Intervista fiume a Conte: «Alleanze future con la Lega? Il mio no vale all’infinito»

E sulla scissione di Renzi: «Sono rimasto sorpreso per i tempi»

Sorpreso dalla scissione di Renzi, ma mai più insieme alla Lega. Porti né aperti, né chiusi, ma rispetto dei diritti fondamentali. Non c’è alternativa all’Unione europea, ma non bisogna essere di un europeismo fideistico. Il presidente del Consiglio, intervistato da Enrico Mentana sul palco della festa di Articolo Uno, ha parlato di tutti i temi caldi della stagione politica italiana.

«La mia formazione è di sinistra»

«Io non ho avuto incroci con questa sinistra perché non sono mai stato militante ma sono stato sempre molto attento per passione civica – ha detto, dal palco, Giuseppe Conte -. La mia formazione è di sinistra, di cattolicesimo democratico. Abbiamo alcune sensibilità di temi».

«Mai detto porti chiusi»

Davanti ai sostenitori del partito fondato da Pier Luigi Bersani, Roberto Speranza, Massimo D’Alema, Enrico Rossi, Arturo Scotto, il capo del governo ha affermato: «Quando ho parlato di immigrazione non ho mai accettato la formula riduttiva di “porti aperti e porti chiusi” e ho sempre ragionato di rispetto dei diritti fondamentali».

«Il governo è sostenibile»

Sul passaggio della scissione di Matteo Renzi dal Pd, Conte si è detto «sorpreso per i tempi – e l’ha comunicato a Renzi, con un annotazione -. Nel momento in cui un presidente incaricato in riserva deve scioglierla, è bene che abbia piena contezza di come si predispongono le forze di governo. Se avessi saputo della decisione, lo dico anche nell’interesse del gruppo che si è formato, avrei preteso e voluto un’interlocuzione diretta con il gruppo stesso». Ma ha concluso il discorso sul nuovo partito Italia Viva affermando che «non è venuta meno la sostenibilità del progetto (di governo, ndr.)».

«Non c’è alternativa all’Ue»

«Ho sempre detto che siamo in un sistema – ha detto Conte, in riferimento all’Unione europea – integrato, per me prospettive diverse sono velleitarie. Sono altresì consapevole che la nostra casa europea sta attraversando un momento critico. Ho sempre ragionato di un europeismo non fideistico, che fa male all’Europa».

«Bisogna lavorare sul reddito di cittadinanza»

Riguardo alla misura simbolo del Movimento 5 Stelle, contro la quale il Pd si è più volte scagliato, il presidente del Consiglio sostenuto dai due partiti ha affermato: «Non dobbiamo distogliere l’attenzione dal reddito di cittadinanza, dobbiamo lavorare all’aspetto della formazione e a quello occupazionale perché solo così quel provvedimento non avrà carattere assistenzialistico».

«Di Battista? Io mi fido del Pd»

E sempre sugli attriti che possano esserci o nascere tra le due forze di governo, Conte si è detto contrario alla posizione assunta pubblicamente da Alessandro Di Battista, uno dei volti più noti dei 5 Stelle: «Io mi fido del Pd perché è una forza che responsabilmente ha deciso di sostenere questa esperienza del governo». Il riferimento è alle dichiarazioni di Di Battista, il quale ha invitato i propri compagni di partito a non fidarsi dei colleghi dem.

«Alla Lega, un “no” all’infinito»

Sul finire dell’intervista, Conte ha rimarcato ulteriormente il distacco definitivo dalle posizioni di Matteo Salvini, suo ex vicepremier: «Il mio “no” alla Lega detto a Biarritz era all’infinito. Lo vede quell’orizzonte oltre il Colle?», ha detto, indicando verso il pubblico.

«Prima chiedevo cortesie personali alla Ue, ora non serve più»

Si è tornati a parlare di Europa e migrazione sul concludersi dell’evento. Conte ha chiarito che, con l’Europa, «i rapporti personali sono sempre stati buoni. Prima chiedevo cortesie personali mentre l’Italia chiedeva solo per sé, oggi si mette tutto in discussione secondo l’approccio Ue. C’è un approccio sistemico, più coerente – ha detto il presidente del Consiglio -. Oggi la redistribuzione europea ci viene assicurata subito. Prima passavo le mie giornate a fare telefonate a chiedere cortesie personali, oggi chiedo quello che deve essere fatto per l’Italia».

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