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Crisi Ucraina, Biden durissimo: «Putin sta per invadere: sanzioni con l’Ue contro banche e oligarchi russi». Il Cremlino: «Kiev rinunci alla Nato»

Da Stati Uniti e Unione europea previsto un corposo pacchetto di sanzioni contro Mosca, che andrà a colpire l’economia russa a cominciare dalle banche che finanziano il settore militare del Cremlino. In una conferenza stampa, Putin ha detto di non escludere l’ingresso delle sue truppe sul territorio ucraino

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato l’entrata delle truppe nelle due regioni separatiste dell’Ucraina orientale dopo aver riconosciuto la loro indipendenza. Nel tardo pomeriggio italiano, ha annunciato che gli accordi di Minsk sul Donbass «non esistono più». Non ha poi escluso l’invio dell’esercito russo in altri territori ucraini, affermando che dipenderà da «dalla situazione». Secondo il capo del Cremlino: «La soluzione migliore sarebbe che l’Ucraina rinunciasse spontaneamente all’ambizione di aderire alla Nato». L’Onu ha deplorato la scelta della Russia e ha fatto sapere che il rischio di un grande conflitto adesso è reale. Si moltiplicano le segnalazioni di carri armati e militari che si sposta attraverso la città di Donetsk controllata dai separatisti dopo la firma di un accordo che prevede lo stabilimento di basi militari russe nella zona. Sono saliti a 90 mila i profughi arrivati da Lugansk e Donetsk nella regione russa di Rostov e altri stanno arrivando. Mosca ha annunciato che evacuerà il personale diplomatico da Kiev, un’operazione che dovrebbe avvenire in tempi brevi.


Le sanzioni annunciate da Biden contro la Russia

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato durissime sanzioni «che andranno ben oltre quelle per l’annessione della Crimea nel 2014» contro la Russia. I provvedimenti andrebbero a colpire anche «i famigliari degli oligarchi russi» perché non possano più operare nel mercato occidentale e quindi escludere dalla finanza occidentale. Le azioni russe, ha spiegato Biden «sono l’inizio di un’invasione». A essere colpite dalle sanzioni americane, che si accompagneranno a quelle europee, saranno quindi: due istituzioni finanziarie russe, il debito sovrano e gli oligarchi russi e le loro famiglie. Tra gli obiettivi da colpire ci sono anche le realtà legate ai rifornimenti militari russi. Oltre a tutto questo la Casa Bianca ha spiegato di essere d’accordo per il blocco del progetto Nord Stream 2, il gasdotto che dovrebbe rendere più facile il trasferimento di gas dalla Russia all’Europa: «Lavoriamo con la Germania per essere sicuri che il Nord Stream 2 non parta, lo ripeto, non venga avviato». Tutte queste scelte, ha chiarito, provecheranno un aumento dei prezzi del gas per le famiglie americane: «Difendere la libertà avrà un costo anche per noi qui nel nostro Paese, dobbiamo essere onesti».


Biden ha ribadito che il rischio di un’invasione è concreto: «Le forze russe sono pronte ad attaccare da Nord. La Russia con il suo esercito si avvicina sempre di più al confine. Il Cremlino ha già mobilitato i sottomarini e tutto l’apparato logistico. Abbiamo visto il manuale per l’inizio di un’invasione». Secondo il presidente degli Stati Uniti, quelle a cui si sta assistendo sono provocazioni «che possono causare un incidente in qualsiasi momento. Con il voto della Duma, il presidente Putin ha ottenuto l’autorizzazione all’uso della forza in Ucraina. Non c’è alcuna giustificazione a quanto accaduto: se la Russia andrà avanti, ne pagherà le conseguenze». Biden ha autorizzato anche un «dispiegamento aggiuntivo» di truppe Usa nei Paesi Baltici che fanno parte della Nato.

