Coronavirus, ultime notizie – In Italia continuano a diminuire le terapie intensive, stabile il numero dei nuovi contagi in Lombardia. Il governo: «Ok spostamenti tra regioni dal 3 giugno»

In Italia 46.175 persone sono attualmente positive a Covid-19. Il guariti sono oltre 152mila. La Serie A riparte il 20 giugno, la finale di Coppa Italia si disputerà il 17. Regione Lombardia querela la fondazione Gimbe. Il presidente Cartabellotta: «Ce l’aspettavamo, abbiamo segnalato anomalie importanti sui dati». Visco (Bankitalia): «Crisi senza precedenti». Brusaferro (Iss): «I dati fanno prevedere una seconda ondata del Coronavirus in autunno»

Per saperne di più:

Vaia (Spallanzani): «Troppe trasgressioni in giro, non tradiamo la speranza»

ANSA/CLAUDIO PERI/Francesco Vaia

Assembramenti in piazza. Le manifestazioni di questo weekend in tutta Italia hanno visto diverse violazioni delle misure di distanziamento necessarie per contenere il diffondersi dei contagi da Coronavirus. A denunciare gli episodi è Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma: «Troppe trasgressioni in giro. Attenzione. Non tradiamo la speranza». «Io sono stato sempre positivo – spiega poi Vaia – ma di fronte a centinaia di persone in piazza senza distanziamento non possiamo tacere».

Da Milano a Catania: la protesta dei “gilet arancioni” contro il governo

Sono i “gilet arancioni” guidati dall’ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo, ad essere scesi in piazza in diverse città italiane – da Milano a Catania – per chiedere di poter tornare alle urne a ottobre. Una protesta contro la gestione dell’emergenza Coronavirus da parte del governo. «Dovete ascoltare il popolo», chiede a gran voce Pappalardo da Piazza Duomo con sulle spalle una giacca arancione. Attorno a lui una massa di manifestanti (dovrebbero essere circa duecento in tutto). Niente distanza di sicurezza, poche le mascherine sui volti dei manifestanti (nonostante sia obbligatoria in Lombardia), molta invece la rabbia nei confronti del Governo.

Papa Francesco: «La pandemia non si sconfigge da soli»

«La pandemia non conosce aggettivi, confini e nessuno può pensare di cavarsela da solo. Siamo tutti colpiti e coinvolti». È quanto scrive Papa Francesco in una lettera ai sacerdoti di Roma. «Tutti abbiamo ascoltato i numeri e le percentuali che giorno dopo giorno – continua il Pontefice – ci assalivano; abbiamo toccato con mano il dolore della nostra gente. Ciò che arrivava non erano dati lontani: le statistiche avevano nomi, volti, storie condivise. Come comunità presbiterale non siamo stati estranei a questa realtà e non siamo stati a guardarla alla finestra».

Recupero post-operatorio più difficile dopo aver contratto il virus – Lo studio di «The Lancet»

Nel periodo di convalescenza che segue a un’operazione, se una persona ha contratto il Sars-CoV-2, aumenta il suo rischio di morte. È l’esito di uno studio pubblicato su The Lancet e coordinato, in Italia, da tre giovani ricercatori: Francesco Pata e Gaetano Gallo, calabresi, e Salomone Di Saverio, lombardo. I pazienti, evidenzia lo studio, presentano un rischio di morte post-operatoria maggiore se contraggono il Covid-19. Lo studio ha evidenziato che il rischio di morire per i soggetti che si sottopongono a operazione e contraggono il virus è così elevato da essere paragonabile a quello dei pazienti più critici che sono stati ricoverati in terapia intensiva per Covid-19.

De Luca: «Non si comprende apertura generalizzata»

ANSA / CIRO FUSCO

«Davvero non si comprende quali siano le ragioni di merito che possono motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilità nemmeno per le province ancora interessate pesantemente dal contagio». A dirlo è il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. «Adotteremo, senza isterie e in modo responsabile, insieme ai protocolli di sicurezza già vigenti – annuncia – controlli e test rapidi con accresciuta attenzione per prevenire per quanto possibile, il sorgere nella nostra regione di nuovi focolai epidemici».​

Lazio: 2 positivi a Roma, dato più basso dall’inizio dell’emergenza

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI/Il presidente del Lazio Nicola Zingaretti

Secondo l’ultimo bollettino della Regione Lazio, nell’ultima giornata sono stati registrati 6 casi positivi, 107 guariti e 7 decessi. Nella capitale Roma si registra il dato più basso dall’inizio dell’emergenza con due nuovi casi. Il numero dei guariti è salito a 3.932 e i tamponi eseguiti sono stati circa 254mila.

