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Comunali 2026, Fratelli d’Italia punta ai Castelli Romani e schiera i big: da Genzano ad Albano, il test nel Lazio roccaforte meloniana

23 Maggio 2026 - 12:06 Luca Graziani
arianna meloni
arianna meloni
Il 24 e 25 maggio nella regione votano 37 Comuni, nove sopra i 15mila abitanti. Via della Scrofa vuole allargarsi nei territori dove il centrosinistra resiste e per farlo ha mobilitato i volti nazionali del partito
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Alle amministrative del 24 e 25 maggio va al voto un pezzo di Lazio su cui Fratelli d’Italia ha messo gli occhi. Comuni che ancora non gravitano nell’orbita meloniana, ma si trovano in una regione dove il partito della premier può contare su una posizione di forza. Alle politiche del 2022, quelle che hanno portato Meloni a Palazzo Chigi, FdI si affermò come primo partito con il 31,2%. Alle regionali del 2023 la coalizione guidata da Francesco Rocca ha conquistato la guida della Regione dopo dieci anni di centrosinistra, con Fratelli d’Italia nettamente davanti agli alleati. Le Europee del 2024 hanno confermato il primato, con il 33% dei consensi.

In questa tornata, Via della Scrofa ha messo nel mirino i Castelli Romani, dove vanno al voto, tra gli altri, Genzano di Roma e Albano Laziale (da strappare al centrosinistra). Schierando i big della fiamma. In totale sono 37 i Comuni chiamati alle urne. I centri sopra i 15mila abitanti, dove in caso di mancata vittoria al primo turno si tornerà a votare per il ballottaggio il 7 e 8 giugno, sono nove: Albano Laziale, Anguillara Sabazia, Ariccia, Colleferro, Genzano di Roma, Santa Marinella, Zagarolo, Fondi e Civita Castellana.

Il caso Genzano

A Genzano il centrodestra sostiene Fabio Papalia, candidato sindaco contro l’uscente Carlo Zoccolotti, espressione del centrosinistra. Cinque anni fa Zoccolotti vinse al ballottaggio con il 57,3%, battendo il candidato del centrodestra Piergiuseppe Rosatelli, sostenuto allora da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, fermo al 42,7%. Oggi il centrodestra ci riprova, in un quadro politico molto diverso.

Papalia è sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e dalla lista civica Genzano Risorge. «Genzano merita di più» è il claim. Dall’altra parte c’è il campo largo di Zoccolotti, che rivendica il lavoro fatto soprattutto nella gestione dei fondi Pnrr e per questo chiede continuità.

Il ministro dellíAgricoltura Francesco Lollobrigida
ANSA/MATTEO CORNER (NPK)

Non è un caso che a Genzano sia arrivato Francesco Lollobrigida. Insieme al candidato Papalia e all’assessore regionale Giancarlo Righini, il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare nei giorni scorsi era in tour tra le realtà produttive del territorio, considerato sensibile per la filiera romana e laziale di Fratelli d’Italia. Si sarebbe affacciato durante la campagna, oltre al ministro, anche Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI e dirigente di primo piano dell’apparato meloniano. Un segnale che, nella geografia delle amministrative, Genzano per il partito non è una sfida minore.

Albano e Ariccia, il pacchetto dei Castelli

Anche ad Albano Laziale il centrodestra prova a conquistare il Comune con Massimo Ferrarini, candidato di Fratelli d’Italia sostenuto dalla coalizione. Il voto arriva dopo la fine anticipata della consiliatura guidata da Massimiliano Borelli, sfiduciato nell’ottobre 2025 dopo le dimissioni contestuali di 13 consiglieri comunali. Una crisi maturata dopo mesi di tensioni, con pezzi della maggioranza passati all’opposizione. 

Borelli si ricandida con sei liste: Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista e due civiche. La sua coalizione si presenta come «il vero campo largo» e chiede di finire il lavoro interrotto dalla crisi. Ad Albano, altra tappa di Lollobrigida, la campagna elettorale si intreccia anche con alcuni dei dossier che più interessano il territorio. Tra tutti il termovalorizzatore di Santa Palomba, che ha segnato lo scontro politico degli ultimi anni, e i ritardi dell’Ospedale dei Castelli.

Ad Ariccia il centrodestra parte invece dal sindaco uscente Gianluca Staccoli. A sfidarlo ci sono Giorgia La Leggia, candidata del centrosinistra alla guida di quattro liste, e Fabrizio Profico. Anche qui Fratelli d’Italia ha fatto sentire la propria presenza: oltre a Donzelli, è intervenuto anche il deputato Luca Sbardella, commissario romano del partito. Insieme ad Albano e Genzano, Ariccia compone un piccolo laboratorio politico per il centrodestra e FdI, che vuole stringere la presa sul territorio.

Dove il centrodestra si divide

Il quadro, però, a destra non è uniforme. Se nei Castelli Romani si cerca la compattezza e il radicamento, altrove il centrodestra va in ordine sparso. A Colleferro, dopo il doppio mandato di Pierluigi Sanna, il centrosinistra sostiene Giulio Calamita, attuale vicesindaco, con una coalizione larga. Il centrodestra invece corre diviso: FdI punta su Stefano Arcari, Forza Italia sull’ex sindaco Mario Cacciotti e Noi Moderati su Luciano Caciolo. La sfida contro il campo largo parte in salita.

A Fondi, unico Comune pontino al voto, la frattura è evidente. Il candidato in continuità con l’amministrazione uscente, Vincenzo Carnevale, è sostenuto da Forza Italia e le liste civiche. Fratelli d’Italia corre con Annarita Del Sole. La Lega ha scelto invece Tonino De Parolis. A sinistra c’è Salvatore Venditti, candidato del campo progressista sostenuto da Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

A Civita Castellana, nel Viterbese, lo scenario è simile: il sindaco uscente Luca Giampieri, di Fratelli d’Italia, deve fare i conti con la candidatura del vicesindaco forzista Claudio Parroccini appoggiato anche dai leghisti. E il Viterbese non è un territorio qualsiasi per il partito di Meloni: alle regionali del 2023, nella circoscrizione provinciale, FdI sfiorò il 39%.

A Santa Marinella, infine, FdI e Lega sostengono il candidato civico Damiano Gasparri, mentre Forza Italia e Noi Moderati restano su Mariarosaria Rossi, ex senatrice, già fedelissima di Silvio Berlusconi. Anche qui la dispersione del voto a destra rischia di pesare.

Il Lazio roccaforte meloniana

Se il Lazio può essere considerato una roccaforte del melonismo, la ragione è nei numeri. Dopo il boom delle politiche, alle regionali del 2023 la vittoria di Francesco Rocca ha interrotto dieci anni di amministrazione del centrosinistra. Alle Europee del 2024 Fratelli d’Italia ha confermato nella regione percentuali da primo partito. La sfida ora sarà trasformare quel patrimonio di voti in sindaci e consiglieri comunali, anche dove il radicamento è più debole. E dove il simbolo del partito può aiutare, ma non sempre basta.

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