Approvato il pacchetto di sanzioni Ue. Nella lista anche deputati russi, ma non Putin

Il Consiglio degli Affari esteri dell’Unione europea ha approvato all’unanimità il primo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Nella mattinata, Ursula von der Leyen e Charles Michel avevano annunciato in una comunicazione l’arrivo di sanzioni contro Mosca. Alle 16 c’è stata una riunione informale dei ministri per finalizzare il pacchetto. A presiederla è stato l’Alto Rappresentante Ue della politica estera Josep Borrell, che ha detto: «Di fronte a questa situazione, gli europei hanno raggiunto in 24 ore un accordo unanime per un pacchetto di sanzioni contro la Russia che presenterò al Consiglio». Come ha spiegato Borrell, le sanzioni contro la Russia riguardano anche «i membri della Duma russa che hanno votato questa violazione del diritto internazionale e dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina». Non sono previste però sanzioni dirette per Vladimir Putin. Altro obiettivo delle sanzioni sono le «banche che stanno finanziando i decisori russi». Limitata anche di Mosca di accedere ai mercati europei: «Un’altra misura di cruciale importanza nel pacchetto di sanzione è la limitazione della capacità dello Stato e del governo russo di accedere ai nostri mercati e servizi finanziari limitando così la loro possibilità di finanziare le loro politiche ed il loro debito sovrano attraverso il mercato finanziario Ue».

Di Maio: «Dall’Italia aiuti finanziari all’Ucraina»

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sostenuto la scelta di imporre le sanzioni europee e ha spiegato che il governo italiano è pronto ad aiutare l’Ucraina: «Stiamo costruendo un percorso per erogare aiuti finanziari all’Ucraina che in questo momento è in evidente difficoltà». Al termine del consiglo straordinario di Parigi, Di Maio si è rivolto alla stampa: «É inaccettabile il riconoscimento delle due repubbliche autoproclamate del Donbass. L’Unione europea deve essere ferma e deve essere irremovibile rispetto alla pretesa di ritirare le truppe russe dall’Ucraina e riportare il dialogo e il confronto diplomatico al tavolo».

Salvini: «Tifo per la pace e il dialogo»

Il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato le sanzioni decise dall’Unione europea: «Io tifo per la pace e il dialogo. Se c’è un’alleanza che fa una scelta, se siamo membri di quella alleanza sosteniamo quella scelta ma che non sia l’Italia l’agnello sacrificale perché nelle scorse sanzioni contro la Russia qualcuno ha guadagnato e qualcuno ha perso». Salvini però ha messo in guardia sulle possibili reazioni di Mosca: «Spero che non ci sia bisogno di sanzioni anche perché sanzioni chiamano contro-sanzioni».

Anche il Regno Unito colpirà le banche

Boris Johnson ha annunciato che il Regno Unito applicherà contro 5 banche russe e congelerà tutti gli asset britannici di alcuni noti oligarchi considerati vicini al presidente. Johnson, che ha parlato al Parlamento di Westminster, ha spiegato che si tratta solo di una «prima tranche» di sanzioni economiche, a cui ne seguiranno altre «se la situazione non cambierà».

Nato, Stoltenberg: «Siamo in allerta»

Una foto pubblicata sul profilo Twitter del ministero della Difesa russo, 22 febbraio 2022

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha parlato a margine del vertice straordinario a Bruxelles con l’Ucraina. «Condanniamo la decisione di Mosca di riconoscere le repubbliche di Lugansk e Donetsk e condanniamo l’incursione militare in Ucraina», ha detto. «È una escalation seria e siamo in allerta». Stoltenberg ha confermato che la Russia ha schierato circa 150mila soldati: forze che sono in parte già nel territorio ucraino – Dombass e Crimea -, in parte sono vicine ai confini. Si tratta di «veicoli armati, carri armati, missili e droni, e sistemi di difesa elettronica». Secondo la Nato, ci sono «tutte le indicazioni» per un attacco su larga scala.

Usa: «È l’inizio dell’invasione»

La Casa Bianca si sbilancia e definisce l’invio delle truppe russe nel Donbass «l’inizio di una invasione». A dirlo alla Cnn è Jonathan Finer del consiglio di sicurezza nazionale Usa, commentando gli ultimi sviluppi della crisi russo-ucraina. Ieri la Casa Bianca era stata più cauta, parlando di «flagrante violazione degli impegni internazionali».

