Coronavirus, Conte: «Dovremo convivere per mesi col virus. Governo tecnico? Ne serve uno politico che ci metta la faccia»

Sulle riaperture previste per il 4 maggio, ancora nulla di definitivo: «Stiamo lavorando su alcune proposte»

Giuseppe Conte allontana l’ipotesi di un governo tecnico in vista della fase di ricostruzione dopo l’emergenza Coronavirus. In un’intervista al Giornale boccia l’idea di un esecutivo di “unità nazionale”: «formule astratte», perché proprio ora è necessario che siano le forze politiche a dare il proprio contributo al Paese: «Serve un governo politico che ci mette la faccia e risponda agli elettori».

L’ombra di Mario Draghi

Alla domanda se, in una fase critica come questa, non sarebbe opportuno coinvolgere una personalità autorevole come Mario Draghi, il primo ministro è dell’idea che, nonostante l’ex presidente della Bce sia «persona di grande autorevolezza e di elevata professionalità, proprio per questo non è persona che si lascia tirare per la giacchetta in polemiche che nascono in modo palesemente strumentale e sono frutto di manovre politiche estemporanee».

«Dovremo convivere per mesi col virus»

Critico verso la situazione in Lombardia, territorio in cui si sono registrati un gran numero di contagi e decessi, Conte non ha dubbi: «La Lombardia si è sicuramente trovata ad affrontare il fronte più caldo di questa battaglia. Credo che ogni discussione a proposito delle responsabilità andrà affrontato a tempo debito, nessuno si sottrarrà alle proprie. Però, adesso, la cosa importante è stare al fianco di chi ogni giorno combatte in corsia». E sulle riaperture previste per il 4 maggio: «Stiamo lavorando su alcune proposte di allentamento delle misure, in modo da poter “convivere” con il virus nei prossimi mesi in condizioni di massima sicurezza, tenendo sotto controllo la curva epidemiologica e le condizioni di stress del sistema sanitario e ospedaliero locale. E avverte: Tutte le notizie che filtrano, le ipotesi che si fanno in questi giorni sono prive di fondamento».

Il Mes

Infine, sul tanto chiacchierato Mes – il Meccanismo economico di stabilità – che sta, di fatto, creando fratture anche all’interno della stessa maggioranza, Conte precisa: «Quello sul Mes è un dibattito che rimane al momento molto astratto. Nasce per rimediare a crisi e tensioni finanziarie di singoli Paesi. È la ragione per cui l’ho giudicato inadeguato e insufficiente ad affrontare questa sfida epocale. Dal confronto europeo può però venire fuori qualcosa di molto diverso dal Mes attuale ed è anche questa la ragione per cui appoggiamo la battaglia di altri Paesi che, come la Spagna, hanno chiesto da subito di cambiarlo e di volerlo utilizzare».

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