di La7. «Suggerirei calma e pazienza – ha continuato il dem – sul Quirinale cambia tutto ogni due ore. Spero si arrivi a due votazione al giorno per accelerare i tempi. Concluderemo, speriamo già domani». Quanto all’ipotesi Mattarella: «I voti a Mattarella sono testimonianza di affetto al presidente, è bene che ci siano, ma è un soluzione molto complicata».

Matteo Orfini |ANSA/GIUSEPPE LAMI

14.20 – Conclusa quarta votazione, al via lo spoglio

Si è conclusa la quarta votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati delle regioni per eleggere il presidente della Repubblica. Comincia ora lo spoglio con il presidente della Camera Roberto Fico che legge una per una tutte le schede su cui i grandi elettori hanno espresso la loro preferenza.

14.05 – Toti: «Si decida domani o torno a casa»

«Domani bisogna scegliere, ci sono tante personalità in campo, tutte pregevoli, scegliamo quella su cui i partiti sono più d’accordo e votiamo, altrimenti me ne torno a casa e mi chiamano quando hanno deciso perché ho da lavorare». Queste le parole del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ai microfono di Radio Capitale. «Non bisogna essere semplificatori – ha concluso – né populisti, il minuetto della democrazia prevede anche questo ma c’è un limite, considerando anche che siamo in una pandemia».

Giovanni Toti, Antonio Tajani e Matteo Salvini al bar | ANSA/FABIO FRUSTACI

13.58 – Di Maio: «Belloni ottima persona ma non spacchiamo maggioranza»

«Elisabetta è un profilo alto, ci ho lavorato insieme alla Farnesina ma non bruciamo nomi e soprattutto non spacchiamo la maggioranza di governo». Questa la posizione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio rispetto all’ipotesi Belloni al Colle. Conversando in Transatlantico con i cronisti, ha fatto capire che il nome è da proteggere anche in ragione dell’attuale ruolo ricoperto ai Servizi segreti.

Luigi Di Maio|ANSA/ETTORE FERRARI/POOL

13.40 – Marcucci: «Il centrodestra mette a rischio le istituzioni»

«La non partecipazione al voto del centrodestra sembra un terribile atto di sfiducia nei confronti dei loro grandi elettori». Sono queste le parole del senatore Pd Andrea Marcucci all’uscita da Montecitorio dopo il voto. «Le loro divisioni stanno mettendo a rischio la tenuta istituzionale del Paese. Creare sfiducia nelle istituzioni non aiuta soluzioni adeguate – ha proseuito -. Il commissariamento della politica non può essere la via di uscita. Salvini ragioni».

Dario Stefano e Andrea Marcucci fuori alla Camera |ANSA/GIUSEPPE LAMI

13.35 – Finita la chiama dei deputati

È terminata nell’Aula della Camera la votazione dei deputati. La seduta è stata sospesa e riprenderà a partire dalle 14 con i delegati delle regioni.

13.20 – Fonti Pd: «Le ipotesi in campo sono valide, Belloni è una soluzione onorevole»

Il Pd giudica «plausibile e onorevole» l’ipotesi Elisabetta Belloni poiché rientrerebbe nei criteri indicati dal leader Enrico Letta, ribaditi anche ieri nel corso dell’assemblea dei grandi elettori dem. «Noi non ci mettiamo a fare il giochino dei veti, il tema è arrivare al momento del confronto. Questo è il punto – è la posizione di fonti dem -. Non in questo momento non ci mettiamo a impallinare nomi se rispondono a criteri che abbiamo indicato. Il punto è arrivare al momento del confronto e poi vediamo».

13.06 – fonti M5s: «Scheda bianca o libertà di coscienza»

I vertici del M5s hanno dato come indicazione di voto la scheda bianca ma, stando a quanto si apprende da fonti autorevoli del Movimento, hanno anche lasciato la possibilità di esprimersi «in libertà di coscienza».