Putin: «Non vogliamo ricostruire un impero»

A meno di 24 ore dal suo discorso alla nazione, nel quale aveva dichiarato che l’Ucraina è parte integrante della storia russa, Putin ha dichiarato di non voler «ricostruire un impero» e di sostenere la sovranità dei suoi vicini. L’Ucraina – ha detto – è stata un’eccezione a causa dell’«influenza esterna». A darne notizia è l’agenzia Interfax, che riporta le parole del presidente russo durante il Sesto Summit sul Gas del Forum dei Paesi Esportatori. In merito al gas, tornato centrale in questi mesi di crisi, ha detto: «La Russia è destinata a continuare la fornitura ininterrotta di questa risorsa energetica, compreso il gas naturale liquefatto, ai mercati globali, per migliorare l’infrastruttura esistente e aumentare gli investimenti nel settore del gas».

Berlino sospende l’approvazione del Nord Stream 2

Il cancelliere Olaf Scholz ha annunciato la sospensione del gasdotto Nord Stream 2. La decisione di Berlino arriva nelle ore in cui l’Ue sta discutendo le sanzioni verso Mosca dopo il riconoscimento delle repubbliche del Donbass. Scholz ha chiesto sforzi diplomatici «per evitare una catastrofe» in Ucraina, sottolineando che la diplomazia è ancora «cruciale». Nei confronti della Russia ha poi aggiunto che l’Ue è pronta a «sanzioni massicce e robuste».

L’ex presidente della Russia, e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha criticato duramente la scelta di Berlino sul gasdotto che collega direttamente Germania e Russia. «Benvenuti nel nuovo mondo, in cui gli europei pagheranno 2.000 euro per mille metri cubi di gas», ha detto su Twitter. Il prezzo è circa il doppio di quello attuale. Il Cremlino, intanto, ha detto di aspettarsi che la frenata sul Nord Stream 2 sia «temporanea».

La Duma approva il decreto sul Donbass

La Duma, ovvero la Camera bassa del Parlamento russo, ha approvato il trattato di amicizia, cooperazione e mutuo soccorso firmato tra il Cremlino e le due repubbliche separatiste ucraine.

I carri armati russi

Secondo il Telegraph, il Cremlino sta valutando se far avanzare i suoi carri armati nel territorio controllato dal governo ucraino e quindi ampliare notevolmente il conflitto, oppure se per il momento dare disposizione alle sue forze armate di non andare oltre le aree controllate dai separatisti.

Draghi: «Da Mosca inaccettabile violazione della sovranità dell’Ucraina»

«Ferma condanna per la decisione del governo russo di riconoscere i due territori separatisti del Donbass. Si tratta di una inaccettabile violazione della sovranità democratica e dell’integrità territoriale» dell’Ucraina. Così il premier Mario Draghi in apertura del suo discorso all’insediamento di Franco Frattini al Consiglio di Stato. «Sono in costante contatto con gli alleati per trovare una soluzione pacifica alla crisi ed evitare una guerra nel cuore dell’Europa. La via del dialogo resta essenziale, ma stiamo già definendo nell’ambito dell’Unione Europea misure e sanzioni nei confronti della Russia».

A Rostov almeno 90 mila rifugiati del Donbass

Secondo le autorità russe, continua nel frattempo ancora l’arrivo di rifugiati dal Donbass. A detta dell’ufficio regionale di Rostov del ministero russo per le situazioni di emergenza, almeno 90 mila residenti delle autoproclamate Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk sono entrati nella regione russa di Rostov e altri sarebbero in arrivo.

Reynders: «Dalla Russia un atto di guerra»

EPA/JULIEN WARNAND | Didier Reynders a Strasburgo, Francia, 15 febbraio 2022.

Secondo Didier Reynders il riconoscimento da parte del presidente Vladimir Putin di due regioni separatiste ucraine come indipendenti e il successivo ordine di inviare carri armati nelle aree è un «atto di guerra». Il commissario europeo alla Giustizia parla così all’emittente belga Rtbf. L’Ue, dice, «è pronta a imporre sanzioni alla Russia, ma è necessaria una decisione unanime». Le misure «probabilmente si evolveranno gradualmente e dipenderanno dalle azioni della Russia», spiega Reynders. E a suo parere dovrebbero includere divieti di viaggio per individui e sequestro di beni in Europa e all’estero. «Tutte le opzioni sono sul tavolo», dice il commissario Ue.

