Referendum giustizia, come vota chi è in ospedale o infermo

L’elettore che sia degente in un ospedale o casa di cura può far pervenire al sindaco del proprio comune di residenza, tramite il direttore amministrativo o il segretario dell’istituto di cura, una dichiarazione che contenga la volontà di esprimere il voto nel luogo di cura. La dichiarazione deve essere accompagnata dall’attestazione del direttore sanitario della struttura, che ne confermi e comprovi il ricovero e deve pervenire al Comune non oltre il terzo giorno antecedente la votazione, quindi entro il 18 marzo 2026.
Per elettori impossibilitati da condizione di infermità a recarsi ai seggi, è previsto un voto domiciliare per elettori affetti da infermità. Le disposizioni sul voto domiciliare parlano di elettori «affetti da gravissime infermità, tali che l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano risulti impossibile», anche con l’ausilio dei servizi di trasporto messi a disposizione dai comuni. Si applicano inoltre solo nel caso in cui l’elettore infermo dimori nell’ambito territoriale del proprio comune di iscrizione elettorale. La comunicazione al comune deve essere fatta pervenire in un periodo compreso fra il 40° e il 20° giorno antecedente la data di votazione, allegando un certificato medico.
La guida al Referendum:
- Perché non serve il quorum
- Quando, dove e come si vota
- Chi può votare e quali documenti servono
- Come risolvere i problemi legati alla tessera elettorale
- Gli errori da evitare in cabina elettorale
- Gli sconti per chi deve viaggiare per andare a votare
- Come funziona il voto assistito
- Cosa succede dopo il referendum
