“Macchina del fango” o operazione verità? La Lega alza il tiro sulle ombre di Conte

di OPEN

Oggi al Senato, prima firma Lucia Borgonzoni, la Lega deposita l’interrogazione sul presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Aveva cominciato lo stesso Matteo Salvini con quella nota durissima: «Conte? Ha tradito gli Italiani per salvare la sua poltrona, ha qualcosa del suo passato da nascondere?». Dodici giorni dopo la Lega deposita al Senato un’interrogazione al tritolo sul “traditore” presidente del Consiglio.

Si tratta di una interrogazione a risposta scritta rivolta al Presidente del Consiglio. Tecnicamente deve essere Conte stesso a rispondere. Ma a cosa?Leggiamo:

«Premesso che: secondo quanto si legge sul sito del MIUR, nel 2002, il Prof. Avv. Giuseppe Conte, attuale Presidente del Consiglio, ha conseguito l’idoneità a professore ordinario di Diritto privato in un concorso a cattedra bandito dalla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Campania “L. Vanvitelli”, la cui commissione giudicatrice vedeva al suo interno il Professor Guido Alpa;

Nel corso dello stesso anno, il Prof. Conte “ha aperto con il prof. avv. Guido Alpa un nuovo studio legale dedicandosi al diritto civile, al diritto societario e fallimentare”, secondo quanto si legge testualmente nel curriculum vitae inviato alla Camera dei Deputati nel 2003, per la candidatura alle elezioni a componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa;

Sul sito del Garante per la protezione dei dati sono riportati i nomi di entrambi i Professori per incarichi di patrocinio in ben dieci differenti processi a partire del 2002, con inizio sempre nello stesso giorno, ma non sempre liquidati contestualmente; di fronte all’inchiesta pubblicata in data 6 e 7 ottobre 2018 dal quotidiano La Repubblica in cui si legge che il Presidente del Consiglio sarebbe stato promosso dal maestro e socio di studio Prof. Alpa, con il quale lavorava e aveva rapporti d’affari, e che lo stesso, pochi mesi dopo, fu il suo commissario esaminatore, il Prof. Conte ha risposto con una lunga lettera al Direttore della testata in oggetto replicando innanzitutto che “sul piano accademico” il suo maestro sia stato il Prof. Giovanni Battista Ferri e che avrebbe conosciuto il Prof. Alpa “diversi anni dopo”, quando ormai era già ricercatore all’Università di Firenze;

In merito alla loro presunta associazione nello stesso studio legale, il Presidente del Consiglio scrive: “A differenza di quanto riportato, io e il prof. Alpa non abbiamo mai avuto uno studio professionale associato né mai abbiamo costituito un’associazione tra professionisti.

Sarebbe bastato ai suoi giornalisti chiedere in giro, senza profondersi in sofisticate investigazioni, per scoprire che Alpa, all’epoca dei fatti, aveva sì uno studio associato, ma a Genova, con altri professionisti. Mentre a Roma siamo stati “coinquilini” utilizzando una segreteria comune, che serviva anche altri studi professionali, tutti collocati nello stesso stabile, come spesso avviene nel mondo professionale, dove è frequente che diversi professionisti si ritrovino a condividere un medesimo indirizzo professionale, anche solo per economia organizzativa, mantenendo tuttavia distinte le rispettive attività professionali.

Peraltro, a conferma della distinzione delle attività professionali vi è il fatto che io ho stipulato un contratto di locazione per l’appartamento sito al piano superiore e Alpa per l’appartamento sito al piano inferiore, entrambi a Roma, in piazza Benedetto Cairoli 6.”;

Riguardo, invece, l’accusa di aver avuto rapporti in affari nell’incarico del 2002 per il patrocinio del Garante privacy contro la Rai, già sessanta giorni prima dello svolgimento del concorso, il Prof. Conte replica: “Verissimo. […] Quale sarebbe la ragione di questa incompatibilità visto che sia io che Alpa abbiamo svolto la nostra attività quali professionisti autonomi e fatturato al nostro cliente ciascuno per proprio conto?”;

Sempre il merito all’incarico del 2002, in un servizio televisivo andato in onda il 10 ottobre 2018, Il Presidente del Consiglio ha dichiarato alle telecamere di aver fatturato separatamente dal Prof. Alpa;

Il Presidente del Consiglio, nell’escludere che il Prof. Avv. Alpa fosse in una condizione di incompatibilità con il candidato Conte, ha dunque più volte sostenuto pubblicamente la sua totale autonomia e l’inesistenza di alcun rapporto di interdipendenza economica con il Prof. Avv. Alpa;

Si chiede di sapere: se il Presidente del Consiglio può escludere che esistano progetti di parcella firmati da entrambi e su carta cointestata riferiti ai patrocini prestati al Garante per la protezione dei dati personali;

Se, in caso contrario, come ciò possa conciliarsi con la più volte ribadita autonomia e se reputi opportuno che un Presidente del Consiglio, nell’escludere un conflitto, ricostruisca i fatti omettendo di esplicitare elementi decisivi».

La guerra continua.

Chi è Guido Alpa

Guido Alpa ha avuto ruoli di rilievo in Banca Carige. Dal 2009 al 2013 è stato consigliere nel Cda, mentre dal dicembre 2013 al febbraio 2014 è stato socio della Fondazione Carige e azionista di riferimento della banca.

Da aprile 2013 a dicembre 2013 è stato presidente di Carige assicurazioni e Carige Vita nuova. Inoltre, è stato a lungo consulente e legale di Raffaele Mincione, socio di minoranza della banca. Quando il curriculum del premier, dopo il suo primo insediamento a palazzo Chigi, fu passato ai raggi x, sul nome di Guido Alpa si concentrò qualche polemica.

In particolare, il passaggio che ha creato imbarazzo era questo:

«Dal 2002 ha aperto con il professor Guido Alpa un nuovo studio legale dedicandosi al diritto civile, commerciale e lavoro»

All’epoca fu lo stesso Alpa a precisare: «Nessuna associazione professionale, siamo stati soltanto coinquilini».

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