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Coronavirus, i giovani sono d’accordo con il governo, ma solo uno su due rispetta rigorosamente le misure

13 Marzo 2020 - 00:07 Redazione
epa08290004 A couple wearing a protection mask in central Dresden, Germany, 12 March 2020.  According to the disease control centre of the Robert Koch Institute, the number of coronavirus cases in Germany has exceeded the 2,502 mark.  EPA/FILIP SINGER
l 43% dei ragazzi intervistati considera giusta e adeguata l'informazione fornita da tv e giornali
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Un’indagine condotta da Laboratorio Adolescenza su un campione di 2500 giovani, in Italia, ha dimostrato che i ragazzi sono d’accordo con le misure di contenimento adottate dal governo, sebbene molti di oro non le seguano alla lettera, e meno della metà si dichiara preoccupato per la pandemia da Coronavirus che ha investito il mondo. Questa, in sintesi, la fotografia scattata dal centro statistico e diffusa dagli stessi ragazzi e dagli insegnanti.

I dati

L’86% dei ragazzi condivide e trova giuste le indicazioni date dal governo e dal ministero della Salute sui comportamenti da tenere per evitare il diffondersi della malattia. Ma solo il 47% dichiara di rispettarle rigorosamente. Per il 44,7% del campione sono cambiate molto le abitudini di vita e per il 41% solo in parte.

Il 23% soffre per aver dovuto sospendere le relazioni sociali con gli amici, mentre il 68,2% dice di aver riparato alla cosa con l’utilizzo dei social. Il 50% si dice abbastanza preoccupato, il 14% molto preoccupato, il 35% poco o per nulla. Il 52% ritiene che i genitori siano mediamente più preoccupati di loro, ma il 44% sostiene che il livello di preoccupazione genitori-figli sia uguale.

I giovani e l’informazione

Il 43% dei ragazzi intervistati considera giusta e adeguata l’informazione fornita da tv e giornali; il 36,6% troppo allarmistica e il 20,2% reticente per non spaventare. Tra i maschi aumenta la percentuale di chi la considera eccessivamente allarmistica. Il 71,6% concorda invece nel dire che l’informazione sui social è imprecisa, per cui è difficile valutarne la veridicità, a cui si aggiunge un ulteriore 10% che ritiene si prevalentemente falsa o non affidabile.

«Siamo di fronte ad un’emergenza che non ha precedenti recenti in Italia – afferma Maurizio Tucci, Presidente di Laboratorio Adolescenza, ad Ansa – con il rischio che l’emergenza sanitaria possa trasformarsi anche in emergenza sociale. E a fare le spese maggiori dell’emergenza sociale rischiano di essere proprio gli adolescenti per i quali la socialità è l’essenza della vita».

Il parere degli esperti

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