Coronavirus, il monito di Papa Francesco: «Riscoprite la bellezza dei piccoli gesti, non sprecate questi giorni»

In un’intervista a Repubblica, il Pontefice dice anche di aver condiviso le parole di Fabio Fazio e dedica un pensiero ai sanitari e a chi è morto per il coronavirus

Il Papa che cammina per le strade di una Roma deserta per andare a pregare e chiedere a Dio di fermare l’epidemia. Una foto che diventerà il simbolo dell’emergenza Coronavirus. «Signore ferma l’epidemia con la tua mano». Ha detto questo il Pontefice davanti al crocifisso della grande peste nella chiesa di San Marcello al Corso. Lo racconta lui stesso in un’intervista a Repubblica.


Nel colloquio con Paolo Rodari, Papa Francesco invita tutti a «non sprecare questi giorni». «Dobbiamo ritrovare la bellezza dei piccoli gesti. Un piatto caldo, una carezza, un abbraccio, una telefonata: nelle piccole cose c’è il nostro tesoro», dice. «A volte viviamo una comunicazione soltanto virtuale. Spesso le famiglie a casa mangiano insieme in un gran silenzio che però non è dato dall’ascolto reciproco, ma dal fatto che i genitori guardano la televisione e i figli il telefonino. Invece dobbiamo ascoltarci. C’è un linguaggio fatto di gesti concreti che va salvaguardato: il dolore di questi giorni deve aprire a questa concretezza», afferma Bergoglio.

Il Papa ha ringraziato chi sta lottando in prima linea in questi giorni per salvare vite. «Queste persone sono un esempio di questa concretezza. E chiedo che tutti stiano vicini a coloro che hanno perso i propri cari». Parole che ha ribadito durante la messa a Santa Marta di oggi, 18 marzo. «Preghiamo oggi per i defunti, coloro che a causa del virus hanno perso la vita. In modo speciale vorrei che pregassimo per gli operatori sanitari che sono morti in questi giorni: hanno donato la vita nel servizio agli ammalati», ha detto Bergoglio nell’omelia. 

Il Papa ha detto di aver condiviso le parole di Fabio Fazio scritte nell’articolo “Le cose che sto imparando” in isolamento: «L’articolo di Fazio mi ha colpito molto. Mi ha colpito il passaggio in cui dice che i nostri comportamenti influiscono sempre di più sulla vita degli altri. Ha ragione quando dice: “chi non paga le tasse non commette solo un reato ma un delitto: se mancano posti letto e respiratori è anche colpa sua”». Infine, il Pontefice dedica un pensiero a tutti, anche a chi non è credente: «Uno può dire “non prego perché non credo in Dio”, ma può credere nell’amore delle persone che ha attorno e trovare lì la speranza».

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