Coronavirus, Brusaferro: «Se i contagi salgono siamo pronti a nuovi stop». Rischio seconda ondata in autunno

Impensabile, secondo il presidente dell’Istituto superiore di sanità, la riapertura delle scuole a maggio. «Se si decidono troppe riaperture insieme e tornano a esserci molti casi, non si capisce dove si è sbagliato e bisogna richiudere tutto» spiega

Un passo alla volta. Ne è convinto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità e membro del Comitato tecnico scientifico, quello più volte citato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, proprio in queste settimane, sta aiutando il governo italiano ad avviare, in sicurezza, la fase 2 dell’emergenza sanitaria del Coronavirus. «Si fanno dei passetti avanti, si misurano gli effetti e si dà il via libera alle mosse successive» spiega a Repubblica Brusaferro appoggiando in toto le scelte drastiche adottate dal governo Conte.


«Riaprire le scuole? Troppo rischioso»

È ancora troppo presto, serve prudenza. «Se si decidono troppe riaperture insieme e tornano a esserci molti casi – spiega Brusaferro – non si capisce dove si è sbagliato e bisogna richiudere tutto. Meglio procede un pezzo alla volta». Un secco no, poi, alla riapertura delle scuole a maggio: «La scuola rappresenta un rischio significativo rispetto alla circolazione del virus. Le lezioni ripartiranno a settembre? Anche per questo dobbiamo vedere come evolve la circolazione del virus, è presto per dire quale sarà la situazione (tra cinque mesi, ndr)» chiarisce.

Ora, dunque, è arrivato il momento che le autorità e «i datori di lavoro trovino delle forme di flessibilità per superare questo problema» che colpisce soprattutto le famiglie. Come faranno i genitori, che torneranno a lavorare a partire dal 4 maggio, a lasciare a casa da soli i propri figli (che intanto non possono tornare tra i banchi di scuola e non possono contare sull’aiuto dei nonni)?

Gli anziani dovranno continuare a fare sacrifici

Quello che preoccupa non è tanto il rientro in classe in sé quanto gli spostamenti che si generano a seguito della riapertura delle scuole: non solo alunni ma anche docenti, genitori e nonni. Impossibile, almeno per il momento, riaprire i centri estivi per ragazzi: «Non ci sono le condizioni», taglia corto Brusaferro. Stesso discorso per gli anziani, i più esposti al virus, che dovranno continuare a fare sacrifici, a rinunciare alla famiglia, ai figli e ai nipoti. «Loro potranno fare due passi ma in modo protetto ed evitando più degli altri tutte le condizioni di aggregazione sociale» spiega. 

Seconda ondata in autunno

Il timore è che in autunno possa esserci una seconda ondata. Brusaferro è cauto ma chiede responsabilità e collaborazione: «In termini teorici potremmo averla anche tra un mese se prendiamo sotto gamba le misure. Da autunno poi inizierà una nuova stagione influenzale e circoleranno altri virus con sintomatologia simile. Il brutto tempo farà stare le persone in luoghi confinati, aumentando i rischi. Per questo intanto andrà fatta una campagna di vaccinazione molto efficace contro influenza e altre patologie per evitare che questa malattia si confonda con quella da Coronavirus».

Infine un ringraziamento agli italiani che, nonostante gli sforzi richiesti dal governo per contenere l’epidemia, «sono stati veramente bravi ad adattarsi a un nuovo modo di vivere», rinunciando, ad esempio, a dare la mano o ad abbracciare un familiare. In altre parole, il Coronavirus è riuscito a cambiare, in poco tempo, le nostre abitudini.

Foto in copertina: Riccardo Antimiani per Ansa

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