Mes, Di Maio: «Chi vuole dividere il Movimento 5 Stelle vuole fare cadere Conte»

di Redazione

E nella risoluzione di maggioranza manca la firma del capogruppo di Italia Viva. Ma i renziani assicurano che i problemi sulla riforma sono solo in casa grillina

«Mercoledì 9 dicembre il Parlamento NON voterà sull’accesso al Mes, ma voterà una risoluzione, un indirizzo da consegnare al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Chi sta provando a dividerci su questo tema, agisce con l’intento di far cadere Conte e il Governo per mettere le mani sui miliardi del Recovery fund. Noi ovviamente non glielo permetteremo». Nell’affaire Mes interviene in serata l’ex capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio.


«La riforma del Mes non c’entra nulla con l’attivazione del Mes. Il Mes è attivabile sempre, anche ora, al di là della riforma. Chi dice il contrario, vi sta mentendo. Con il MoVimento 5 Stelle al Governo nessun tipo di Mes entrerà mai in Italia, perché consideriamo lo strumento inadeguato. È un prestito al buio», ribadisce Di Maio.

Nel frattempo in serata è iniziata intorno alle 22 , una nuova riunione dei 60 parlamentari del M5S sulla risoluzione di maggioranza sulla riforma del Mes. Forse un ultimo confronto: mentre su Recovery Fund e pandemia la risoluzione grillina è già nelle mani del governo, si cerca la quadra intorno alla questione del Mes.

Da un lato il no all’attivazione, descritto da Di Maio nel suo post, sembra un punto di unione all’interno di tutto il movimento. Mentre la bozza va chiusa prima dell’incontro con gli alleati di domani, si cerca la composizione tra governisti e ortodossi. «Secondo me chi vota contro va cacciato. Volevano il confronto? Sono ore ed ore che ci confrontiamo», sottolinea un parlamentare secondo quanto riporta l’Ansa.

Durante la prima riunione alcuni ortodossi – in Senato Barbara Lezzi e Mattia Crucioli, alla Camera Alvise Maniero e Francesco Forciniti – avevano domandato di nuovo un rinvio della riforma. Nel frattempo una risoluzione di maggioranza sulla riforma è stata depositata al Senato con le firme dei capigruppo del Pd, del Movimento 5 stelle e di Leu. Non c’è quella di Italia Viva. Ma «i problemi sul Mes sono tutti dei 5S», assicurano fonti renziane citate da la Repubblica. «Noi diremo sicuramente si alla risoluzione finale, quella che arriva mercoledì: non abbiamo firmato documenti al buio così come non votiamo proposte al buio su Recovery e cabina di regia».

In copertina ANSA/Giuseppe Lami | Luigi Di Maio durante i ‘MED Dialogues’ a Roma, 4 dicembre 2020.

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