Scuola, associazione nazionale presidi: «Impossibile riaprire in sicurezza»

ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Il presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp), Antonello Giannelli, denuncia «l’impossibilità per i dirigenti scolastici di gestire in sicurezza la riapertura delle scuole senza che siano prima attuati degli adeguati (e permanenti) interventi di sistema». Secondo Giannelli «al di là di singoli aspetti critici – le pressoché inapplicabili disposizioni sul distanziamento nei momenti ricreativi, la forte interferenza con la didattica del pasto consumato in aula e altro ancora – è necessario che l’Amministrazione centrale risolva con urgenza alcuni annosi problemi, resi più evidenti dallo stress-test causato dalla pandemia».

Sala: «Rt al di sotto di 1, giusto riaprire»

«Nessuna situazione critica» dal punto di vista sanitario – visto «l’indice Rt al di sotto di 1 nelle Regioni» – e dunque per il governo «nessuna ragione per rinviare» le riaperture tra le regioni fissate per mercoledì. A dirlo è il sindaco di Milano Giuseppe Sala, nel suo video quotidiano sull’emergenza Coronavirus. «Adesso è il momento di ridare ossigeno al lavoro», ha detto Beppe Sala pur essendo consapevole dei rischi in gioco visto che «nessuno di noi sa come evolverà la pandemia da Coronavirus» e «bisognerà essere molto attenti e pronti a ogni situazione».

De Magistris tira dritto: «Nostra ordinanza legittima e doverosa»

ANSA / CIRO FUSCO/Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris non fa passi indietro. Dopo lo scontro con il governatore della Campania Vincenzo De Luca sugli orari di apertura dei locali, De Magistris sottolinea: «La nostra ordinanza non solo è perfettamente legittima ma è anche doverosa perché attua meglio le prescrizioni sanitarie ed è passata anche attraverso una chiara interlocuzione con il presidente del Consiglio che, nell’incontro in videoconferenza di giovedì scorso con i sindaci delle Città metropolitane, ha preso l’impegno a intervenire e a chiarire dal punto di vista normativo questa materia». Intervistato dall’Ansa, De Magistris ha ribadito come: «Nell’intesa trovata con il presidente Conte c’è la centralità del ruolo dei sindaci nella fase 2 ed è stato espressamente affrontato il tema della legittimità dell’intervento del sindaco con ordinanze nell’ambito ovviamente della cornice di attuazione delle prescrizioni sanitarie».

Via libera al mondiale di Formula 1: partenza il 5 luglio

EPA/ALI HAIDER

Il mondiale di F1 2020 partirà dall’Austria. Luce verde da Vienna che ha detto sì alla richiesta degli organizzatori. Ci saranno due gare, entrambe a porte chiuse, il 5 e il 12 luglio a Spielberg. «Gli organizzatori – ha assicurato il ministero della Salute – hanno presentato un piano completo di sicurezza e prevenzione contro l’epidemia di nuovo Coronavirus».

Umbria: quarto giorno consecutivo senza contagi

Perugia

In Umbria l’ultimo bollettino fa registrare zero nuovi contagi per il quarto giorno consecutivo. Su 1.250 tamponi eseguiti i dati dei contagi sono rimasti invariati. Sono complessivamente 1.431 le persone risultate positive al virus, gli attualmente positivi sono 45 (invariato). I guariti sono 1.310, i deceduti sono 76.

Corte dei Conti: «Impoverimento strutture sanitarie territoriali ha lasciato gli italiani senza protezioni»

ANSA/GIANMARIO PUGLIESE

È uno dei grandi e più dibattuti temi emersi durante questa crisi sanitaria scatenata dal Coronavirus. La concentrazione delle cure nei grandi ospedali e quello che è stato un impoverimento del sistema di assistenza sul territorio ha lasciato la popolazione italiana «senza protezioni adeguate» di fronte all’emergenza Covid. A scriverlo è la Corte dei Conti in un approfondimento sulla sanità contenuto nell’ultimo Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica.

Gravina: «Pronti a ripartire, ma vigili»

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI/Il presidente della FIGC Gabriele Gravina

«Il calcio ha dimostrato grande coerenza e ne esce rafforzato. Portiamo a casa un grande risultato, siamo però nel momento delicato della programmazione: pronti a ripartire ma vigili, perché sappiamo che i rischi sono sempre molto alti», ha affermato il presidente della Figc, Gabriele Gravina ospite di Skysport.

