Coronavirus, i dati della Protezione civile: 2.648 nuovi contagiati, 475 morti e 1084 guariti in un solo giorno

Ci sono più di 14mila persone ricoverate, oltre 2200 in terapia intensiva in tutta Italia

Il bollettino del 18 marzo

Ad oggi le persone ricoverate sono 14.363 con sintomatologia SARS-CoV-2 correlata, 2.257 i pazienti in terapia intensiva, 12.090 quelli in isolamento domiciliare. Sono 165.541 i tamponi effettuati in Italia dall’inizio dell’epidemia. Mancano oggi i dati della Campania, che non sono aggiornati.


«I dati ci dicono che ci sono operatori sanitari che sono diventati positivi. Medici che hanno perso la vita», dice Silvio Brusaferro dell’Istituto Superiore di Sanità. «Stiamo facendo un lavoro immane, non solo noi idella protezione civile ma anche le regioni», dice Angelo Borrelli. «Per prendere le mascherine in Brasile o sbloccare merci alle frontiere: trovare sul mercato internazionale le mascherine: alcune commesse a volte non si concretizzano per questione di chiusura di frontiere. La Farnesina a livello diplomatico sta lavorando molto. Auspichiamo che nel nostro paese possa essere attivata quanto prima la produzione dei dispositivi. Nel frattempo mettiamo tutti gli sforzi per andare in giro per il mondo a trovare tutti i dpi che servono». Per valutare se proseguire con la serrata delle attività commerciali (scadenza 25 marzo) e delle scuole (3 aprile, Borrelli non si sbilancia. È ancora presto per valutare, dice il capo della protezione civile.

Curva epidemica e mortalità

«La curva epidemica è in crescita», . «Ancora una volta sono alcune regioni del Nord Italia ad essere maggiormente coinvolte per numero di persone che si rivolgono a ospedali e terapie intensive. Alcune aree del paese si stanno attrezzando in maniera straordinaria. Nelle altre aree del paese c’è una crescita ridotta ma questo non ci deve illudere», dice Brusaferro. «Solo se tutti ci comportiamo in un certo modo come raccomandato possiamo rallentare la diffusione della curva epidemica». Le persone poco sintomatiche «devono restare in isolamento: sono quelle che possono più trasmettere il contagio», dice il presidente dell’Iss. «Abbiamo segnalazioni di decessi soprattutto in ospedale ma anche in casa di riposo», aggiunge. «Non escludo che ci siano ovviamente decessi a casa».

«La mortalità colpisce persone anziane e con più patologie», prosegue Brusaferro. «Queste persone devono avere la protezione più elevata. Devono stare in casa, e la rete sociale deve aiutarli a stare a casa». L’Italia è colpita con questi numeri, si può supporre, anche perché l’età media è elevata, dice il presidente dell’Iss. Ma le verifiche sono ancora in corso.

«La popolazione che decede ha in media 80 anni ed è principalmente maschile», conferma Brusaferro. «È una realtà che colpisce soprattutto le persone più anziane». E poi l’altro elemento è la presenza di altre patologie: «le classiche che accompagnano gli ultimi anni della nostra vita. Il 48,5% delle persone esaminate ha tre o più patologie». Febbre e dispnea sono i due elementi più importanti: 3 persone su 4 che poi muoiono manifestano questi sintomi, dice il presidente dell’Iss. «Tra le persone più giovani ci sono persone già affette da patologie cardiovascolari e altri disturbi».

«Ci vorrà ancora qualche giorno per vedere i benefici. Non dobbiamo mollare. Dobbiamo mantenere queste misure se vogliamo vedere degli effetti e proteggere le persone più fragili», conclude Brusaferro.

Le mascherine

«Abbiamo distribuito oltre un milione di mascherine», dice in conferenza stampa Borrelli. La protezione civile risponde anche al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci: «Il Dipartimento è da tempo e costantemente impegnato nella difficile ricerca di mascherine e dispositivi di protezione individuale. Azione, quest’ultima, che sin dall’inizio dell’emergenza è consentita anche alle stesse Regioni», dice la Protezione civile.

«Tutto ciò che viene acquistato dal Dipartimento è prontamente trasferito ai territori cercando di soddisfare gli importanti fabbisogni rappresentati. Spetta poi alle autorità regionali distribuire quanto ricevuto in base alla tipologia del materiale e alle proprie necessità. Come già comunicato nei giorni scorsi alle Regioni, le mascherine due veli in tessuto non tessuto non sono dispositivi di protezione individuale, ma possono essere impiegate per le esigenze di enti ed amministrazioni nell’ambito locale, ad esclusione del personale ospedaliero».

I pazienti attualmente positivi regione per regione

In base ai dati ufficiali della Protezione Civile, il numero di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così distribuito di regione in regione:

I contagi (totali) provincia per provincia

Il parere degli esperti

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