La Russia riconoscerà l’indipendenza dell’intera regione di Donetsk e Luhanks

EPA/RUSSIAN DEFENCE MINISTRY PRESS SERVICE

La Russia riconoscerà l’indipendenza dell’intera regione di Donetsk e Luhanks nell’Ucraina orientale. A dirlo è Leonid Kalashnikov, numero due russo, presidente del Comitato per gli Affari post sovietici. La previsione si trova negli accordi di cooperazione siglati fra Russia e le autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, con la difesa congiunta da tutte le minacce alla pace ed eventuali tentativi di aggressione, secondo quanto riporta il progetto di legge inviato al presidente della Duma di Stato (camera bassa del Parlamento) della Federazione Russa, Vjacheslav Volodin. Gli accordi danno poi alle parti il «diritto di poter utilizzare le infrastrutture militari e le basi militari sul loro territorio da parte delle Forze armate».

Le parti «contraenti lavoreranno a stretto contatto in termini di difesa della loro sovranità, integrità territoriale e sicurezza» e «si consulteranno senza indugio ogni volta che, a parere di una delle parti contraenti, ci sarà una minaccia di attacco, al fine di garantire una difesa congiunta, mantenere la pace e la sicurezza reciproca», recita l’articolo 3 dell’accordo di cooperazione con la repubblica di Lugansk. Analogo il passaggio nell’accordo con la repubblica di Donetsk. La protezione dei confini statali secondo gli accordi, delle due autoproclamate repubbliche verrà effettuata attraverso sforzi congiunti delle parti.

«La protezione del confine di stato della repubblica popolare di Lugansk sarà effettuata tramite gli sforzi congiunti delle parti contraenti sulla base degli interessi della propria sicurezza, nonché della pace e della stabilità», sii legge ancora nell’articolo 3 dell’accordo di cooperazione con la repubblica di Lugansk. Stessa disposizione anche per l’autoproclamata repubblica di Donetsk. Nelle bozze si prevede anche che le parti confermino e rispettino l’integrità e l’inviolabilità dei reciproci confini. E la Federazione Russa metterà in campo misure per mantenere e far funzionare il sistema finanziario e bancario delle due entità.

La Repubblica popolare di Lugansk e quella di Donetsk ratificano l’accordo

Il Parlamento della Repubblica popolare di Lugansk ha ratificato all’unanimità, con 46 voti a favore su 46 legislatori, l’accordo di amicizia, cooperazione e mutuo soccorso con la Russia: a dirlo è l’agenzia russa Tass, con un suo giornalista presente alla sessione. Anche il leader dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk (DPR), Denis Pushilin, ha firmato oggi la legge di ratifica del trattato di amicizia, cooperazione e mutuo soccorso firmato con la Russia. Poche ore prima i membri del Consiglio del Popolo della DPR avevano approvato all’unanimità la legge durante una incontro d’emergenza, scrive la Tass.

Lavrov, Kiev ha «calpestato» gli accordi di Minsk

Per il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, il regime ucraino ha calpestato gli accordi di Minsk subito dopo averli firmati. Lo riporta la Tass.

Il Washington Post: «Putin invia truppe nell’Ucraina orientale»

«Putin invia truppe nell’Ucraina orientale», titola a tutta pagina il Washington Post. Reparti corazzati sarebbero stati dislocati nella regione del Donbass. Si tratta di invasione? Secondo il quotidiano non tutta l’amministrazione Biden concorda. E le sanzioni decisa in immediata risposta da parte Usa sono limitate: investimenti e commercio degli Stati Uniti sono vietati nei territori separatisti del Donbass. Altri provvedimenti sarebbero in arrivo e verranno decisi oggi. Ma al momento le sanzioni restano «diverse da quelle molto più grandi che Biden aveva minacciato se Putin avesse invaso l’Ucraina», commenta il Post, riportando la posizione di Ian Bremmer, presidente dell’Eurasia Group, società di consulenza per la sicurezza globale: l’operato di Putin, a suo avviso, segue una certa logica, gli permette di fare una mossa contro l’Ucraina e allo stesso tempo di lasciare spiazzato l’Occidente, incerto sul da farsi.

