Shiva a Belve, l’agguato e che fine ha fatto la pistola. Quella volta che pianse in carcere e il gelo con Fedez: «Mi ha danneggiato» – Il video

Il rapper Shiva, al secolo Andrea Arrigoni, primo in classifica Fimi con il suo ultimo album, è stato ospite di Francesca Fagnani a Belve. Nel 2023, dopo essere stato aggredito da due ragazzi nel cortile della sua casa discografica a Settimo Milanese, Shiva aveva impugnato una pistola e sparato, ferendo entrambi alle gambe. Arrestato, era stato condannato in primo grado a sei anni e mezzo, poi ridotti a quattro anni e sette mesi dalla Corte d’appello di Milano, nel marzo 2025, attraverso un concordato raggiunto tra la procura generale e la difesa. Attualmente è libero con obbligo di firma.
Che fine ha fatto la pistola usata da Shiva
Fagnani lo incalza sulla pistola mai ritrovata: «Che fine ha fatto?». Shiva risponde con un sorriso: «Non ne ho idea». Il rapper ha ripercorso la vicenda senza entrare nei dettagli della dinamica, lasciando aperte le domande su alcuni aspetti ancora poco chiari di quella notte.
Shiva e Fedez, il gelo dopo il #freeshiva
Nel salotto di Fagnani, Shiva affronta anche il rapporto con Fedez, unico tra i rapper a non aver aderito al movimento #freeshiva per la sua scarcerazione. Il motivo del rancore è legato a una puntata di Muschio Selvaggio, in cui Fedez aveva portato alcune rime che Shiva definisce misogine: «Il Gip che mi ha interrogato era donna, m’ha messo in condizioni difficili». Quando Fagnani osserva che la responsabilità sarebbe semmai di chi le ha scritte, Shiva non cambia posizione: «Fedez non si è mai esposto su di me e l’unica volta che lo ha fatto è stato nel momento più critico della mia carriera. Mi ha danneggiato».
Shiva in lacrime per il figlio nato mentre era in carcere
Il momento in cui il rapper si emoziona di più è quando ricorda la nascita del suo primo figlio, avvenuta mentre si trovava in carcere. Il permesso per assistere al parto gli era stato negato, racconta, nonostante in casi di reati anche più gravi venga normalmente concesso. Ad annunciargli la nascita del bambino erano stati i fuochi d’artificio sparati fuori dal carcere: «Quando li ho sentiti ho pianto tantissimo». Shiva parla anche dell’assenza del padre, figura mai presente nella sua vita: «Cosa era giusto o sbagliato l’ho dovuto capire da solo. E per capirlo ho dovuto sbagliare».