12.53 – Draghi sente Berlusconi

Il leader di Forza Itali Silvio Berlusconi ha ricevuto una telefonata dal presidente del consiglio Mario Draghi. Stando a quanto si apprende, il premier ha fatto i migliori auguri di pronta guarigione al Cavaliere. Nel corso del colloquio non sarebbe stato affrontato alcun tema politico.

12.28 – Una fonte di Palazzo Chigi: «Accordo su Sabino Cassese presidente, salvo sorprese»

Sabino Cassese sarebbe il nome intorno al quale ci sarebbe un accordo, stando a quanto riporta Dagospia che menziona una fonte attendibile di Palazzo Chigi. Ieri il chiacchierato presunto incontro a casa del giurista con il leader della Lega Matteo Salvini, notizia confermata da Il Foglio. A Repubblica il professore ha detto: «Salvini non lo conosco, io vivo come i monaci stiliti, che scelsero di vivere su una colonna. Ecco, non vedo nessuno, manco i miei nipoti…». Quanto all’ipotesi che al Quirinale possa essere eletto proprio lui, Cassese ha replicato: «Perché lo vuole escludere?».

ANSA/ POOL/ ROBERTO MONALDO/ LA PRESSE

12.12 – Renzi: «Indecoroso balletto di nomi, si decidano»

«È finito il tempo delle bambinate, dobbiamo fare le cose che fanno gli statisti: si continuano a fare dei nomi per poi bruciarli, siccome sono tutte persone per bene, di qualità, trovo sia indecoroso continuare il balletto dei nomi». Queste le parole del leader di Iv Matteo Renzi dopo il voto per il presidente della Repubblica. «La vicenda deve essere chiusa, perché è irresponsabile l’atteggiamento di queste ore. Si decidano», ha scandito il senatore. Quanto all’ipotesi Belloni: «Vi sembra normale che di fronte a una cosa del genere tutti i giorni si fa un nome nuovo? Sono nomi tirati lì senza discussione politica».

Matteo Renzi | Ansa

12.08 – Salvini si astiene: «La via maestra resta un nome vicino al centrodestra»

Come deciso al vertice di questa mattina, il leader della Lega Matteo Salvini si astiene dalla quarta votazione: «Io sto lavorando nell’ambito del centrodestra e rimane quella la via maestra per quanto mi riguarda – sono le sue parole -. Non un nome di partito ma di un’area culturale di centrodestra». «Abbiamo fatto tantissimi nomi, ambasciatori, giudici…E la presidente del Senato? Non era un nome di maturità? E invece dall’altra parte ancora niente – ha commentato Salvini -. Non sono rassegnato. Sono carico per andare avanti».

12.00 – Conte: «Superare i veti? Magari»

Giuseppe Conte lascia una battuta ai giornalisti in Transatlantico. Alla domanda relativa a veti e contrapposizioni, il presidente del M5s ha risposto: «Superarli? Magari. Vediamo». Quanto all’ipotesi Mattarella e ai voti ricevuti ieri, Conte ha commentato: «È chiaro che c’è un grande apprezzamento e una riconoscenza per Mattarella, trasversalmente. Anche da parte mia. È un attestato nei confronti di Mattarella, del M5s e non solo, anche molti altri voti trasversali».

Giuseppe Conte|ANSA/ETTORE FERRARI

11.55 – I senatori di Fdi si astengono alla seconda chiama

Dopo la mancata risposta all’appello, i parlamentari di Fdi scelgono di astenersi come il resto dei colleghi di centrodestra.

11.43 – I senatori di Fdi non rispondono alla prima chiama

Ignazio La Russa, Lucio Malan e Luca Ciriani non hanno risposto all’appello di Roberto Fico nell’Aula alla Camera. Anche oggi i senatori di Fdi non rispondono alla prima chiama. «Abbiamo deciso, obtorto collo, noi di Fdi, di astenerci per offrire a tutti la possibilità di valutare un nome di alto profilo», ha commentato La Russa ai microfoni dei cronisti. Quanto all’ipotesi Casellati: «Abbiamo detto alto profilo istituzionale e per far capire che non vogliamo mettere i timbri ma vogliamo un nome proposto anche da noi. E di alto profilo istituzionale non ce ne sono altri».