Il trasferimento di Zelensky

Alcuni funzionari dell’amministrazione Biden hanno parlato con il governo ucraino di un piano per l’eventuale trasferimento del presidente Zelensky dalla capitale Kiev a Leopoli, vicino alla frontiera polacca. Questo nel caso di una invasione russa verso la capitale. Lo riporta NbcNews citando due fonti dell’amministrazione di Washington. Che considererebbe il leader ucraino «sempre più vulnerabile». Nonostante gli appelli alla calma, il governo ucraino sarebbe però preparato all’ipotesi di un’invasione. «Hanno fatto tutto il necessario per prepararsi». Il leader ucraino però, dice un suo portavoce, e il suo omologo americano, Joe Biden, non hanno discusso della partenza del presidente da Kiev.

Il Consiglio d’Europa: «Mosca ci ripensi»

«Domandiamo alla Russia di tornare indietro e di astenersi dall’aggravare ulteriormente la situazione», dice Marija Pejcinovic Buric, segretaria generale del Consiglio d’Europa, organizzazione di cui fanno parte anche la Russia e l’Ucraina. «Questo riconoscimento è una violazione delle leggi internazionali e rappresenta una rottura unilaterale degli accordi di Minsk, che sono la sola base per risolvere il conflitto nel Donbass», prosegue. «Il Consiglio d’Europa afferma un incrollabile sostegno alla sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti internazionalmente». L’organizzazione «chiede con insistenza agli Stati di risolvere le controversie attraverso il dialogo che deve basarsi sul rispetto dei principi sanciti nello statuto del Consiglio d’Europa e nella convenzione europea dei diritti umani», conclude Pejcinovic Buric. Posizione sottoscritta dal presidente dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Tiny Kox, che «proporrà all’organo che presiede di discutere con urgenza la questione».

La Borsa di Mosca affonda con un calo dell’8%

La Borsa russa perde più dell’8% in apertura questa mattina a causa delle tensioni in Ucraina. Secondo Reuters, la banca centrale russa dice che la situazione del mercato finanziario è sotto controllo. E di essere pronta ad adottare tutte le misure necessarie a eventuale sostegno della stabilità finanziaria. Avvio in profondo rosso anche per le Borse europee. A Parigi il Cac 40 ha aperto in calo del 2,28% a 6.633 punti, a Londra il Ftse 100 cede ll’1,2% a 7.394 punti mentre a Francoforte il Dax arretra del 2,48% a 14.36 punti.

Vola il prezzo del gas

Il prezzo del gas naturale vola: la quotazione sulla piazza di Amsterdam è a 80 euro Mwh. L’aumento è del 10% dopo un incremento fino a 82 euro con un rialzo del 13,2%.

Il Regno Unito: «Sanzioneremo la Russia, l’invasione è già iniziata»

L’invasione russa dell’Ucraina è già iniziata, quindi la Gran Bretagna sanzionerà la Russia, spiega il segretario alla salute britannico Sajid Javid. «Si può concludere che l’invasione dell’Ucraina è iniziata», dice Javid.

Orban sente Michel, «Budapest aderisce alla posizione Ue»

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ieri sera ha detto «chiaramente al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che sul conflitto Russia-Ucraina, l’Ungheria farà parte della posizione comune dell’Unione europea», scrive in un tweet il portavoce del premier magiaro, Zoltan Kovacs.

La Germania: «Mosca ha gettato la maschera»

Dopo aver smentito per giorni di volere un conflitto in Ucraina la Russia ha gettato la maschera. Lo ha detto l’ambasciatrice tedesca all’Onu Antje Leendertse oggi, minacciando poi Putin: «Con i nostri alleati e partner adotteremo misure ferme ed adeguate in risposta alla violazione del diritto internazionale da parte della Russia che avrà gravi conseguenze economiche, politiche e geostrategiche. La Russia ha ripetutamente insistito sul fatto di non essere parte del conflitto ucraino. Oggi si è smascherata e mostra di esserlo sempre stata». Intanto le forze armate ucraine hanno sferrato cinque attacchi contro il territorio dell’autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk (LPR) nelle prime ore di oggi: lo rende noto in un comunicato la missione della LPR presso il Centro congiunto per il controllo e il coordinamento (JCCC). «Sono state registrate cinque violazioni del cessate il fuoco», ha affermato la missione LPR. Gli attacchi, ha precisato la missione, hanno preso di mira le località di Donetskiy, Zolote-5, Sokylniki e Nizhne Lozove e sono stati eseguiti cpn armi di artiglieria da 122 mm e mortai da 82 mm e 120 mm. Sono in corso le verifiche di notizie di vittime e danni, ha aggiunto

