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Germania e Regno Unito inviano armi pesanti a Kiev – Il live blog

64esima giornata di guerra. Le notizie più importanti, mappe e approfondimenti a cura della redazione di Open

Nel 64esimo giorno della guerra in Ucraina i leader europei denunciano i tentativi della Russia di ricattare gli alleati di Kiev con le forniture del gas. Intanto le sanzioni colpiscono l’economia russa e Vladimir Putin minaccia una risposta con uso di armi «mai viste» nei confronti di chi sta ingerendo nel conflitto. Due giornaliste russe sono accusate di aver diffuso false notizie sul teatro di Mariupol e sulla strage di Bucha. E il consiglio comunale di Kiev ha compilato una lista di 467 luoghi attualmente associati alla Russa che saranno ribattezzati.


21.30 – Missili su Kiev durante la visita di Guterres

Durante la conferenza stampa congiunta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in vista a Kiev, la capitale è stata colpita da due violente esplosioni. Missili russi si sono abbattuti in due parti distinte della città, colpendo anche un edificio residenziale. I video delle esplosioni diffusi poco dopo hanno confermato quanto anche annunciato anche dal sindaco della capitale Vitali Klitschko: «Raid russi hanno colpito Kiev durante la visita del segretario generale dell’Onu Guterres». A commentare quanto accaduto anche il segretario in visita a Kiev: «Sconvolto da questo attacco».


20.45 – Il segretario Onu a Kiev: «Le Nazioni Unite hanno fallito»

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in visita a Kiev ammette il fallimento dell’Onu nello scontro tra Russia e Ucraina. «Non siamo riusciti a prevenire a porre fine alla guerra in Ucraina», ha detto durante la conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Zelensky. «Promettiamo ancora più impegno nel difendere i valori dell’Onu e i valori della Carta Onu» ha continuato Guterres, «uno di questi è l’integrità territoriale dei Paesi, che deve essere rispettata». E ha aggiunto: «Spero che, proprio come tutte le cose della vita, la legge prevalga».

20.00 – Difesa Usa: «Le truppe russe stanno lasciando Mariupol»

Un alto funzionario della Difesa americana ha riferito di aver individuato truppe russe abbandonare la città ucraina di Mariupol «nonostante non l’abbiano ancora conquistata». Secondo i calcoli del Pentagono «Dal sud i soldati di Mosca si stanno dirigendo nel nord-ovest, verso Zaporizhzhia» e non avranno intenzione di mettere a tacere le loro armi molto presto. «Il conflitto in Ucraina può durare mesi o anche di più», ha continuato il rappresentante Usa. «Lo scontro continuerà a mettere alla prova l’unità degli Stati Uniti e alleati ma la nostra determinazione comune è quella di fornire all’Ucraina ciò di cui ha bisogno per vincere».

Mariupol

18.00 – Kiev: «Individuati 8mila crimini di guerra russi»

La Procuratrice generale di Kiev Irina Venediktova ha dichiarato che la giustizia ucraina ha delineato oltre 8mila casi di sospetti crimini di guerra russi. L’ha dichiarato in un’intervista alla Deutsche Welle. La procuratrice aveva di recente annunciato anche l’apertura di un portale, Russia’s war crime, in cui tutti possono inserire foto e video che documentino crimini di guerra.

17.30 – Biden: «33 miliardi di dollari all’Ucraina e il visto per i rifugiati ucraini»

Nella giornata di oggi il presidente americano Joe Biden è intervenuto alla Casa Bianca in cui ha chiesto al Congresso altri 33 miliardi di dollari per sostenere Kiev sul fronte militare, economico e umanitario. Di questi almeno 20 miliardi sono per gli aiuti militari, 8,5 per gli aiuti economici e 3 per gli aiuti umanitari. Inoltre, ha annunciato che i rifugiati ucraini potranno entrare negli Usa con un visto e fare domanda per l’asilo e ha specificato che per chi è al confine con il Messico si stanno assicurando «che ci sia un processo ordinato e che riescano ad entrare».

16.45 – Ucraina, «ucciso cittadino britannico»

In Ucraina è stato ucciso un cittadino britannico e un altro risulta disperso. Lo riferisce un portavoce del Foreign Office e, secondo quanto emerge da Sky News, le due vittime erano dei volontari uniti alle forze ucraine per combattere contro i russi. La vittima era Scott Sibley, ex soldato che aveva prestato servizio in Iraq.

