Coronavirus, l’appello dei medici bresciani al governo: «Chiudete tutto, così non reggiamo». I sanitari piemontesi: «Siamo allo stremo»

Paolo Terragnoli, primario del pronto soccorso della Clinica Poliambulanza, mette in guardia: «Aumentano i contagi tra i giovani»

Mentre governo e regioni continuano a discutere sulle nuove misure da adottare per contenere il contagio da Coronavirus, a unirsi ai governatori che chiedono regole più stringenti arrivano i medici bresciani che denunciano il rischio di un collasso se i casi dovessero continuare ad aumentare.


«Le terapie intensive della Lombardia non hanno più posti. Il mio appello alle istituzioni è: chiudere tutto. Non si può continuare a far circolare le persone», dice Sergio Cattaneo, primario di cardiorianimazione degli Spedali Civili (ASST). Un appello condiviso anche da Paolo Terragnoli, primario del pronto soccorso della Clinica Poliambulanza: «Aumentano sempre più i giovani contagiati. È finito il momento di uscire, bisogna stare a casa e va chiuso tutto».

Secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile, la Lombardia rimane la regione più colpita d’Italia con 22.264 casi: Bergamo è la città con più contagi (più di 5mila), Brescia è al secondo posto con 4.648 casi, 594 morti e i 1.156 dimessi. Ma preoccupa la crescita di contagi a Milano, dove negli ultimi giorni i casi sono aumentati più che nelle altre province.

«La situazione è grave: nei prossimi giorni sarà drammatica. A scriverlo è l’Ordine dei Medici del Piemonte in una lettera al governo. «Vi preghiamo di intervenire con urgenza a supporto della Regione per permetterci di affrontare l’epidemia da Covid-19, che nelle nostre città prosegue il suo diffondersi con valori esponenziali». Dopo l’allarme del governatore Cirio, l’Ordine dei Medici chiede al governo «di metterci nelle condizioni di poter fare il nostro lavoro. Siamo allo stremo. Iniziano a scarseggiare i posti letto in rianimazione e nei reparti: alcuni colleghi sono disperati».

Il parere degli esperti:

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