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Carlo Conti si toglie un peso: chi doveva vincere Sanremo secondo lui. Cosa pensa di Sal Da Vinci e le polemiche: «C’è disinformazione»

02 Marzo 2026 - 14:51 Giulia Norvegno
Carlo Conti
Carlo Conti
Dice di essere tornato subito alla normalità, il conduttore che ha già passato le consegne per il prossimo Festival a Stefano De Martino. Il suo giudizio sui brani in gara: qual è il suo podio ideale

Carlo Conti può finalmente dire la sua sul suo ultimo Festival di Sanremo, a cominciare dalle sue opinioni sui brani in gara. L’ormai ex conduttore e direttore artistico del Festival ha confessato senza giri di parole ai microfoni di Radio Toscana: quando ha selezionato il brano di Sal Da Vinci, non immaginava che potesse scalare fino alla vittoria finale. «Magari era da prime 10».

Il caso del televoto e il giudizio della stampa stampa

Conti riconosce però che l’artista napoletano ha saputo centrare qualcosa di raro, una canzone capace di entrare davvero nel cuore della gente. E a smontare chi storce il naso sul solito televoto “drogato”, che aveva premiato Sayf, Conti precisa che stavolta il verdetto è arrivato dalla sala stampa e dalla giuria delle radio. Quanto ai suoi gusti personali, il conduttore non si è nascosto: il brano che lo ha convinto di più era quello di Fedez e Masini, definito «moderno, potente, con un testo pazzesco». Sul podio ideale avrebbe messo anche Tommaso Paradiso, Raf, Fulminacci ed Ermal Meta.

Dopo il festival, Conti torna nel traffico del lunedì mattina

Archiviato il palco dell’Ariston con uno share del 70% e 11 milioni di spettatori all’ultima serata, Carlo Conti è rientrato nella routine con la stessa naturalezza con cui ci era uscito. «Ho portato Matteo a scuola e sono in mezzo al traffico del lunedì mattina», ha scherzato, liquidando in poche parole cinque settimane di pressione da grande evento. Sul risultato, si tiene basso: «Ho fatto semplicemente il mio lavoro», ha detto, aggiungendo però che numeri simili «parlano da soli, quando li vedi tutti, dal primo all’ultimo, vuol dire che il Festival ha funzionato».

Social e polemiche: «Dibattito giusto, ma c’è disinformazione»

Sul fronte delle critiche, Conti dice di non curarsene troppo. Per quanto qualche ingiustizia nei giudizi pensa di averla subìta. Un conto è il dibatto pubblico, fisiologico e anche utile per tenere vivo l’interesse sul Fesrival. Un conto è, dice Conti, quando si raccontano cose in modo meno corretto: «I social oggi trasformano un po’ la realtà, al di là del dibattito che è giusto che ci sia, perché serve ad alimentare il Festival, c’è anche un po’ di disinformazione. In fondo credo che il pubblico segua e legga i vari commenti ma alla fine giudichi con la propria testa, e questa è la cosa più importante». Anche perché spesso, dice Conti, le piattaforme «trasformano un po’ la realtà». La fiducia più importante secondo lui è quella dal pubblico: «In fondo credo che il pubblico segua e legga i vari commenti ma alla fine giudichi con la propria testa, e questa è la cosa più importante».

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