Ignazio La Russa|ANSA/FABIO FRUSTACI

11.40 – Salvini: «No a prove di forza, acceleriamo»

Il leader della Lega ha commentato ai cronisti in attesa di sviluppi fuori da Montecitorio la decisione del vertice del centrodestra di astenersi dal voto nel quarto giorno. «Le prove di forza non ci interessano – ha spiegato Matteo Salvini -. Noi le proposte le abbiamo fatte. Speriamo di arrivare a un nome il prima possibile. Noi chiediamo di accelerare». «Sono fiducioso, sono ottimista – ha proseguito il segretario -. L’astensione è per evitare scontri, non voglio un candidato di bandiera, vorrei un candidato o una candidata buona». Questa sera il centrodestra tornerà a riunirsi in un vertice alle 19.

Matteo Salvini |ANSA/FABIO FRUSTACI

11.28 – +Europa e Azione: «Cartabia anche al quarto voto»

«Dopo le prime tre votazioni, l’elezione del presidente della Repubblica è ancora in alto mare – così si legge in una nota della federazione Libdem che questa mattina ha riunito i suoi Grandi elettori -. Lo stallo ogni giorno che passa è più pericoloso, per un paese che ha bisogno di istituzioni solide e credibili. Per questo, i grandi elettori di Azione e +Europa anche oggi daranno il loro voto a Marta Cartabia».

Emma Bonino|ANSA/POOL/Roberto Monaldo / LaPresse

11.19 – Fonti FdI: «Le ipotesi Cassese e Belloni non dispiacciono»

Stando a quanto si apprende da fonti vicine ai vertici di Fratelli d’Italia, per la leader Giorgia Meloni resta valida, e alla portata, la possibilità di esprimere un presidente della Repubblica dell’area di centrodestra. In particolare, al partito non dispiacerebbero i nomi di Sabino Cassese ed Elisabetta Belloni. Intanto Meloni sarebbe irritata per la decisione emersa nel vertice di centrodestra che ha optato per l’astensione alla quarta votazione. Per superare lo stallo ieri Fdi e parte del centrodestra hanno votato per Guido Crosetto.

Enrico Letta e Giorgia Meloni | Ansa/Roberto Monaldo/Pool/Lapresse

11.03 – Bossi il primo ma si astiene

Il primo a essere chiamato al voto è stato il senatore Umberto Bossi che però, come deciso dalla coalizione del centrodestra, ha scelto di astenersi.

11.01 – Al via la quarta votazione

Al via nell’Aula di Montecitorio la quarta votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali per eleggere il presidente della Repubblica. A partire da oggi è sufficiente il quorum della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio, e non più qualificata come i giorni scorsi. Al banco della presidenza ci sono, come sempre, i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati.

10.38 – I cinque stelle votano scheda bianca, Conte: «Noi sempre per nome superpartes»

La riunione dei cinquestelle si è aperta da pochi minuti. Anche per loro, come già per il Pd, l’indicazione è di votare scheda bianca. Lo stesso farà anche Leu, così come deciso nel vertice di coalizione. Conte uscendo dalla palazzina dei gruppi, in via degli Uffici del Vicario, è apparso piuttosto nervoso: «La nostra posizione non è cambiata, siamo sempre stati per un nome superpartes».

10.35 – Il centrodestra: «Oggi ci asteniamo. Domani doppia votazione»

Il centrodestra ha pubblicato un comunicato stampa a firma comune. Una dichiarazione secca, in cui si spiega che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno deciso di saltare un giro nelle votazioni: «Il centrodestra ha deciso di proporre la disponibilità a votare un nome di alto valore istituzionale. Per consentire ai grandi elettori di tutti i gruppi di superare veti e contrapposizioni la coalizione ha deciso di dichiarare il proprio voto di astensione nel voto odierno». Tecnicamente vuol dire che i grandi elettori di centrodestra si avvicineranno alla presidenza dichiarando l’astensione, per poi uscire dall’aula. Il comunicato si chiude con una richiesta, che si accoda con quella di Italia Viva: «Il centrodestra è pronto a chiedere di procedere domani con la doppia votazione».

