La parata blindata del 9 maggio a Mosca, niente pubblico e pochi leader. La paranoia di Putin: «Chi lo incontra deve togliere anche l’orologio» – Il video

Sulla Piazza Rossa è cominciata la parata militare per l’81° anniversario della vittoria sul nazifascismo, alla presenza di Vladimir Putin. Come da tradizione, ad aprire la cerimonia è stato un picchetto con la bandiera russa e quella sovietica, presentata come il vessillo issato a Berlino il giorno della caduta del Terzo Reich. L’edizione 2026, però, viaggia su un registro più sobrio: non trattandosi di un anniversario «rotondo», il Cremlino non ha diramato inviti ufficiali ai leader stranieri, come ha detto il consigliere presidenziale Yuri Ushakov citato dalla Tass. Una scelta che, secondo diversi analisti, riflette anche le crescenti preoccupazioni di Mosca sulla sicurezza dell’evento.
Cessate il fuoco in Ucraina annunciato da Trump
Parlando dalla Casa Bianca, Donald Trump ha rilanciato l’idea di prolungare la tregua attualmente fissata fra il 9 e l’11 maggio. «Potrebbe essere e sarebbe bello se durasse di più», ha detto il presidente americano, auspicando «un’estensione significativa» dello stop alle ostilità. Il tycoon ha rivendicato di aver parlato direttamente con Putin e Volodymyr Zelensky, sostenendo che «entrambi hanno acconsentito» a un intervallo in cui «non si uccideranno», con tanto di scambio di mille prigionieri per parte. Trump ha poi descritto la guerra come «la cosa peggiore dalla Seconda guerra mondiale in termini di vite umane, con 25.000 giovani soldati uccisi al mese», bollando il conflitto come «una follia».
Il decreto di Zelensky: la Piazza Rossa esclusa dagli obiettivi ucraini
Da Kiev, la decisione di sospendere ogni operazione contro il cuore simbolico di Mosca è stata formalizzata con un decreto della presidenza ucraina. Il documento stabilisce che, per ragioni umanitarie concordate con Washington, la Piazza Rossa resterà fuori dai piani d’attacco per tutta la durata delle celebrazioni. Una mossa che Zelensky ha legato direttamente alla mediazione americana, chiedendo agli Stati Uniti di farsi garanti del cessate il fuoco e dell’effettiva tenuta dell’intesa con il Cremlino.
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Bilaterali con Fico e paranoia sicurezza: ai funzionari ritirati anche gli orologi
A margine della parata, Putin terrà alcuni incontri bilaterali con i leader giunti comunque a Mosca: tra questi il premier slovacco Robert Fico, il presidente del Laos Thongloun Sisoulith e il sovrano della Malaysia Sultan Ibrahim, secondo quanto anticipato da Ushakov. Con Fico si parlerà di relazioni bilaterali e della ripresa dei lavori della Commissione intergovernativa russo-slovacca per la cooperazione economica e scientifica. Restano poi le misure di sicurezza inedite varate dal Cremlino: l’agenzia ucraina Rbc, che cita il progetto investigativo «Possiamo spiegare», riferisce che da metà aprile i funzionari russi ammessi al cospetto di Putin devono consegnare al servizio di sicurezza federale anche gli orologi da polso, sia elettronici sia meccanici, oltre ai telefoni già vietati da tempo. Un irrigidimento che, secondo le stesse fonti, rifletterebbe il timore di «un attentato alla sua vita e un possibile colpo di Stato».

