Nella domenica prima di Pasqua, lo scambio delle Palme è virtuale al tempo del Coronavirus

L’hashtag #domenicadellepalme è primo in trending su Twitter. Molti dei pensieri, quest’anno, non sono dedicati a parenti o conoscenti, ma all’Italia intera

La Chiesa non ferma le celebrazioni, nemmeno in pieno lockdown, con la pandemia da Coronavirus che tiene bloccata l’Italia intera. Cambia la forma ma non la sostanza: se infatti sono vietati gli assembramenti e, di conseguenza, la messa domenicale oltre a qualsiasi altra forma di rito religioso, gli ambienti ecclesiastici si sono attrezzati perché non cambi nulla (o quasi). E nemmeno i fedeli rinunciano alla tradizione dello scambio della palma o d’ulivo. Quest’anno rigorosamente virtuale, sui social.

Lo scambio virtuale

L’hashtag #domenicadellepalme è primo in trending topic su Twitter. Sotto questo tag, si raccolgono gli auguri dei fedeli e il loro scambio virtuale. Molti dei pensieri, quest’anno, non vanno a parenti o conoscenti, ma all’Italia intera, chiusa per contenere il contagio del virus.

Non mancano tweet ironici. Come questo di Osho che ironizza sul consiglio della Conferenza episcopale italiana che parla di «rami d’ulivo, di palma o di altra pianta verde», ricordando il valore simbolico del ramo.

Domenica delle Palme

Papa Francesco apre oggi, 5 aprile, i riti della Settimana santa che precede la Pasqua, celebrando per la prima volta in streaming da una San Pietro senza fedeli la messa della Domenica delle Palme. «Potrei guardare la messa della domenica di Pasqua sul mio laptop», ha detto il presidente americano Donald Trump, dopo che il vicepresidente Mike Pence ha invitato a «pregare per la salute del personale sanitario» durante il briefing della task force anticoronavirus della Casa Bianca.

La messa iniziata alle ore 11 e potrà essere seguita in streaming sul sito del Vaticano. Sul portale della Santa Sede è disponibile anche il libretto della celebrazione. Diversamente a quanto si assiste di solito, questa volta non i sarà l’alternarsi di lingue straniere, durante i momenti di canto e preghiera: sarà invece ammessa solo la lingua italiana.

La Sacra Sindone

Un’adorazione tutta virtuale, quella della Sacra Sindone, che si terrà sabato 11 aprile. Una contemplazione televisiva, visibile in tutto il mondo, accompagnata dalla preghiera dell’arcivescovo di Torino, custode pontifico del Telo. Monsignor Cesare Nosiglia l’ha annunciata per il Sabato Santo con una comunicazione su YouTube.

Nel «giorno della Sindone», il Sabato Santo, l’Arcivescovo di Torino pregherà davanti alla Sindone. A seguire, dopo la diretta tv, sui social il dialogo e la riflessione continueranno con l’intervento di esperti e voci di «testimoni» del momento che stiamo vivendo. La piattaforma social è realizzata con il contributo della Regione Piemonte.

«Migliaia e migliaia di persone, giovani e anziani, sani e malati – ha detto monsignor Nosiglia a La Stampa – mi hanno chiesto che in questo momento di tanto grave difficoltà  si possa pregare nella settimana santa davanti alla Sindone  per impetrare davanti all’immagine di Cristo morto e risorto che il sacro Telo ci presenta in modo così concreto, per chiedere a lui la grazia di vincere il male come lui ha fatto sulla croce, confidando nella bontà e misericordia di Dio».

Il parere degli esperti:

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