Salvini a Roma contro il governo cerca la prova della piazza. Ma il centrodestra già traballa: Meloni contro il leghista

Il leader del Carroccio è atteso alle 15 in piazza San Giovanni con i leader del centrodestra

Matteo Salvini torna in piazza e non una piazza qualunque. Il leader del Carroccio per rilanciare il centrodestra ha scelto la piazza simbolo della sinistra italiana: San Giovanni, dove si celebrarono i funerali di Enrico Berlinguer e dove ogni anno i sindacati festeggiano la festa dei lavoratori con lo storico Concertone.

Una chiamata popolare all’elettorato di destra che arriva in concomitanza con la Leopolda di Matteo Renzi. «Ci saranno 100mila, duecentomila persone in piazza San Giovanni» ha detto Salvini e per l’occasione ha chiamato all’appello tutti: da Georgia Meloni a Silvio Berlusconi. Il centrodestra unito per ritrovare la compattezza per fare opposizione al nuovo governo giallorosso dopo la crisi agostana.

Salvini vuole rilanciare la Lega dopo quella che per il leader del Carroccio è stata un’estata sulle montagne russe. La Crisi di Governo, il tradimento dell’alleato Di Maio e la batosta in Senato arrivata dalle parole pungenti del premier Conte. L’ex ministro dell’Interno dopo poco più di un anno al governo si trova ora all’opposizione. E a chi crede che il Carroccio sia in affanno il leghista vuole la risposta della piazza: centinaia di migliaia.

Carfagna contro CasaPound

Ma le speranze di una piazza tinta dai colori del centrodestra, dal verde della Lega all’azzurro di Silvio Berlusconi non parte nei migliori dei modi. I malumori non sono pochi, soprattutto dopo che CasaPound ha annunciato la sua presenza. «Ritrovarsi in piazza fianco a fianco con esponenti di estrema destra, che hanno annunciato la propria presenza sabato a San Giovanni, non potrebbe che creare difficoltà in chi, come me, ha vissuto e condiviso la storia e i valori rappresentati negli ultimi 25 anni da Forza Italia». Così Mara Carfagna, esponente di Forza Italia, manda un segnale al partito del Cavaliere.

I malumori del centrodestra

La manifestazione indetta dalla Lega contro il governo Pd-M5S vede già qualche scricchiolio tra i suoi partecipanti. Dopo la Carfagna è stato il turno di Giorgia Meloni.

La leader di Fratelli d’Italia ha criticato la presenza sul palco dei simboli della Lega Salvini premier: «Fratelli d’Italia, su tutto il territorio nazionale, si sta mobilitando per la grande manifestazione di domani a Piazza San Giovanni. Ci saremo, con le bandiere tricolori, come avevamo promesso e come tutti avevamo annunciato. Mi dispiace però – ha lamentato Meloni – dover scoprire a 24 ore dal suo svolgimento, che quella che doveva essere una manifestazione di tutti avrà in realtà i simboli della Lega, addirittura sul palco. Come se fossimo ospiti in casa d’altri, in una piazza che, con passione, abbiamo contribuito a riempire. Peccato, un’altra occasione persa di dimostrare che siamo compatti, di mettere i sogni del nostro grande popolo prima degli interessi del singolo partito».

Critiche a cui ha risposto senza giri di parole il partito di Via Bellerio: «‎È una manifestazione della Lega e c’e’ il simbolo della Lega. Abbiamo aperto la piazza a tutti ma rimane una manifestazione della Lega: è incomprensibile lo stupore di FdI».

Berlusconi: «Salvini leader del centrodestra»

A provare a ricompattare gli animi ci ha pensato Silvio Berlusconi che dalla grande manifestazione di oggi spera in una rinascita del centrodestra, con Salvini alla guida: «Nel centrodestra, come in tutte le coalizioni dovrebbe essere, abbiamo sempre detto che il leader è colui il cui partito ottiene più voto: quindi è logico che, ‎se Salvini è oltre il 3 per cento, sia lui il “leader del “centrodestra».

Berlusconi consegna così a Salvini le chiavi dell’Opa del centrodestra continuando però a mettere in chiaro le priorità degli azzurri: «Noi sottolineano che noi non siamo la Lega e che a differenza della Lega siamo i continuatori della tradizione occidentale, cristiana, liberale, democratica, garantista, dell’Occidente».

Insomma, Salvini è alla ricerca della prova popolare nel luogo prediletto della sinistra italiana. Dopo il benestare di Berlusconi e dopo aver rispedito al mittente le accuse della Meloni, l’ex vicepremier vuole una prova di forza, solitaria, per rilanciare i colori leghisti. Ma dopo aver scatenato una crisi di governo, annunciando e poi ritirando la sfiducia, chissà se i suoi alleati, già sul piede di guerra, saranno pronti a seguirlo ciecamente.

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