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Ad Anna Rosa fu dato il siero per neutralizzare le tossine, non il vaccino contro la difterite

02 Settembre 2026 - 13:41 David Puente e Juanne Pili
Vaccini e sieri sono due farmaci con meccanismi e scopi diversi, come ampiamente spiegato durante la campagna vaccinale contro la Covid-19
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Attorno alla morte di Anna Rosa, la bambina di quattro anni deceduta a Palermo nella notte tra il 19 e il 20 agosto, sta circolando una narrazione fuorviante dei fatti secondo cui i medici dell’ospedale avrebbero somministrato alla piccola il vaccino antidifterico mentre l’infezione era già in corso. Secondo questa versione, la somministrazione avrebbe aggravato o causato il decesso. L’origine del fraintendimento è in parte rintracciabile in un’imprecisione apparsa in un articolo del Corriere della Sera, poi ripreso da La Verità, che ricostruiva gli ultimi giorni di vita della bambina, dove si leggeva di «somministrazione del vaccino» tra le cure praticate durante i tentativi di salvarla. In realtà, le era stato somministrato il siero antidifterico, come spiegato a Fanpage il 21 agosto dal direttore sanitario dell’ARNAS Civico di Palermo, il dottor Domenico Cipolla.

Screenshot di uno dei post social che diffonde l’errata narrazione sul caso di Anna Rosa.

Una confusione che si ripete dalla Covid alla difterite

Questa sovrapposizione tra «vaccino» e «siero» non è nuova ed è stata largamente trattata da Open Fact-checking . Durante la pandemia Covid-19, gran parte del pubblico, e in certi casi anche i media, hanno definito «siero» i vaccini anti-Covid. Di fatto, i due termini venivano scambiati erroneamente per sinonimi, generando confusione sul funzionamento e alimentando le narrazioni di chi voleva coltivarci il dubbio.

Cosa fa il vaccino e quando si usa

Il vaccino antidifterico viene realizzato dalla tossina difterica resa non tossica, l’anatossina o tossoide. Stimola la produzione di anticorpi da parte del sistema immunitario, ovvero insegna all’organismo a difendersi in anticipo durante l’infezione. La protezione attiva ottenuta con il vaccino permette un’immunizzazione duratura, perché il sistema immunitario combatte direttamente una componente non infettiva del patogeno. I vaccini sono uno strumento di prevenzione, non delle cure, per questo motivo viene somministrato ai bambini sani, prima che la malattia arrivi, seguendo il calendario vaccinale.

Screenshot di uno dei post social che diffonde l’errata narrazione sul caso di Anna Rosa.

Cosa fa il siero e quando si usa

Il siero antidifterico, quello dato dai medici ad Anna Rosa, funziona in modo radicalmente diverso in quanto si tratta di immunità passiva. Contrariamente al vaccino, contiene gli anticorpi specifici che vengono trasferiti direttamente al paziente. Questa protezione è intensa ma temporanea, generalmente limitata a poche settimane, e non induce memoria immunologica come avviene con il vaccino. Inoltre, il siero antidifterico risulta essere uno strumento che si usa quando la malattia è già in atto e serve bloccare la tossina prima che provochi ulteriori danni a chi ha l’infezione in corso.

Screenshot di uno dei post social che diffonde l’errata narrazione sul caso di Anna Rosa.

Conclusioni

Manuela Maggio, madre della piccola Anna Rosa, aveva dichiarato a La Verità che la bambina non era vaccinata: «Quando ho fatto il primo accesso in ospedale, il 13 agosto, ho dichiarato subito che mia figlia non aveva fatto nessun vaccino».

L’autopsia ha confermato la presenza di una grave e diffusa infezione nel corpo della bambina. La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta coordinata dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro e dal procuratore Maurizio de Lucia. Per la morte di Anna Rosa risultano indagati, con l’accusa di omicidio colposo, i genitori e otto medici dell’ARNAS Civico.

Quello che già si può dire, sulla base delle dichiarazioni del direttore sanitario dell’ARNAS Civico, è che il farmaco somministrato alla bambina era il siero antidifterico, la cura indicata per quella condizione, e non il vaccino, che avrebbe dovuto essere somministrato anni prima.

Per quanto riguarda Il Corriere della Sera, l’articolo è stato aggiornato (in data odierna) con la corretta formulazione: «Da quel momento i medici tentano di tutto: dalla somministrazione dell’antitossina, all’emodialisi per ripulire il sangue».

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