Garlasco, l’accusa dei pm contro Andrea Sempio: «Un annientamento furioso per cancellare Chiara Poggi che si era opposta»

«Un’aggressione che diventa cieca, sproporzionata, un annientamento furioso concentrato sul volto e la testa, come se l’intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta». È un passaggio durissimo quello che la Procura di Pavia ha messo nero su bianco per descrivere gli ultimi istanti di vita di Chiara Poggi e la violenza brutale che l’ha uccisa. Secondo i magistrati pavesi, dietro il delitto di Garlasco non ci sarebbe stata una pianificazione a freddo, ma una reazione di rabbia incontrollabile da parte di Andrea Sempio. La tesi degli inquirenti, contestata all’indagato durante l’interrogatorio dello scorso 6 maggio — nel quale il 38enne ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere — punta tutto su un movente passionale degenerato in tragedia.
La furia cieca di Andrea Sempio contro Chiara Poggi
Tutto sarebbe nato da un tentativo di approccio sessuale che Chiara avrebbe respinto con fermezza. Quel rifiuto avrebbe innescato in Sempio una furia cieca, trasformando un momento di tensione in uno scontro fisico unilaterale. L’obiettivo dell’assassino, secondo la Procura, sarebbe stato quello di annientare fisicamente la ragazza, infierendo con una violenza sproporzionata proprio per eliminare la persona che aveva osato dirgli di no.

