Ultime notizie AutotrasportatoriGiorgia MeloniGiovaniSigfrido RanucciUcraina
ATTUALITÀAlzano lombardoCoronavirusGiuseppe ConteGoverno Conte IILombardiaNembroSanità

La strage di Alzano e Nembro, e l’indegno scaricabarile tra premier e Regione Lombardia

07 Aprile 2020 - 11:49 OPEN
An ambulance of the Military Red Cross arrives at the hospital in Alzano Lombardo, northern Italy, 08 March 2020. The Italian authorities have taken the drastic measure of shutting off the entire northern Italian region of Lombardy – home to about 16 million people – in a bid to halt the ongoing coronavirus epidemic in the Mediterranean country. The number of confirmed cases of the COVID-19 disease caused by the SARS-CoV-2 coronavirus in Italy has jumped up to at least 5,883, while the death toll has surpassed 230, making Italy the nation with the third-highest number of infections (behind China and South Korea) and the second-highest death toll after China.
ANSA/ FILIPPO VENEZIA
Chi avrebbe dovuto prendere la decisione di sigillare il territorio dei comuni di Alzano e Nembro? Chi avrebbe dovuto adottare tempestivamente le misure per mettere in (relativa) sicurezza l’ospedale Pesenti Fenaroli dove si erano registrati i primi casi?
Google Preferred Site

Questa volta lo scaricabarile non aspetta. Dell’emergenza Coronavirus la fine ancora neanche si intravede, ma di fronte agli addebiti chiari che emergono dalle inchieste giornalistiche di Corriere e Report e dai j’accuse circostanziati dei medici, come quello pubblicato ieri da Open, le istituzioni non trovano di meglio che rimpallarsi le responsabilità della mancata chiusura dei comuni del bergamasco, dei ritardi e delle incertezze che hanno aggravato la crisi già di per sé micidiale. Chi avrebbe dovuto prendere la decisione di sigillare il territorio dei comuni di Alzano e Nembro, due focolai dai quali l’epidemia si è diffusa nell’intera provincia e destinati a pagare un prezzo altissimo in vite umane? Chi avrebbe dovuto prendere tempestivamente le misure per mettere in (relativa) sicurezza l’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano dove si erano registrati i primi casi?

La risposta alla seconda domanda è chiara: la Regione Lombardia. Che non lo ha fatto. Quanto alla prima, la zona rossa nei due Comuni fu proposta il 3 marzo dal Consiglio tecnico scientifico che segue l’emergenza per conto del governo. Ma l’esecutivo guidato da Conte prese tempo. Sei giorni. Fino a quando il 9 entrò in vigore il decreto che chiudeva tutta la Lombardia. E la Regione, che avrebbe potuto anch’essa istituire le zone rosse nei due Comuni, come hanno fatto Lazio, Campania e altri, restò anch’essa ferma, paralizzata. Eloquente soltanto nel polemizzare con i “ritardi” di Roma.

Oggi il presidente del Consiglio dice: poteva farlo la Regione Lombardia. E tace sulla propria irresolutezza. L’assessore alla Sanità lombardo Giulio Gallera, assurto nel frattempo a star del web, replica: aspettavamo il governo e siamo rimasti con il cerino in mano. Uno spettacolo pietoso. Quando basterebbe una assunzione di responsabilità seria e chiara: la situazione era eccezionale, abbiamo sbagliato. Forse, gli italiani capirebbero.

Il parere degli esperti:

Leggi anche: