Le affermazioni fuorvianti di Stefano Montanari sui malori improvvisi e i vaccini

Circola video dove Stefano Montanari, personaggio molto apprezzato negli ambienti No vax, sostiene che negli ospedali starebbero normalizzando le morti improvvise correlate ai vaccini Covid. La narrazione viene ulteriormente “arricchita” con presunti riferimenti palesi all’uso di feti abortiti appositamente acquistati per la produzione delle dosi di vaccino.
Per chi ha fretta
- I cartelli affissi negli ospedali con numeri dedicati (come il 2222) servono per la gestione delle emergenze sanitarie interne (intraospedaliere) e sono attivi da prima della pandemia di Covid-19.
- Non esistono reparti o “sezioni” aperte negli ospedali per gestire presunti “malori improvvisi da vaccino”.
- I vaccini non contengono tracce di feti abortiti né alimentano un commercio a pagamento. La produzione impiega linee cellulari coltivate e riprodotte esclusivamente in laboratorio fin dagli anni ’60.
Il contenuto virale
Trovate la trascrizione integrale del filmato su Turboscribe. Nella clip è presente la didascalia: «L’OPERAZIONE DI NORMALIZZAZIONE DEI MALORI IMPROVVISI DA 2021 IN POI».

La questione dei malori improvvisi
Nel filmato Montanari sostiene che «l’ospedale Careggi di Firenze ha reso pubblico un cartello […], per cui c’è scritto in caso di malore improvviso telefonare a questo numero». Nonostante i malori improvvisi siano eventi rari in qualsiasi contesto ospedaliero, Montanari prosegue sostenendo che «ormai è diventato talmente comune che si aprono le sezioni degli ospedali».
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Del cartello affisso dal Careggi (come in altri ospedali) ci eravamo occupati l’anno scorso e fa riferimento alle emergenze intraospedaliere, ossia a situazioni urgenti e critiche che avvengono all’interno delle strutture sanitarie. Il numero 2222 risulta attivo, ad esempio, negli ospedali dell’ASL CN1 della Regione Piemonte dal dicembre 2019, ben prima della pandemia e delle vaccinazioni anti Covid-19.
La questione dei feti abortiti
Montanari prosegue sostenendo che «adoperano i feti abortiti a pagamento, ce lo dicono loro, lo pubblicano, lo scrivono addirittura nelle schede tecniche, nei bugiardini, addirittura sulla scatola del vaccino». Quella dei feti abortiti appositamente acquistati per la produzione dei vaccini è un altro tema trattato spesso dal Montanari che risulta privo di fondamento, come avevamo già riportato in una analisi precedente.
Montanari all’epoca aveva riportato delle accuse rivolte all’organizzazione no-profit americana Planned Parenthood, nate a seguito di una serie di video pubblicati nel 2015 da un’associazione “pro-vita” statunitense. Tali accuse si basavano su video manipolati appositamente per tenere a galla una narrazione denigratoria nei confronti dell’operato dell’Associazione.
Ricordiamo infatti che i vaccini non vengono prodotti attraverso un fantomatico business di feti abortiti, ma vengono utilizzate delle linee cellulari ottenute da feti abortiti e donati alla scienza negli anni 60 circa del secolo scorso e da allora riprodotte in laboratorio. Precisiamo che per la produzione dei vaccini Covid a MRNA non vengono usate linee cellulari.
Conclusioni
Le affermazioni diffuse da Stefano Montanari nel video sono prive di fondamento e decontestualizzate. I cartelli presenti nelle strutture sanitarie indicano numeri d’emergenza riservati al personale per l’intervento immediato nelle urgenze intraospedaliere, operativi da prima della pandemia. Allo stesso modo, le accuse sul commercio di “feti abortiti a pagamento” riprendono una disinformazione già smentita.
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