Torna in cella il boss della ‘ndrangheta Filippone

Un altro boss torna in cella. Si tratta di Rocco Filippone, esponente della n’drangheta, precedentemente ai domiciliari per ragioni di salute. Il ritorno in carcere è legato al decreto del ministro Bonafede che ha previsto la rivalutazione dei casi di scarcerazione legati all’emergenza Covid e all’intervento del Dap, che ha trovato un posto nel carcere di Bari,dove a Filippone può essere prestata assistenza specialistica.

Veneto: 1.612 attualmente positivi, -237 da ieri

Ansa/Il presidente del Veneto Luca Zaia

Il totale dei casi da Coronavirus registrati nella Regione Veneto dall’inizio dell’epidemia è di 19.146, con una crescita di 12 unità nelle ultime 24 ore. Il numero delle persone attualmente positive è di 1.612, in calo di 237 rispetto a ieri.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 30, mentre i ricoveri totali sono 384. Il bilancio delle vittime è arrivato a quota 1.916, +10 da ieri. Sono questi i dati forniti dall’ultimo bollettino della Regione e presentati nella consueta conferenza stampa del presidente Luca Zaia.

Zaia: «Dalla Grecia comportamento riprovevole»

«Il Veneto conta di arrivare a settembre a 30 mila tamponi processati se ottimizziamo le macchine». È questo l’annuncio fatto dal governatore del Veneto Luca Zaia che, citando il professor Andrea Crisanti per il contributo dato su questo tema, ha ricordato: «In questo momento sono 14 i laboratori che lavorano nella regione per processare i tamponi». Non sono poi mancate polemiche sulla decisione della Grecia di bloccare gli ingressi dall’Italia in vista dell’apertura della stagione turistica: «La Grecia nei confronti dell’Italia ha avuto un comportamento assolutamente riprovevole». Così il governatore del Veneto Luca Zaia ha commentato l’esclusione dell’Italia dalle nazioni verso le quali è stata decisa la riapertura.

Proteste a Roma: «Abbiamo fame». Scontri con la polizia

Un momento di una manifestazione nei pressi di Galleria Colonna. Roma, 30 maggio 2020. ANSA/CLAUDIO PERI

Ci sono stati diversi momenti di tensione alla manifestazione “Marcia su Roma” organizzata dall’omonimo gruppo Facebook e che ha visto anche la partecipazione di Casapound. I manifestanti si sono avvicinati al cordone della polizia: «Qui c’è gente che non mangia. C’è gente che non prende lo stipendio da 4 mesi. Abbiamo fame», hanno urlato.

Bankitalia: «38% di chi ha un mutuo è in difficoltà con le rate»

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

«Ad aprile il 38% dei mutuatari ha affermato di avere difficoltà nel pagare le rate a causa dell’epidemia di Covid-19». A registrarlo è l’indagine straordinaria sulle famiglie condotta dalla Banca d’Italia e riportata nella Relazione annuale di palazzo Koch. «La percentuale – si rileva – è più elevata tra i lavoratori autonomi e tra quelli impiegati nel settore del commercio e della ristorazione (52% e 64%, rispettivamente)».

Dal 3 giugno stop quarantena per i cittadini Schengen

ANSA/TELENEWS | Controlli temperatura corporea per tutti i passeggeri in arrivo. Fiumicino, Roma, 5 febbraio 2020.

Fine del divieto di spostamenti causato dal Coronavirus tra le Regioni a partire dal 3 giugno, ma anche fine dell’obbligo della quarantena di 14 giorni per i cittadini stranieri provenienti dai Paesi Schengen e dalla Gran Bretagna. È l’indicazione contenuta nel Dpcm in vigore. Per il resto dei cittadini europei, l’obbligo cadrà dal 15 giugno.

Emiliano: «Aprire il paese alla normalità»

emiliano
Il governatore della Puglia Michele Emiliano

«È arrivato il momento di riaprire il Paese a condizioni di normalità e la condizione di normalità fondamentale è la libertà di circolazione». A dirlo è il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano intervistato a Progress, su Sky TG24. «Se qualcuno arriva in Puglia potremmo chiedergli la cortesia, non l’obbligo, di segnalare la propria presenza e di tenere memoria dei contatti», aggiunge. Al momento infatti vige l’obbligo di quarantena per chi arriva in Puglia. Ma su Telenorba già ieri il presidente della Regione aveva anticipato: «Penso che manterremo la segnalazione dell’entrata in regione, non più una quarantena di 14 giorni».

