Monza, non era positiva al coronavirus l’infermiera che si è suicidata in ospedale

Ieri Daniela è andata direttamente in quel posto vuoto, isolato, e si è tolta la vita. Aveva 34 anni, viaggiava, non si separava mai dal suo cagnolino ed era amabile con i pazienti

Daniela, 34 anni, amava viaggiare, non rinunciava alle gite al lago, era sempre sorridente e molto legata alle sue sorelle. Aveva un cane, dal quale era inseparabile. La descrivono tutti come una persona riservata, tranquilla, che non aveva mai dato segni di squilibrio, impeccabile sul lavoro. In corsia si prendeva cura dei pazienti come fossero suoi figli, soprattutto nelle ultime settimane, in piena emergenza Coronavirus. Amava quel che faceva, era infermiera all’ospedale San Gerardo di Monza.

Cosa è successo

Il 10 marzo Daniela va in malattia, chiede una proroga fino al 15, poi fino al 19 e ancora fino al 22. Ieri è rientrata a lavoro ma, come ci spiegano fonti qualificate, si reca direttamente nei bagni del reparto di pediatria dell’ospedale, all’undicesimo piano. É lì che si toglie la vita. In quel posto freddo, vuoto, in un’area che è in fase di trasloco. Perché il nosocomio in cui Daniela lavorava in questi giorni ha dovuto riorganizzarsi: da 90 pazienti ad oltre 500 persone, tutti con il Coronavirus.

Si prendeva cura dei malati covid-19

E Daniela non si è mai sottratta al suo dovere. Anche quando, poche settimane fa, le è stato chiesto di prendersi cura dei malati che avevano contratto il virus. Cambiano i ritmi di lavoro, si adatta alla nuova realtà, difficile, durissima. Ma Daniela, secondo l’ASST di Monza, non era positiva al coronavirus. «A noi non risulta che fosse in stato di sorveglianza per positività accertata o in corso di accertamento» ci spiega Mario Alparone, direttore generale dell’ASST di Monza che, però, a Open non nega gli sforzi di tutto il personale sanitario in un periodo «molto difficile». «Questa è una battaglia che stiamo combattendo come dei leoni» ci dice. Battaglia alla quale Daniela aveva deciso di dare il suo contributo senza riserve. Con la sua gentilezza, con la sua professionalità. «Era sempre al nostro fianco».

«Aveva paura di aver contagiato altri»

«Ciò che Daniela ha vissuto nell’ultimo periodo, anche se non sono ancora note tutte le cause del gesto, ha pesantemente contribuito come la goccia che fa traboccare il vaso», spiegano dalla Federazione degli Infermieri, Fnopi, secondo cui l’infermiera stava vivendo un «pesante stress per la paura di aver contagiato altri». «Non si devono e non si possono lasciare soli gli infermieri» concludono.

Foto in copertina di repertorio: Andrea Canali per Ansa

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