Lo scontro sull’eredità Maradona dietro l’inchiesta per la sua morte: l’intricato conflitto tra il clan di fedelissimi e la famiglia

di Maria Pia Mazza

Le ultime ore del Diez sono ancora avvolte dal mistero e un ulteriore terreno di scontro tra membri del suo entourage e famiglia. Ma dietro questo “tutti contro tutti” potrebbe celarsi la guerra sull’eredità del campione argentino

«Quando un albero sta cadendo, vanno via tutti». Una constatazione tanto amara quanto quasi profetica, quella di Diego Armando Maradona, a margine di un’intervista su Report, in cui rifletteva su quante persone, dopo aver approfittato della sua fiducia e amicizia, – per lo più per trarre vantaggi economici – lo avevano abbandonato nei momenti di difficoltà. E l’ultima caduta dell’uomo Maradona, secondo le ultime ricostruzioni degli inquirenti, potrebbe essere avvenuta proprio in uno scenario di abbandono e incuria, proprio come quando gli alberi cadono per le negligenze e l’abbandono da parte degli uomini. La morte del Diez, malgrado l’autopsia ne abbia certificato il decesso per cause naturali, è ancora avvolta da una fitta nebbia per le responsabilità di chi avrebbe dovuto prendersi cura del campione argentino.



Le indagini per “negligenza medica” a carico del medico Luque

Primo tra tutti il medico personale di Diego Maradona, Leopoldo Luque, indagato con l’accusa di negligenza medica che, se accertata, potrebbe trasformarsi in omicidio colposo. Il dottor Luque è stato infatti il neurochirurgo che ha operato il campione argentino lo scorso 3 novembre, rimuovendo un ematoma subdurale dalla testa del Pibe de Oro. Il dottor Luque, dal canto suo, dopo le perquisizioni degli investigatori avvenute nella sua abitazione e nel suo ufficio, si è detto «assolutamente certo» di aver fatto del proprio meglio per curare Maradona: «Ho amato Diego, era un padre per me. Ho fatto quello che doveva essere fatto e anche di più. Non ho niente da nascondere, niente».

Le reciproche accuse nell’“Entorno de Maradona”

Parole, quelle di Luque, che – pur senza menzionarli – sembrano rispondere alle accuse lanciate nei giorni scorsi dall’avvocato e cognato di Maradona, Matias Morla, e dall’ex storico medico personale del campione argentino, il dottor Alfredo Cahe. La scelta di operare in fretta e furia Maradona è stata infatti subito contestata dall’ex medico personale Cahe, che ha dichiarato che «Maradona non è stato curato come si sarebbe dovuto fare». «Non solo Diego avrebbe dovuto restare nella clinica in cui era stato operato – ha osservato il medico in un’intervista all’emittente Telefé – ma sarebbe dovuto rimanere in un’area ampiamente specializzata» per il decorso post-operatorio. 

Morla, legale e cognato del Diez, invece, ha pubblicato un durissimo comunicato su Twitter in cui richiedeva di indagare sulle ultime ore di Maradona, sostenendo che il campione sia stato «lasciato solo per 12 ore» e che l’ambulanza per soccorrere il campione sia arrivata con mezzora di ritardo: «un’idiozia criminale», ha sottolineato.

Lo scontro tra la famiglia e l’“Entorno de Maradona”

Ma in questo scambio di reciproche accuse, anche all’interno dell’Entorno de Maradona, ossia l’insieme di fidati assistenti che han affiancato l’ex fuoriclasse argentino negli ultimi anni di vita (e di cui fanno parte sia l’avvocato Morla sia il dottor Luque), si inseriscono – in modo diametralmente opposto – anche le accuse pregresse delle figlie del Diez. La seconda figlia di Maradona, Giannina, negli ultimi anni aveva infatti definito l’avvocato Morla il «carceriere» del padre, così come la primogenita Dalma aveva definito «parassita» il legale di fiducia del padre. E a intricare ulteriormente i già difficili rapporti familiari di Maradona, vi è anche lo scontro – tacito ma sussistente – tra le ex compagne del campione.

La battaglia per l’eredità di Maradona

Uno scontro, tra affetti di sangue e non, che presumibilmente si è nuovamente infuocato per l’eredità di Maradona, stimata tra i 70 e 100 milioni di dollari e contesa tra li familiari e parte dell’entourage del campione argentino. Ma nel 2019 Maradona era stato chiaro: «Vi voglio dire che non lascerò alcunché, perché ho intenzione di donarlo. Non ho intenzione di dare via tutto quello che ho guadagnato nella mia vita, lo darò in beneficenza».

E il dubbio che più di qualcuno, negli ultimi anni di vita del campione, abbia fatto leva sull’instabilità fisica e psichica del Pibe de Oro per cambiare le carte contenenti le sue ultime volontà, sembra essere sempre più una delle vie più avvalorate. Un albero caduto più volte e da cui molti son fuggiti via nel corso del tempo. Ma dopo l’ultima, irreversibile, caduta, l’albero Maradona sembra aver richiamato attorno a sé molte persone. Alcune, forse, giunte solo proprio per raccoglierne unicamente gli ultimi ricchi frutti. 

In copertina: Diego Armando Maradona | EPA/MAHMOUD KHALED

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