Omicidio di Lecce, pochi amici, schivo e introverso: chi è Antonio De Marco, il ragazzo che ha ucciso Daniele e Eleonora

Come se niente fosse successo, dopo l’omicidio, pianificato punto per punto, il 21enne, aspirante infermiere, ha partecipato a una festa ed è andato a lezione in ospedale

Un ragazzo tranquillo, schivo, introverso, che non aveva mai dato segni di squilibrio. Studiava scienze infermieristiche a Lecce, non aveva molti amici e raramente tornava nella sua città natale, Casarano, a 50 km dal capoluogo salentino. Questo è Antonio De Marco, studente di 21 anni che ha confessato di aver ucciso Daniele De Santis e la sua fidanzata Eleonora Manta. Secondo gli inquirenti, lo ha fatto con freddezza, pianificando tutto, punto per punto. In maniera meticolosa. Dal nascondersi dalle telecamere di sicurezza al cappuccio per non farsi riconoscere.


Daniele ed Eleonora, i due ragazzi uccisi a Lecce

Perché li ha uccisi

Antonio aveva vissuto nell’appartamento di proprietà del giovane arbitro, a partire dal mese di ottobre dello scorso anno. Lì l’aspirante infermiere aveva avuto modo di conoscere anche Eleonora, la fidanzata di Daniele, che spesso andava a casa del suo ragazzo (specialmente nei mesi di ottobre e novembre). Purtroppo, fin da subito, i rapporti non sarebbero stati idilliaci. Una convivenza a tre forzata, difficile e complicata, fino al lockdown.

Come emerge dalle conversazioni WhatsApp, Antonio, dopo aver lasciato temporaneamente la casa a causa della pandemia, era tornato a farsi sentire nel mese di luglio chiedendo a Daniele la disponibilità della camera. Per motivazioni ancora da chiarire, la risposta sarebbe stata negativa. Daniele e Eleonora avrebbero motivato la scelta con la volontà di trasferirsi definitivamente nell’appartamento in questione. Nelle ultime ore è emersa però l’ipotesi di un episodio di contrasto, non meglio specificato, che si sarebbe verificato tra ottobre e novembre dello scorso anno (quando in casa c’era anche la fidanzata di Daniele).

La vendetta

Quello che è certo, stando alle rivelazioni degli inquirenti, è che Antonio avrebbe pianificato la “vendetta” contro i due fidanzati con tanto di «cronoprogramma» dell’omicidio (appuntato su cinque foglietti). Persino chi indaga ha avuto difficoltà a trovare un movente. Perché Antonio avrebbe dovuto ucciderli? A spiegarlo è stato lui stesso: «Li ho uccisi perché erano troppo felici. Ho fatto una cavolata», ha detto. Infatti, proprio nel momento in cui i due ragazzi si trovavano, da soli, in casa, mentre stavano cenando, Antonio ha fatto irruzione (aveva una copia delle chiavi della loro abitazione) con un pugnale da caccia sferrando le prime coltellate in cucina fino a ucciderli.

Una scena dell’orrore che è stata sentita da decine di persone, le stesse che hanno allertato le forze dell’ordine. «Un’indole particolarmente violenta, insensibile ad ogni richiamo umanitario: nonostante le ripetute invocazioni a fermarsi urlate dalle vittime, l’indagato proseguiva nell’azione meticolosamente programmata inseguendole per casa, raggiungendole all’esterno senza mai fermarsi» scrive il pm. Insomma, nessuna pietà per le vittime.

Cosa ha fatto Antonio dopo l’omicidio

Con sé aveva persino delle stringhe stringitubo: forse voleva immobilizzarli, torturarli (per poi ripulire tutto con «acqua bollente, candeggina e soda»), non si aspettava che potessero reagire. Dopo l’omicidio, ha continuato ad andare a lezione all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, senza destare alcun sospetto. E a poche ore di distanza dai funerali di Daniele ed Eleonora avrebbe partecipato a una festa di compleanno di una sua collega tirocinante. Ad incastrarlo, però, ci hanno pensato da una parte le telecamere di videosorveglianza – di cui Antonio non aveva tenuto conto -, dall’altra un supertestimone che lo ha visto uscire dal palazzo con una lama di 20 centimetri.

Omicidio di Lecce, il killer ripreso dalle telecamere di sorveglianza dopo il delitto – Il video

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