In foto Scott Sibley. Fonte: Facebook

15.33 – Kiev: «Attacco russo in un villaggio vicino Donetsk, 3 morti»

Un attacco russo ha colpito il villaggio di Niu York, ad una quarantina di chilometri da Donetsk, uccidendo 3 persone. Lo riferiscono i media ucraini citando il governatore dell’oblast di Donetsk Pavlo Kyrylenko. I razzi russi hanno colpito un edificio industriale e le aree residenziali, danneggiando almeno 9 abitazioni.

14.00 – La Cina attacca la Nato

«La Nato è uno strumento al servizio di singoli Paesi per cercare l’egemonia», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin. Non si è fatta attendere la risposta dell’alleanza atlantica. Jens Stoltenberg ha detto: «La Cina per la Nato non è un nemico, ma la sua crescita ha implicazioni per la nostra sicurezza e tutto ciò verrà preso in considerazione dal prossimo piano strategico».

13.30 – Germania e Regno Unito mandano armi pesanti a Kiev

Londra ha annunciato che manderà all’Ucraina missili a lungo raggio “Brismostone” e di aver pianificato l’invio di specifiche batterie anti nave. Anche la Germania di Olaf Scholz ha approvato un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev, e invierà carri armati antiaerei “Gepard” all’Ucraina.

11.50 – Guterres in Ucraina per incontrare Zelensky

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, dopo aver fatto visita a Mosca ha annunciato di essere arrivato in Ucraina con l’obiettivo di rafforzare il supporto umanitario e aiutare l’evacuazione dei civili. Ha visitato Borodianka, Bucha e Irpin. «Quando vedo questi palazzi distrutti dalla guerra, immagino la mia famiglia, mia nipote nel panico e in fuga», ha commentato Guterres al cospetto delle macerie dei bombardamenti, definendo la devastazione «inaccettabile» per il ventunesimo secolo. Guterres ha ribadito che «i civili pagano il prezzo più caro della guerra. Questo va ricordato in ogni parte del mondo». Dopo aver parlato con Vladimir Putin, oggi Guterres incontrerà il leader di Kiev Volodymyr Zelensky.

11.30 – Il Battaglione Azov: 50 raid su Mariupol

Mariupol è ancora sotto attacco: a denunciare gli ultimi sviluppi è il vice comandante del reggimento Azov Svyatoslav Palamar, che in un video diffuso sul canale Telegram di Ukraina24 ha parlato di «cinquanta attacchi aerei, razzi, colpi di artiglieria, e tutto ciò che un barbaro può usare contro l’umanità» da parte dell’esercito russo. Inoltre, a detta di Palamar, questa notte avrebbe visto un «numero colossale di bombe al fosforo». Palamar ha proseguito raccontando la strenua resistenza della città: «Sappiamo che finché resiste il presidio di Mariupol la situazione sulla linea del fronte migliora. Il nemico sta sprecando innumerevoli quantità di risorse qui e allo stesso tempo i nostri soldati stanno ricevendo le armi necessarie per difenderci dall’invasione dell’orda russa». Il suo intervento si è concluso con un appello alla leadership politico-militare per «intraprendere un’azione decisiva per sbloccare o evacuare tutti coloro che sperano e credono nella Patria». La rappresentante in Ucraina per l’Onu Osnat Lubrani ha annunciato di essere giunta a Zaporizhzhia per preparare un tentativo di evacuazione da Mariupol.

11.20 – La Germania invierà armi pesanti a Kiev

Dopo il dibattito parlamentare, il Bundestag tedesco ha deciso: la Germania spedirà armi pesanti all’Ucraina. La mozione è passata con i voti di maggioranza e opposizione: 586 favorevoli, 100 contrari, sette astenuti. Due giorni fa, nel corso del vertice straordinario per l’Ucraina nella base statunitense di Ramstein, la ministra della Difesa tedesca Christine Lambrecht, ha dichiarato: «Lavoriamo insieme ai nostri amici americani nell’addestramento di truppe ucraine ai sistemi di artiglieria su suolo tedesco. Sappiamo tutti che in questo conflitto l’artiglieria è un fattore essenziale». 

11.15 – La Cina contro la Nato: «usata dai singoli Paesi per l’egemonia»

Dure parole quelle usate dal portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin per descrivere l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord: secondo Pechino, la Nato non è altro che «uno strumento di singoli Paesi per cercare l’egemonia», obiettivo che la spinge a «mostrare la sua potenza e fomentare conflitti» non solo nel Nord Atlantico, ma anche nell’Asia-Pacifico. Il commento arriva a margine di quanto dichiarato dalla ministra degli Esteri britannica Liz Truss, a proposito della «prospettiva globale» che sarebbe importante tenere dalla Nato: «come prodotto della Guerra Fredda e più grande alleanza militare al mondo, l’Alleanza dovrebbe valutare la situazione e apportare gli adeguamenti necessari», ha aggiunto Wenbin, citando Taiwan e l’Indo-Pacifico.

10.15 – Nato: Svezia e Finlandia saranno accolte a braccia aperte

Svezia e Finlandia avrebbero deciso di presentare insieme la loro domanda all’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, secondo quanto ha riportato il quotidiano svedese Expressen. La testata finlandese Iltalehti aveva aggiunto che l’annuncio potrebbe concretizzarsi nella metà di maggio, tra il 16 e il 22 del mese. Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha reagito alla notizia, commentando che nell’eventualità che ciò si verifichi le due Nazioni «saranno accolte a braccia aperte», anche per lanciare alla Russia «un forte messaggio politico». In conferenza stampa con la presidente dell’eurocamera Roberta Metsola ha poi aggiunto: «abbiamo lavorato con questi Paesi per anni, sappiamo che loro forze hanno gli standard della Nato, abbiamo condotto insieme in molte missioni e mi aspetto che il processo sia veloce dopo che le formalità saranno espletate». Ha concluso di essere «certo» che fino a quando sarà ratificata la loro scelta «troveremo accordi di sicurezza nel periodo di interregno». A questo proposito, Stoltenberg ha annunciato che in giornata si sentirà con il presidente finlandese Sauli Niinisto.

2.00 – Gli Usa: i russi hanno giustiziato ucraini a Donetsk

Gli Stati Uniti sono in possesso di informazioni credibili su un’unità militare russa che ha giustiziato ucraini che volevano arrendersi vicino a Donetsk. Lo ha dichiarato all’Onu l’ambasciatrice generale per la giustizia penale, Beth Van Schaack, secondo quanto riporta la Cnn. Washington ha anche ricevuto rapporti che documentano «esecuzioni di persone alle quali erano state legate le mani, torture e violenze sessuali contro donne e ragazze. Questi rapporti suggeriscono che le atrocità non sono il risultato di un’azione individuale ma un modello inquietante di abusi sistematici in tutte le aree in cui sono impegnate le forze russe», ha detto Van Schaack. E ancora: «Coloro che hanno scatenato, perpetrato e ordinato questi crimini ne dovranno rendere conto e le prove di queste azioni aumentano di giorno in giorno. Il nostro messaggio alla leadership militare e politica russa è semplice: il mondo sta guardando e voi dovrete renderne conto», è stato il monito dell’ambasciatrice. Gli Stati Uniti stanno collaborando a diverse indagini sulle atrocità commesse dalla Russia in Ucraina, tra le quali quella della Cpi, dell’Onu e dell’Osce, ha concluso Van Shaak.

00.00 – Kiev chiede droni d’attacco

Il governo ucraino ha chiesto agli Stati Uniti armi come i cosiddetti droni d’attacco, in particolare i MQ-1C Grey Eagle, con «munizioni appropriate» come il missile AGM-114 Hellfire. A dirlo in un’intervista a Politico è stato il ministro della Difesa ucraino Oleksij Reznikov. L’Ucraina ha già preso contatti con la General Atomics, l’azienda che produce i droni ma per qualsiasi vendita o trasferimento ci vuole il via libera del governo degli Stati Uniti, in particolare del Dipartimento di Stato e del Pentagono. Il Pentagono ha già inviato all’Ucraina centinaia di droni Switchblade, cosiddetti kamikze e Phoenix Ghost. Ma il governo di Kiev chiede anche i più sofisticati Reaper e Grey Eagle, che possono coprire distanze maggiori, volare più in alto ed essere ricaricati per più di una missione. I droni armati sono soggetti a norme molto rigide e trattati internazionali, tra cui il Missile Technology Control Regime (Mtcr), che in passato hanno impedito le vendite di Reaper e Grey Eagle anche ad alcuni dei partner degli Stati Uniti, tra cui Qatar e Indonesia. Joe Biden potrebbe decidere per l’ok, come già fece Trump nel 2020.

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