Coronavirus, il sindaco di Bergamo ci prova: «Guardate l’Atalanta a casa da soli. E se vinciamo, non andate in strada»

La Dea è a un passo dai quarti di finale, ma il primo cittadino ha chiesto correttezza e responsabilità ai tifosi. Intanto anche la Lega Pro ufficializza lo stop al campionato

Torna in campo la Champions League, con l’Atalanta attesa a Valencia per il ritorno a porte chiuse degli ottavi di finale. Dopo il 4-1 dell’andata la Dea sogna in grande, ma il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha fatto un appello ai tifosi Atalantini perché guardino la partita ciascuno a casa propria.

«Questa sera – ha detto – non organizzate serate con amici, non trovatevi in gruppo per vedere la partita. Vediamola ciascuno a casa propria. Come Comune ci sarebbe piaciuto, se non fosse successo quanto accaduto, organizzare un maxi schermo per questa partita così storica, ma dobbiamo essere tutti responsabili e agire correttamente: l’Atalanta questa sera guardiamola da soli. E speriamo di vincere».

«In caso di vittoria – ha aggiunto – niente caroselli, niente assembramenti in piazza, non scendete in strada, non andate ad accogliere la squadra. Saremo tutti comunque autorizzati a urlare dalla finestra». Un appello che arriva in ottemperanza a quanto stabilito dal provvedimento del governo varato ieri che annulla, a data da destinarsi, tutte le competizioni sportive.

E proprio oggi la Lega Pro ha disposto ufficialmente il rinvio a data da destinarsi, di tutte le partite in programma dal 10 marzo 2020 al 03 aprile 2020, allineandosi cosi alla serie A. Con una nota il presidente Francesco Ghirelli ha dunque ufficializzato la piena ottemperanza alle disposizioni previste dalle misure presentate ieri dal premier Conte. La Lega Pro precisa che la nuova programmazione delle singole gare, in merito al giorno e all’orario di svolgimento, sarà resa nota con successivo comunicato ufficiale.

Annullato anche il consiglio della Federcalcio che oggi avrebbe dovuto decidere sullo stop al campionato di serie a, dopo l’intervento del ministro dello Sport Spadafora e del presidente dell’associazione calciatori Damiano Tommasi.

Il messaggio forte del Coni era arrivato all’indomani della domenica più difficile del calcio e di tanti altri sport di squadra. L’ultimo decreto blindava come zona rossa Lombardia e altre province ma con deroga allo sport. Così Malagò, presidente del Coni, aveva convocato una riunione urgente, e insieme con i presidenti federali aveva «sospeso tutte le attività sportive a ogni livello».

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