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Pelé, la maglia blu del 1958 va all’asta. La storia della superstizione sul colore e il ruolo della patrona del Brasile

04 Giugno 2026 - 08:35 Francesca Milano
Pelè 1958
Pelè 1958
Secondo le stime, il cimelio che sarà venduto da Sotheby's potrebbe raggiungere i 6 milioni di dollari. Ma il record appartiene alla maglia di Maradona del 1986, venduta a 9,3 milioni
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Nella foto non si vede ma voi fidatevi: quella maglia era di colore blu e aveva cucito il numero 10 sulle spalle. Il ragazzo che la indossava, all’epoca – siamo nel 1958 – aveva solo 17 anni e non lo sapeva ancora che sarebbe diventato il più grande calciatore di tutti i tempi. Ora la maglia con cui Pelé segnò due gol nella finale del Mondiale di Svezia finirà all’asta, da Sotheby’s a New York, e secondo le stime, potrebbe essere venduta per oltre 6 milioni di dollari.

La storia della maglia blu del Brasile

Il cimelio ha una storia tutta particolare, che non riguarda solo il calciatore che la indossava. Per la finale del Mondiale del 1958, infatti, il Brasile scese in campo con la maglia blu anziché con la tradizionale divisa gialla per evitare la somiglianza cromatica con quella della Svezia. Gli svedesi – che giocavano in casa – ottennero il privilegio di indossare i propri colori. La seconda maglia del Brasile era bianca, ma dopo la disfatta in casa nella finale del 1950 molti giocatori e dirigenti associavano quella divisa alla sconfitta più dolorosa della storia del calcio brasiliano (il famoso “Maracanazo” contro l’Uruguay).

Contro la Svezia, dunque, si cercò in fretta e furia una alternativa: i dirigenti brasiliani furono costretti a comprare delle maglie blu a Stoccolma e vi cucirono sopra stemmi e numeri.

La finale contro la Svezia e contro la superstizione

Nella sua autobiografia, Pelé raccontò che alcuni compagni consideravano il blu un cattivo presagio (esattamente come il bianco indossato nel 1950). A quel punto, però, intervenne il capo della delegazione brasiliana, Paulo Machado de Carvalho, che ribaltò completamente la situazione spiegando alla squadra che il blu era il colore del mantello di Nossa Senhora Aparecida, la patrona del Brasile. Disse ai giocatori che quel colore avrebbe portato fortuna e che era legato alla protezione della santa.

E in effetti quel colore portò fortuna alla squadra di Pelé, che vinse 5-2. Due dei cinque gol li segnò proprio lui, che ancora oggi resta il più giovane calciatore ad aver fatto gol in una finale dei Mondiali.

Dopo la partita Pelé regalò la sua maglia numero 10 al compagno di squadra Didi. Il cimelio è rimasto nella sua famiglia per decenni, prima di essere donato a un museo sportivo brasiliano e successivamente venduto all’asta nel 2004 per circa 59mila sterline. Oggi il suo valore è aumentato quasi cento volte, complice il boom del mercato dei memorabilia sportivi.

Sfida ai record di Maradona e Messi

Se le stime pubblicate dal Guardian verranno confermate, la maglia di Pelé entrerà nell’élite assoluta dei cimeli calcistici. Attualmente il record appartiene alla maglia indossata da Diego Maradona nella celebre partita contro l’Inghilterra ai Mondiali del 1986, quella del gol della “Mano de Dios”, venduta nel 2022 per 9,3 milioni di dollari. Al secondo posto c’è il lotto composto da sei maglie indossate da Lionel Messi durante il Mondiale del Qatar, aggiudicato per 7,8 milioni di dollari nel 2023.

L’asta online si svolgerà dal 29 giugno al 16 luglio e sarà accompagnata da una mostra pubblica a New York. Per i collezionisti non si tratta soltanto di una maglia: è il simbolo della notte in cui nacque il mito di Pelé e iniziò una delle più grandi storie del calcio mondiale.

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