Fentanyl rubato a Roma, si indaga tra i medici abusivi e i chirurghi senza licenza: chi può aver comprato le fiale

Le 80 fiale di Fentanyl sparite dall’ospedale Israelitico di Roma potrebbero non essere finite nelle piazze di spaccio della Capitale per alimentare il mercato della droga. La Procura e i Carabinieri del Nas stanno seguendo una pista diversa. Secondo quanto riporta Repubblica, i clienti finali di quel colpo potrebbero essere i medici abusivi. L’ipotesi degli inquirenti è che il furto sia stato compiuto per rifornire direttamente un mercato parallelo di finti professionisti o cliniche clandestine che avevano bisogno di quel farmaco.
Perché il farmaco fa gola ai finti medici
Il Fentanyl, prima di essere etichettato come la “droga degli zombie“, è un anestetico ospedaliero letale e potentissimo, dalle cinquanta alle cento volte più forte della morfina. Proprio per questo motivo la sua circolazione legale è blindata: i privati non possono comprarlo e gli ospedali devono giustificare ogni singola dose. Questa totale inaccessibilità ingolosisce il mercato nero. Il sospetto degli inquirenti è quindi che chi ha commesso il furto, probabilmente su commissione, sapesse già dove andare a piazzare questi farmaci. Farmaci che proprio per la difficoltà di reperirli, hanno un prezzo rilevante, nel mercato illegale.
L’identikit dei laboratori clandestini a Roma
La mappa dei potenziali acquirenti nella Capitale è già al vaglio delle forze dell’ordine. Negli ultimi due anni, l’Ordine dei medici di Roma ha segnalato ben 33 persone per esercizio abusivo della professione. Il fenomeno è vasto e comprende finti medici con lauree false appese al muro, medici stranieri non abilitati a esercitare in Italia e, soprattutto, chirurghi estetici clandestini che effettuano interventi a basso costo in laboratori o appartamenti privati privi di qualsiasi autorizzazione sanitaria. Senza la possibilità di acquistare anestetici attraverso i canali ufficiali, sono i clienti ideali per un furto mirato di questa portata. Le indagini ora puntano a stanarli prima che quelle fiale finiscano sui tavoli operatori clandestini.
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Il giallo delle fiale sparite
Un’altra novità emersa è che il colpo è stato messo a segno in un’unica occasione tra l’11 giugno – data dell’ultimo controllo interno – e il 23 giugno, giorno in cui i farmacisti dell’Israelitico si sono accorti dell’ammanco di 60 fiale. Il giorno successivo è stata riscontrata la sparizione di altre 20 fiale, anche se per i pm si è trattato semplicemente di un errore nel primo conteggio. C’è stato un importante ricalcolo anche sulla quantità reale: non parliamo delle 20.000 dosi ipotizzate all’inizio, ma di circa 2.000 dosi effettive. Un dato comunque allarmante. Finora le ipotesi sul destino di queste fiale hanno sfiorato anche i mercati del dark web, dove si teme che la sostanza possa essere venduta per rifornire laboratori dell’Est Europa specializzati nella sintesi di nuove droghe. Al momento, però, gli investigatori si concentrano con decisione sulla pista locale dei medici abusivi.

