Gli omosessuali sono il nuovo nemico della Polonia

di Redazione
Gli omosessuali sono il nuovo nemico della Polonia

«Penso che la Polonia sarà una regione libera dagli Lgbt. Spero che lo sarà» ha affermato Elzbieta Kruk, candidata del partito Diritto e Giustizia alle elezioni europee

Era la xenofobia il loro cavallo di battaglia. Populisti e nazionalisti hanno conquistato l'est Europa gridando all'invasione e all'islamizzazione dell'Occidente. Ma la minaccia dell'"assalto migratorio" è scemata: secondo un sondaggio pubblicato dall'European Council on Foreign Relations, un think-tank pan-europeo, la questione migratoria non preoccupa più l'elettorato come un tempo. Nelle ultime settimane i partiti sovranisti dell'Europa orientale hanno orientato la loro ira verso un altro obiettivo.

Ora puntano sull'odio verso gli omosessuali per raccogliere consensi. Dalla Romania, dove il governo ha cercato di cambiare la Costituzione per bandire i matrimoni tra persone dello stesso sesso all'Ungheria, dove gli omosessuali sono considerati un pericolo per la famiglia tradizionale, la comunità L.G.B.T. è considerata da sovranisti e populisti come una minaccia a quelli che loro definiscono «valori europei». 

Gli omosessuali sono il nuovo nemico della Polonia foto 1

Jaroslaw Kaczynski

Jaroslaw Kaczynski, il leader del partito polacco di governo «Diritto e Giustizia», ha dichiarato alla convention di marzo del partito che il futuro della Polonia dipende dalla battaglia sull'omosessualità. «Dobbiamo difendere la famiglia polacca. Dobbiamo difenderla furiosamente perché [l'omosessualità] è una minaccia alla civilizzazione, non solo per la Polonia ma per l'Europa intera, per l'intera civilizzazione basata sulla cristianità». 

«Penso che la Polonia sarà una regione libera dagli L.G.B.T. Spero che lo sarà» ha affermato Elzbieta Kruk, candidata del partito «Diritto e Giustizia» alle elezioni europee. Al grido omofobo della politica si uniscono voci influenti provenienti dalla società civile. Il noto educatore e reverendo Marek Dziewiecki ha affermato durante una trasmissione radio che il “+" nello slogan "L.G.B.T.Q.+" sta per «Pedofili, zoofili, necrofili». 

Un recente sondaggio condotto da Ipsos per il media OKO.Press rivela però che il 56% dei polacchi non si oppone alle unioni civili, mentre solo il 52% adottava questa posizione due anni fa. Se lo spauracchio dell'immigrazione aveva trovato in Polonia un terreno fertile, non è detto che l'omofobia abbia la stessa attrattiva.