Ucraina: due soldati uccisi nei bombardamenti

EPA/RUSSIAN DEFENCE MINISTRY PRESS SERVICE

Secondo l’esercito ucraino due soldati sono stati uccisi e 12 feriti in un bombardamento dei filo-russi nell’Ucraina orientale. L’esercito ha dichiarato di aver registrato 84 diversi casi di bombardamenti da parte di separatisti, che hanno aperto il fuoco su 40 insediamenti lungo la linea del fronte. Intanto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ha fatto sapere che resta pronto al negoziato con il segretario di Stato Usa Antony Blinken. «Anche nei momenti più difficili… diciamo: siamo pronti per il processo negoziale, ecco perché la nostra posizione è rimasta la stessa… siamo sempre a favore della diplomazia», ha detto la portavoce del ministero, Maria Zakharova.

Il riconoscimento fotocopia

La decisione di Mosca di riconoscere le Repubbliche autoproclamate di Lugansk e Donetsk ricalca quanto già fatto dalla Russia in Georgia nel 2008 con il riconoscimento di Ossezia del sud e Abkhazia. Lo ha fatto notare l’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite Sergiy Kyslytsya intervenendo in nottata alla riunione dell’esecutivo Onu. «Oggi il Cremlino ha copiato e incollato parola per parola il decreto della Georgia del 2008», ha detto, alzando un foglio stampato. «Nessuna creatività», ha aggiunto, «la fotocopiatrice del Cremlino funziona molto bene».

Blinken non ha annullato l’incontro con Lavrov

Il Segretario di Stato degli Stati Uniti Antony Blinken non ha ancora annullato il suo incontro di giovedì con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. La Cnn riferisce che due funzionari del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti – hanno confermato la circostanza, anche se della questione si è discusso tutto il giorno. I funzionari dell’amministrazione Biden hanno detto che stanno andando a guardare ciò che la Russia fa da vicino durante la notte e preparare una risposta significativa entro la giornata di oggi. Parte di questa risposta potrebbe includere una decisione sull’incontro a Ginevra, perché gli Stati Uniti hanno già detto che non avverrà se la Russia invade ulteriormente l’Ucraina.

Gli Usa: attacco alla sovranità dell’Ucraina

L’ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro Linda Thomas-Greenfield ha detto che «Questo attacco alla sovranità e integrità territoriale all’Ucraina è non provocato e chiaramente la Russia sta cercando un pretesto per un’ulteriore invasione. Putin ha posto davanti al mondo una scelta – ha aggiunto – Non dobbiamo distogliere lo sguardo. La storia ci dice che guardare dall’altra parte sarà un percorso molto più costoso». Thomas-Greenfield ha quindi sottolineato che la Russia con la sua decisione nel Donbass ha fatto pezzi gli accordi di Minsk, e che è «senza senso» definire le truppe russe una forza per il mantenimento della pace.

L’Onu: rammarico per la decisione di Putin

Il sottosegretario agli affari politici dell’Onu Rosemary Dicarlo alla riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza sull’Ucraina ha detto che «le prossime ore e giorni saranno critici. Il rischio di un grande conflitto è reale e deve essere prevenuto a tutti i costi». Dicarlo ha anche assicurato «il pieno impegno del segretario generale a lavorare per una soluzione diplomatica dell’attuale crisi”. Ci rammarichiamo anche – ha aggiunto – per l’ordine di schierare truppe russe nell’Ucraina orientale, come riferito in una ‘missione di mantenimento della pace’».

L’entrata delle truppe russe nel Donbass

Alcuni veicoli blindati sono stati avvistati nella tarda serata di ieri sul territorio della repubblica popolare di Donetsk, come riporta l’agenzia di stampa russa Interfax, citando testimoni oculari. In particolare due colonne di veicoli blindati si trovano sul territorio di Donetsk diretti a nord e ad ovest dell’entità costituita dai separatisti. In questo video si vedono altre immagini dell’entrata delle truppe russe nel Donbass.

In copertina ANSA | Un fermo immagine tratto da un video mostra l’entrata dei camion russi a Donetsk, 22 febbraio 2022.

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