Ultime notizie Crisi Usa - IranDelitto di GarlascoGoverno MeloniHantavirusJannik Sinner
POLITICACoronavirusGoverno MeloniHantavirusOrazio SchillaciPiano pandemico

Hantavirus, Schillaci alla Camera rassicura: «Non è il Covid, cittadini stiano tranquilli». E a chi critica il piano pandemico: «Soliti autolesionisti»

13 Maggio 2026 - 18:23 Luca Graziani
orazio schillaci
orazio schillaci
Il ministro della Salute risponde in Aula dopo i casi legati alla nave Hondius: «Non è vero che l’Italia non è pronta. Rischio molto basso». Italia Viva incalza: «Senza personale e risorse difficile che il piano funzioni davvero»
Google Preferred Site

«I cittadini devono stare tranquilli: è qualcosa che si conosce, che monitoriamo, al quale sappiamo come rispondere. Non è il Covid». Orazio Schillaci prova ad abbassare il livello d’allarme sul Hantavirus durante il question time alla Camera. Il ministro della Salute risponde all’interrogazione di Italia Viva, presentata da Maria Elena Boschi, sui rischi di diffusione del virus in Italia e sull’efficacia del nuovo piano pandemico 2025-2029. E parte dai fatti: «Gli hantavirus sono virus zoonotici conosciuti da decenni. Il loro serbatoio principale sono i roditori. La trasmissione interumana esiste, ma è molto rara ed è documentata per il ceppo Andes in contesti di contatto stretto e prolungato». 

Poi il focolaio legato alla nave Mv Hondius: «Al 12 maggio, secondo l’ultimo aggiornamento dell’Ecdc (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), si contano 10 casi totali, 8 confermati e 2 probabili, e 3 decessi». L’ipotesi più accreditata, spiega il ministro, è «un’esposizione iniziale zoonotica in Argentina, dove il virus Andes è endemico in alcune regioni». La nave ha poi attraccato a Tenerife il 10 maggio e i passeggeri sono stati sbarcati «con procedure dedicate».

I casi in Italia

Per Schillaci «il rischio per la popolazione generale in Europa è sempre stato e resta molto basso. Lo confermano le massime autorità sanitarie internazionali». Il ministro rivendica anche la risposta italiana: «Qualcuno ha detto che siamo stati fermi. È partito purtroppo il solito atteggiamento autolesionistico per il quale l’Italia non sarebbe mai pronta. Questo non è vero».

Il 5 maggio, ricostruisce Schillaci per sottolineare l’efficacia della sua strategia, dopo la segnalazione sulla donna morta a Johannesburg il 26 aprile e risultata positiva all’Hantavirus, il ministero ha trasmesso un’informativa alle Regioni e agli Usmaf, gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera. L’8 maggio è arrivata dalla Commissione europea l’informazione su quattro persone dirette in Italia, presenti sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile, lo stesso su cui era stato imbarcato e poi sbarcato uno dei casi di contagio poi deceduto. «Nella stessa giornata ci siamo attivati per rintracciarli e abbiamo allertato subito le Regioni interessate per l’attivazione delle procedure di sorveglianza attiva», dice il ministro. E assicura: «tutte le quattro persone oggi in Italia presenti sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile sono asintomatiche, seguite con attenzione» e «i test finora disponibili hanno dato esito negativo». Negativi anche «i due casi segnalati ieri a Milano e Messina».

I dubbi sul nuovo piano pandemico

Schillaci difende poi il nuovo piano pandemico, finito al centro delle critiche dell’opposizione e di alcuni esponenti della comunità scientifica. «Il Piano 2025-2029 funziona. Lo sta dimostrando proprio in questi giorni», sottolinea, «è stato approvato ad aprile 2026 dalla Conferenza Stato-Regioni dopo un confronto costruttivo con le Regioni stesse». E, «a differenza del precedente, permette risposte calibrate su scenari diversi».

La macchina, dunque, sarebbe già in moto. «Le reti previste dal piano si sono attivate in modo coordinato. Non è stato un esercizio teorico. È stata una risposta concreta, tempestiva, proporzionata». Il ministero «continua a monitorare costantemente l’evoluzione del quadro epidemiologico internazionale» ed emanerà «ulteriori indicazioni se e quando le evidenze scientifiche lo richiederanno, comunicando con tempestività e trasparenza».

«Lungi da noi fare allarmismo», replica Boschi, «anche perché sappiamo che siamo in una situazione diversa rispetto al Covid», premette. Ma il punto, insiste, è capire se «il nostro piano pandemico nazionale e il nostro Servizio sanitario nazionale siano adeguati a far fronte a questo virus oggi e a future pandemie».

Secondo la deputata di Italia Viva il piano «è un passo avanti», ma mantiene «un approccio ancora burocratico e amministrativo» e bisognerà vedere «se all’atto pratico funzionerà davvero». Poi l’affondo: «Lei rappresenta un governo con una grande contraddizione, che ha al suo interno esponenti che portano avanti posizioni antiscientifiche». L’Italia, accusa, non ha approvato il piano pandemico globale promosso dall’Oms e non ha partecipato alle relative esercitazioni, mentre «c’è bisogno di risposte a carattere globale» e di affrontare il nodo delle risorse: «Se abbiamo i pronto soccorso in continua sofferenza, se non abbiamo personale sufficiente, diventa difficile che il piano pandemico possa avere le risorse per funzionare davvero».

leggi anche