Coronavirus, The sound of silence diventa un inno alla resistenza: la videoparodia sulle note di Simon e Garfunkel

Il compositore dice di guadagnarsi da vivere come musicista e organizzatore di eventi a Singapore. Trovata simpatica o speculazione spregiudicata?

«Hello virus from Wuhan». Comincia così la versione parodia di The Sound of Silence (1964) l’inno folk intimista di Paul Simon e Art Garfunkel trasformato invece in un inno alla resistenza e alla fratellanza ai tempi del Coronavirus. All’epoca germinava e si diffondeva la controcultura e la Guerra Fredda mentre oggi ad accomunare il mondo c’è il coronavirus, e il ricordo della Sars, come ironizza la versione rivista del brano.


Ciò che accomuna non è soltanto la paura e le malattie, ma anche la resistenza: «Ci alziamo e combattiamo il virus», si dice tra le strofe. Non potevano mancare, dopo il racconto delle origini della malattia e il ricordo delle vittime e dei malati, anche i consigli profilattici: «Tieni sempre le mani pulite, solo l’igiene fermerà la crescita del virus, anche quando tossisci, lasciatelo dire, e indossa una maschera se sei malato….».

Non esattamente poesia, ma comunque il ritmo è quello, le rime pure ci sono e i consigli non sono da buttare via. Certo, l’originale era leggermente meglio. Ma per ogni lamentela basta rivolgersi al misterioso autore, Alvin Oon. Secondo il suo profilo Facebook abita a Singapore dove si guadagna da vivere facendo il musicista e organizzando eventi. Dopo un inizio difficile The Sound of Silence di Simon e Garfunkel divenne una hit mondiale. Magari anche Alvin Oon ci spera.

Il parere degli esperti

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Foto di copertina: Youtube – “Fight the Virus