Coronavirus, test diagnostici in 20 secondi grazie all’intelligenza artificiale. L’Europa può importarli?

Una azienda ha addestrato i suoi algoritmi a riconoscere il virus in soli 20 secondi

Nella lotta contro il nuovo Coronavirus sono arrivati contributi anche da enti e aziende private, che hanno raccolto la richiesta d’aiuto del governo di Pechino. Come riportato da diverse testate orientali, la Damo Academy della società Alibaba, avrebbe realizzato un sistema diagnostico basato sull’intelligenza artificiale in grado di ottenere risultati e dunque fare una diagnosi in soli 20 secondi.

Tanto per intenderci, un medico per un test sierologico impiegherebbe 20 minuti. Tac altrettanto efficienti richiederebbero dai cinque ai quindici minuti. Il tutto si basa sulle scansioni tomografiche computerizzate (Tac). Questo non dovrebbe sorprenderci più di tanto. C’è anche chi è riuscito a far realizzare delle diagnosi radiologiche ai piccioni. Si tratta di uno dei tanti casi in cui l’impiego degli algoritmi non ci spaventa come al solito, ma anzi aiuta concretamente la collettività.

Come funzionano gli algoritmi per diagnosticare il coronavirus

Il modello si basa su 5mila casi confermati – che gli algoritmi hanno dovuto “imparare” a riconoscere – ed è stato messo alla prova per la prima volta nel nuovo ospedale di Qiboshan, nella provincia cinese di Henan. Infine è stato messo a disposizione in un centinaio di altre strutture sanitarie.

Fondamentale è stata anche l’analisi del genoma di SARS-CoV2. Gli algoritmi sono stati progettati proprio per confrontare le sequenze genetiche. Ma la portata di questo genere di innovazioni va ben oltre, come spiega il responsabile del sequenziamento genetico della Società Sun Yi:

«Basata sulle potenti capacità di elaborazione di Alibaba Cloud e sui nuovi algoritmi forniti da Alibaba DAMO Academy, questa piattaforma può supportare l’analisi dei virus. In futuro, sarà in grado di coprire l’intera gamma di casi confermati in un breve periodo di tempo, gettando solide basi per il successivo sviluppo di vaccini e farmaci».

Parliamo insomma di una vera e propria piattaforma di rilevamento e analisi del genoma, nella sua interezza. La Damo Academy ha potuto quindi avvalersi di librerie in cloud da cui trarre la vasta capacità di analisi del modello. I risultati sono stati notevoli anche dal punto di vista del sequenziamento, considerando che i tecnici per ottenere risultati analoghi avrebbero dovuto lavorare per dodici ore, mentre in questo modo ne bastano due.

I rilevamenti così ottenuti riguarderebbero anche set di dati relativi alle varie mutazioni. Il prossimo passo, annuncia l’azienda, sarà quello di cercare «modelli di previsione e modelli di screening farmacologico della struttura tridimensionale delle proteine basata sul sequenziamento del genoma dei virus».

Quando arriverà in Europa?

Nell’Unione europea questo genere di test deve ancora ottenere la certificazione. Sarà necessario capire se questo per i nostri standard è da considerarsi un modello affidabile. Non sappiamo al momento con certezza se la qualità delle immagini analizzate è compatibile con le nostre tecnologie. I problemi sono principalmente tre: legislativo, di adeguatezza alla popolazione target europea e di adeguatezza tecnologica.

Infine, ricordiamo che questo genere di strumenti necessita di una adeguata peer review, esattamente come funziona per tutte le ricerche scientifiche.

Foto di copertina: Alibaba | Il modello messo a punto dalla Damo Academy in funzione

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