«I governatori non hanno il potere di chiudere le proprie Regioni, ricorda Emiliano. E io per garantire la libertà di movimento non posso chiedere una regola che non sia imposta dal Dpcm. Quello che si può fare è, per esempio, chiedere a coloro che vengono di segnalare la loro presenza e di tenere memoria dei contatti che hanno con la popolazione locale o con altre persone. Questa è la chiave del futuro dopo il lockdown, mentre prima abbiamo messo in quarantena tutti, adesso dobbiamo capire come mettere immediatamente in quarantena eventuali contagiati e i loro contatti stretti». A questo serve l’app Immuni, assicura Emiliano.

 

Il bollettino dello Spallanzani

Anche oggi, come quotidianamente accade, l’Istituto Nazionale per le Malattie Invettive Lazzaro Spallanzani di Roma ha diffuso il consueto bollettino: In questo momento risultano ricoverate 78 persone, 8 delle quali hanno bisogno di supporto respiratorio. 30 persone sono risultate positive al Coronavirus, mentre sugli altri 48 si è in attesa dei risultati diagnostici. Ad oggi 460 persone sono state dimesse, trasferite a domicilio o presso altre strutture.

Di Maio: «L’Italia non è un lazzaretto»

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Per la crisi causata dal virus, l’ex capo politico dei 5 Stelle, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio chiede «rispetto». «Non mi sembra il momento di fare polemiche, ma una cosa voglio dirla chiaramente: esigiamo rispetto», scrive in un post su Facebook. «Bisogna misurare sempre le parole e le azioni. Se qualcuno pensa di trattarci come un lazzaretto allora sappia che non resteremo immobili».

La pazienza «ha un limite», avverte Di Maio. «E per carità, capisco anche la competizione tra singoli Stati, è legittima, a patto però che sia sana e leale. Perché c’è un dato che rivendico con orgoglio: l’Italia è bella, unica, ha delle meraviglie pazzesche, delle spiagge fantastiche. E molto probabilmente non ha rivali». Ora, dice il titolare della Farnesina, «sul tema della riapertura dei confini serve una risposta europea, perché se si agisce in maniera diversa e scomposta viene meno lo spirito Ue. E crolla l’Europa. Come Ministero degli Affari Esteri stiamo lavorando senza sosta».

Gli appuntamenti

Mercoledì 3 giugno sarà in visita a Roma il ministro degli Esteri francese Le Drian. «Sarà il suo primo viaggio all’estero dopo il lockdown e siamo felici che abbia scelto il nostro Paese. Un attestato di vicinanza, che apprezziamo», spiega Luigi Di Maio. Venerdì 5 «invece io stesso andrò in Germania, sabato 6 sarò in Slovenia e martedì 9 in Grecia».

Spiegherà, dice, «che l’Italia dal 15 giugno è pronta a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza. La situazione interna, tutti i dati sui contagi, saranno sempre pubblici. Spiegherò loro che non accettiamo black list e che noi non abbiamo nulla da nascondere, anzi. Abbiamo sempre agito con responsabilità e trasparenza e continueremo a farlo. Ma proprio per questo, appunto, ci aspettiamo rispetto».

Covid-19, rischio di mortalità post operatorio più alto

The Lancet

Per i pazienti affetti da Covid19 che affrontano un intervento chirurgico c’è un più alto rischio di morte nel post operatorio. A metterlo nero su bianco è uno studio pubblicato in questi giorni sulla rivista scientifica The Lancet. Lo studio è su scala mondiale, è portato avanti dal gruppo internazionale di ricercatori, Covid Surg, coordinato dall’Unità di ricerca sulla Chirurgia Globale (NIHR) dell’Università di Birmingham, e in Italia è stato coordinato da tre giovani ricercatori Francesco Pata, Gaetano Gallo e Salomone Di Saverio, due calabresi e un lombardo.

Tre sono i punti cruciali dello studio: nei pazienti è stato riscontrato un rischio di morte post-operatoria più alto se contraggono il Covid-19; è necessario, durante la pandemia, posticipare gli interventi chirurgici non-critici; servono in tutto il mondo investimenti urgenti per aumentare la sicurezza della chirurgia durante la pandemia. Tra i malati di Covid-19 sottoposti a intervento chirurgico, i tassi di mortalità si approssimano a quelli dei pazienti più critici che sono stati ricoverati nelle terapie intensive dopo aver contratto il virus nella comunità.