9.52 – L’endorsement di Rosato (IV): «Casini ha tutte le caratteristiche. Draghi deve rimanere»

Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva, ha spiegato a Radio Capital qual è in questo momento l’orientamento del partito su Mario Draghi: «Draghi deve rimanere, punto. Sta facendo un lavoro prezioso e l’Italia ha bisogno di lui. È insostituibile, non abbiamo uno bravo come Draghi che abbiamo lasciato nel cassetto, capace di andare a Palazzo Chigi e fare le cose come lui. Questo non vuol dire che Draghi non abbia l’autorità per svolgere altri ruoli nel nostro paese». Il nome su cui punta invece è ancora quello di Pier Ferdinando Casini: «Ha tutte le caratteristiche per assolvere ruoli istituzionali importanti. Lo ha già fatto nel passato, ha competenze internazionali. È una figura che sta sul tavolo non a caso, anche la rosa dei candidati del centrodestra era piena di personalità autorevoli. Cassese? E’ più uno scoop giornalistico che altro».

9.40 – Italia Viva voterà scheda bianca

Dai primi segnali che arrivano da Roma, sembra che nemmeno oggi ci sarà un accordo fra i partiti. L’agenzia stampa Ansa riporta che Italia Viva voterà scheda bianca, a confermarlo sarebbero fonti di partito. Nelle ultime ore Matteo Renzi aveva già detto che la votazione definitiva dovrebbe arrivare domani: «Credo che non si si chiuderà oggi, credo si chiuderà domani. Credo che il centrodestra lascerà passare ancora un giro, e poi domani andranno a più miti consigli. Oggi sarà un’altra giornata di tempo perso. Questa è una liturgia che andava bene negli anni ’40 e ’50».

8.48 – Salvini ferma Casini?

Mentre inizia il vertice del centrodestra Matteo Salvini si ferma a parlare con i giornalisti della candidatura di Casini. E sembra allontanarla: «Leggo tanti nomi interessanti ma che non sono di centrodestra», esordisce. Poi, proprio su Casini: «È una proposta del centrosinistra, è stato eletto con il Pd». E quando gli ricordano che è stato eletto anche con il centrodestra risponde: «Appunto». Infine due parole sulla trattativa: «Gli altri leader li sento tutti i giorni, è il mio lavoro. Porto proposte, abbiamo nomi di assoluto livello, non penso che il centrodestra che rappresenta decine di milioni di italiani debba dimostrare qualcosa e che solo a sinistra ci siano profili morali e istituzionali».

8.00 – Il borsino di Open

Il borsino di Open per il Quirinale di oggi vede in fortissima crescita le quotazioni di Pier Ferdinando Casini (55 per cento). Subito dopo c’è Mario Draghi (25 per cento) mentre Elisabetta Belloni è al 15 per cento. Chiude la classifica il professor Sabino Cassese (5 per cento). Come abbiamo raccontato nel retroscena di Open, Forza Italia si sta compattando sul nome dell’ex presidente della Camera, mentre l’attuale premier rimane la carta di riserva. Oggi però la quarta votazione andrà ancora una volta buca mentre in 24 ore potrebbe cambiare tutto. Intanto Matteo Salvini è arrivato alla Camera: è iniziato il vertice del centrodestra. Alle 9 ci sarà una riunione di Italia Viva. Alle 10,20 quella del M5s.

Intanto proprio Casini ha deciso di farsi sentire: «A questo punto, dal punto di vista istituzionale, io sono un soggetto passivo e non attivo. Sto a casa con le mie figlie. Ho deciso di non parlare più, di non mandare messaggi, di non fare più niente», ha detto intercettato al telefono da Repubblica nella tarda serata di ieri. «Dovete capire che in questo momento, una parola è poca e due sono troppe – ha aggiunto l’ex presidente della Camera – e comunque a questo punto non so più niente. E soprattutto non voglio sapere più niente. Si vedrà».

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