Le Borse affondano. Milano peggior seduta di sempre: – 16,9%. La Consob vieta le vendite allo scoperto

L’andamento dei listini segnala l’80% di chance di recessione per l’economia americana

La Consob ha deciso di vietare temporaneamente le vendite allo scoperto di 85 titoli azionari. Il divieto è valido per tutta la giornata di domani. La decisione non ha precedenti per l’ampiezza dei titoli coinvolti ed è stata adottata in applicazione del regolamento Ue, tenuto conto della variazione di prezzo registrata dai titoli nella giornata del 12 marzo 2020. «Il provvedimento è in vigore nella seduta borsistica di venerdì 13 marzo 2020, sul mercato MTA di Borsa Italiana, per l’intera giornata di negoziazione. Il divieto riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilità dei titoli».

Il crollo delle borse

Con il nuovo crollo di Wall street non si placa la tempesta di vendite sulle Borse europee. Giornata totalmente da dimenticare per Piazza Affari: l’indice Ftse Mib ha chiuso in calo del 16,9% a 14.894 punti. Si tratta ampiamente del maggiore ribasso in una sola seduta dalla nascita dell’indice nel 1998 e supera il precedente record negativo successivo al referendum sulla Brexit del 24 giugno 2016, quando la perdita finale della giornata fu del 12,4%.

Wall Street affonda con gli investitori che perdono la fiducia in Donald Trump. Il Dow Jones perde il 10%, il Nasdaq cede l’8,32% a 7.295,46 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’8,59% a 2.504,99 punti. L’andamento dei listini segnala l’80% di chance di recessione per l’economia americana.

L’indice Stoxx 600, che sintetizza l’andamento delle Borse europee sulla base di un paniere che include i principali 600 titoli del Vecchio Continente, è arrivato nel pomeriggio a perdere il 10,5%, segnando il maggior calo della storia delle Borse europee, superiore anche a quelli segnati nel 2008 in occasione del fallimento di Lehman Brothers.

Lo spread tra Btp e Bund è schizzato a 250 punti base per la prima volta da giugno del 2019. Il rendimento del Btp decennale è salito all’1,73%.

Piazza Affari era peggiorata ulteriormente dopo la comunicazione delle decisioni della Bce per contrastare l’epidemia di Coronavirus. Il Ftse Mib arretra del 6,6% mentre una decina di titoli sono finiti in asta di volatilità. La Banca Centrale Europea delude tutte le Borse europee che accentuano i cali dopo la comunicazione delle misure adottate dall’Eurotower per contrastare gli effetti economici dell’epidemia. Parigi cede l’8%, Francoforte il 7% e Londra il 6,8%, Milano il 6,7%.

Lo S&P 500 di Wall Strett in mattinata era calato di oltre il 7% facendo scattare i circuit breaker, ovvero lo stop degli scambi per 15 minuti. E’ la seconda volta questa settimana che le contrattazioni a Wall Street vengono sospese per 15 minuti. Le regole del Nyse prevedono una sospensione quando lo S&P 500 arriva a perdere il 7%. La successiva scatta nel caso di perdite sullo S&P 500 del 13%. Se il calo dello S&P 500 dovesse raggiungere il 20% Wall Street chiuderebbe: la norma vale per gli ultimi 35 minuti di scambi. Finora non sono mai state registrate sospensioni per i limiti del 13% e del 20.

Piazza Affari aveva aperto in forte calo dopo l’ultimo provvedimento del governo per l’emergenza Coronavirus sulla chiusura di buona parte delle attività commerciali. L’indice Ftse Mib cede l’5,86% dopo appena un quarto d’ora, con almeno venti titoli del listino principale della Borsa milanese non riescono a fare prezzo. In netto rialzo lo spread tra Btp e Bund, che apre a 205 205 punti contro i 191 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale è pari all’1,27%. Euro in rialzo sul dollaro in avvio di giornata, ora a quota 1,1314 (1,1276 ieri sera a New York). In Asia si rafforza lo yen con la moneta unica a quota 117,25.

Mentre Donald Trump concludeva il suo discorso in cui annunciava la sospensione dei voli dall’Europa verso gli Stati Uniti per 30 giorni, per contenere l’epidemia di coronavirus, il Dow Jones – l’indice che misura l’andamento delle trenta principali compagnie quotate in borsa negli Usa – calava di 600 punti, segnando un nuovo record in negativo: -20 punti percentuali rispetto ai risultati ottenuti il mese scorso.  

La mattina del 12 marzo si è aperta all’insegna dei crolli nelle borse asiatiche. In Australia la borsa di Sydney è calata a -7,4%, l’indice giapponese (Nikkei) ha ceduto il 5,17% mentre in Cina e a Hong Kong le borse hanno aperto in netto calo. Nella Corea del Sud, la Borsa di Seul crolla ai minimi dal 24 agosto 2015. Anche i future sull’Euro Stoxx 50 perdono il 7,3%.

Tutta colpa della “guerra del barile” tra Arabia Saudita, Russia e Usa – il 9 marzo Riad aveva deciso di abbassare di 6-8 dollari il prezzo al barile e di aumentare la produzione a 10 milioni di barili al giorno dal prossimo aprile, mettendo in difficoltà gli altri paesi produttori – e della pandemia di coronavirus. Le misure restrittive messe in atto da vari stati, tra cui l’Italia e gli Usa, per contenere il contagio, che inevitabilmente rallentano la produzione e il commercio e fanno calare i consumi e la fiducia sui mercati.

Lunedì 9 marzo aveva segnato il giorno peggiore a Wall Street dai tempi della crisi finanziaria del 2008, con la borsa americana in calo del 7,5%. Nei giorni scorsi il presidente americano aveva tentato di minimizzare l’importanza di quella che l’Oms ha ribattezzato una “pandemia”, ma superata la soglia di 1.000 morti per coronavirus negli Stati Uniti, Trump ha rimproverato l’Europa per non aver introdotto misure sufficientemente drastiche ai fini di contenere il virus, annunciando la sospensione dei voli e facendo tremare i mercati.

L’andamento delle borse

Australia 

La Borsa di Sydney precipita a -7,4%, il suo peggior calo dalla crisi finanziaria del 2008. L’indice ASX 200 è crollato di 421,3 punti, a quota 5.304,6

Tokyo 

Al termine della pausa di tarda mattina il Nikkei cede il 5,17%, ai minimi dall’aprile 2017, a quota 18.412,24, lasciando sul terreno oltre 1.000 punti

Europa

I future sull’Euro Stoxx 50 perdono il 7,3%

Cina e Hong Kong 

Le borse cinesi aprono la seduta in netto calo: l’indice Composite di Shanghai cede in avvio l’1,19%, a 2.933,31 punti, mentre quello di Shenzhen perde l’1,60%, a quota 1.829,72. L’indice Hang Seng (Hong Kong) cede il 3,01%, a 24.472,50 punti

Corea del Sud

La Borsa di Seul crolla ai minimi dal 24 agosto 2015: l’indice Kospi cede un altro 3,87% e scivola a 1.834,33 punti

Il parere degli esperti:

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