Sala: «Riaprono piscine e palestre, ecco le regole»

Ansa/Matteo Corner | Il sindaco di Milano Beppe Sala parla alla stampa – Il presidente del consiglio Giuseppe Conte arriva in prefettura a Milano accolto dal prefetto Renato Saccone durante l’emergenza epidemia lockdown coronavirus Covid-19, Milano, 27 Aprile 2020

Un video del sindaco di Milano Giuseppe Sala sui social per invitare i cittadini «ad andare sul sito di Milanosport», la società del Comune che gestisce palestre e piscine in riapertura per lunedì, «per vedere le regole con cui si potrà accedere ma soprattutto potrete comprare in anticipo i biglietti». Sala ha girato il video quotidiano dal centro sportivo Saini che «è il centro sportivo più grande di Milano», dove il nuoto è lo sport fondamentale. «Qui si allena la nazionale paralimpica e tante sono le medaglie che ha vinto».

Iss: Covid-19, sintomi simili a allergie. No a ‘dottor Web’

Istituto Superiore di Sanità

È allergia, non è (o non è necessariamente) Covid-19. L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato in queste ore un vademecum per orientarsi, in tempi di primavera avanzata, quando molte persone soffrono di allergie. «Con il periodo primaverile possono insorgere o acuirsi alcuni sintomi tipici delle allergie respiratorie quali la rinite, la congiuntivite e l’oculorinite che possono essere confusi con i sintomi del Covid-19», si legge nel focus “Allergia o Covid?” pubblicato sul portale dell’Iss. Cosa fare allora per distinguere i sintomi dell’allergia stagionale dai sintomi del Coronavirus?

Tra i consigli: «se i sintomi insorgono in persone che non hanno mai sofferto di allergia respiratoria, se si è un paziente allergico e la terapia abituale non attenua il problema, oppure se, ai sintomi soliti, si aggiunge la febbre. In chi soffre di allergie ai pollini, l’uso delle mascherine in questo periodo va ancor più incentivato perché oltre a proteggere dal coronavirus, può proteggere da allergeni che viaggiano nell’aria».

Toti: «Riaprire il 3 giugno? Decisione saggia»

ANSA/Luca Zennaro | Il presidente della regione Liguria Giovanni Toti con la mascherina protettiva griffata della regione Liguria. Genova, 11 Maggio 2020.

Riaprire i confini delle Regioni dal 3 giugno? La decisione «è stata presa, era una prerogativa del Governo e credo che sia stata una decisione saggia», commenta il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani a Radio Rtl. «Per quanto riguarda le polemiche sulle riaperture stiamo ragionando in un campo dove nessuna polemica è indolore o scevra di problemi, però la scelta non è dettata dal capriccio di qualcuno, è dettata dall’esigenza di far ripartire il Paese, io credo che ci siano le condizioni e che si tratti di rischicalcolati». 

L’Inps proroga le scadenze

8 giugno per la presentazione del RED

Crisi e pandemia: la scadenza per presentare le dichiarazioni reddituali relative alle campagne RED ordinaria 2019 (anno reddito 2018) e Solleciti 2018 (anno reddito 2017), è prorogata nuovamente, e fino all’8 giugno. È quanto comunica l’Inps. Con la campagna RED l’Istituto richiede ai soggetti beneficiari di prestazioni previdenziali o assistenziali collegate al reddito l’annuale dichiarazione (modello RED) dei redditi, che incidono sulle prestazioni in godimento.

«A causa dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19 sul territorio nazionale, la scadenza per presentare le dichiarazioni relative alle campagne RED ordinaria 2019 (anno reddito 2018) e Solleciti 2018 (anno reddito 2017), INV CIV ordinaria 2019 e Solleciti 2018, già differita al 18 maggio, è ulteriormente prorogata all’8 giugno 2020».

3 giugno per i lavoratori autonomi che hanno diritto all’indennità

In una circolare sul decreto Rilancio l’Inps specifica che i lavoratori autonomi che avevano diritto all’indennità Covid per il mese di marzo e non hanno ancora fatto domanda potranno farlo solo fino al 3 giugno. Chi ha ricevuto già l’indennità a marzo ha diritto all’erogazione di aprile con le stesse condizioni un’erogazione e senza che sia necessaria una nuova domanda.

