Ultime notizie FemminicidiGoverno MeloniReportSigfrido RanucciUcraina
ESTERIImmigrazioneMaroccoSpagna

Ceuta, tensione vicino al confine: cariche e lacrimogeni in Marocco per disperdere i migranti sulle montagne

15 Agosto 2026 - 15:10 Bruno Gaetani
ceuta
ceuta
Madrid ha dispiegato migliaia di militari, poliziotti e agenti della guardia civil. Tensioni nella città marocchina di Fnideq
Google Preferred Site

È arrivato il giorno del secondo temuto sbarco di migranti a Ceuta, l’exclave spagnola a nord del Marocco dove lo scorso 30 luglio sono entrate illegalmente oltre 72mila persone, quasi tutte rimpatriate. Per oggi, 15 agosto, le autorità spagnole e marocchine temevano una nuova ondata di arrivi, ma la situazione – per quanto tesa – sembra decisamente meno preoccupante di qualche settimana fa. In mattinata, le forze dell’ordine marocchine sono ricorse a cariche con i gas lacrimogeni per disperdere decine di migranti sulle alture della città costiera di Fnideq, ad un paio di chilometri alla frontiera di Ceuta. Secondo quanto riporta El Pais il ministero degli Interni del Marocco ha chiesto ai giornalisti di lasciare immediatamente la zona di Castillejos, in particolare a quelli dei media spagnoli Efe e Tve.

Le cariche in Marocco per disperdere i migranti sulle montagne

Le forze di sicurezza marocchine hanno fatto sapere di aver bloccato il tentativo di centinaia di migranti, in prevalenza subsahariani, di raggiungere in maniera irregolare l’exclave spagnola. Al momento, come riporta anche l’agenzia Efe, la situazione sarebbe comunque sotto controllo e non c’è alcuna notizia di feriti ma solo di alcuni fermi. Le immagini trasmesse dell’emittente pubblica iberica Tve mostrano alcune centinaia di migranti subsahariani mentre cercano di avanzare dalle alture sorvegliate da decine di agenti di polizia e della gendarmeria reale marocchina, oltre che da droni. Dal lato spagnolo della frontiera sono schierati diversi veicoli militari.

Il dispiegamento di militari per evitare una nuova crisi

Questa volta, la Spagna ha voluto farsi trovare pronta. Attualmente sono schierati 880 agenti della polizia nazionale, 270 in più rispetto a fine luglio; 714 agenti della guardia civil, quasi 200 in più, oltre a un’unità di 45 agenti antisommossa, che si uniscono a quelli già mobilitati, e a 20 specialisti della Brigada Central de Extranjeria y Frontera, per l’esame delle richieste di protezione internazionale che possano essere presentate dai migranti rimasti nell’exclave. Restano mobilitati anche circa 2.000 militari dell’esercito. D’altra parte, dal lato marocchino della frontiera, sarebbero stati schierati un totale di 5.000 agenti, secondo quanto riportato dai media locali.

Piantedosi: «La lotta ai trafficanti di esseri umani sia una priorità»

Nel frattempo, anche dopo l’incidente diplomatico con Madrid, il governo italiano continua a invocare misure più stringenti contro l’immigrazione irregolare. «Basta ambiguità. Ceuta è un segnale che l’Europa non può sottovalutare, contrastare i trafficanti di esseri umani deve essere una priorità», dice in un video messaggio pubblicato sui social il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che rivendica i risultati dell’esecutivo. «Contrastare l’immigrazione clandestina – spiega il titolare del Viminale – significa anche garantire maggiore sicurezza nel nostro Paese, significa impedire che la minaccia terroristica si infiltri tra i migranti regolari e allo stesso tempo prevenire i fenomeni di criminalità e degrado nelle nostre città».

Foto copertina: EPA/Jalal Morchidi | Forze dell’ordine marocchine presidiano il confine con Ceuta

leggi anche