Secondo il decreto rilancio, i lavoratori che non hanno presentato domanda per l’accesso alle indennità Covid-19 «possono ancora presentare la relativa domanda per la fruizione dell’indennità anche per il mese di marzo nel termine – legislativamente previsto a pena di decadenza – di quindici giorni dalla data di entrata in vigore del suddetto D.L. n. 34 del 2020, cioè il 3 giugno 2020».

Papa: preghiera in comunione con i Santuari dei cinque continenti

VATICAN NEWS | Il Papa nella Grotta di Lourdes nei Giardini vaticani

Una preghiera a Maria in comunione con i principali Santuari dei cinque continenti. È prevista per questo pomeriggio, intorno alle 17.30, e verrà trasmessa in mondovisione dalla Grotta di Lourdes nei Giardini vaticani. Un momento straordinario, si legge su Vatican News, «per invocare aiuto a fronte della pandemia che nel mondo finora conta quasi 6 milioni di contagiati e oltre 360mila vittime». Il Papa «è stato molto contento di questa iniziativa», dice su Vatican News monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione che ha organizzato questa preghiera.

Tra i santuari connessi, 40 sparsi nelle diverse Nazioni: «ci sarà Aparecida in Brasile e Lujan in Argentina, ci saranno santuari diversi dalla Corea a Fatima, da Lourdes a Częstochowa, a Nostra Signora di Banneux, ci sono i santuari italiani di Loreto, di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, di Pompei insieme a tanti altri. Insomma sarà una sfida al coronavirus: ‘il’ Corona ci ha obbligati a riprendere tra le mani ‘la’ corona”.

Governo, gradimento in calo

La Fase 2 dell’emergenza segna per l’esecutivo una diminuzione degli indici di gradimento per maggio. A partire da quelli del premier Giuseppe Conte, insieme al resto del governo. È quanto emerge da un sondaggio di Ipsos per il Corriere della Sera. L’analisi vuole fotografare l’orientamento di voto e il giudizio degli elettori su quanto fatto fino a ora dalla maggioranza di governo. Il gradimento del presidente del Consiglio, per esempio, è in calo di 6 punti.

Conte: «Il blocco non ha più senso»

 ANSA/Filippo Attili/Ufficio Stampa Palazzo Chigi | Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi per la videoconferenza tra Governo e presidenti di Regione sulle  nuove aperture della Fase 2, Roma, 11 maggio 2020.

La pandemia di Covid-19 è in regressione nel nostro Paese. L’Italia può riaprire, e gli spostamenti da una regione all’altra possono ricominciare. Anche da e per quelle zone con numeri che ancora un po’ spaventano: in testa la regione più colpita – e tra le aree più martoriate del mondo – ovvero la Lombardia.

Il monitoraggio verrà costantemente tenuto sotto controllo, e fino all’ultimo. Ma il premier Giuseppe Conte viene raccontato ora come ottimista. Il blocco non ha più senso, dice quando il ministro della Salute Roberto Speranza commenta con lui i dati: «Sono buoni, vanno dal 18 al 26 maggio e il trend dei contagi da Covid-19 continua a scendere». Perché 20mila contagiati «non possono tenere prigionieri dieci milioni di lombardi», ricostruisce un retroscena di Repubblica.

Ricciardi contro: «In Lombardia sarebbe stato meglio aspettare»

ANSA/ Fabio Frustaci | A destra Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, e Walter Ricciardi durante una conferenza stampa alla sede della Protezione Civile a Roma, 25 febbraio 2020.

Sulle riaperture del 3 giugno si leva oggi la voce contraria di Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene alla Cattolica di Milano. In particolare, spiega Ricciardi in un’intervista a La Stampa, aspetterebbe ancora soprattutto a riaprire i confini lombardi, dice. «Dove la circolazione del virus è ancora intensa bisogna essere prudenti», dice Ricciardi. «Ma le mie sono considerazioni scientifiche», chiosa. «Poi spetta alla politica decidere in base ad altre considerazioni sociali ed economiche».

Riaprono gli Uffizi

Dopo il lockdown, finalmente, il 3 giugno è anche la data in cui le Gallerie degli Uffizi riapriranno mostrando di nuovo tutte le loro meraviglie. Tra i musei più famosi e importanti al mondo, anche gli Uffizi si trovano ora a dover gestire la crisi economica. I dati fotografano bene la situazione: più di 12 milioni di euro persi, «e la riapertura con una compresenza di visitatori dimezzata, servirà solo a limitare le perdite», dice il direttore Eike Schmidt. Termoscanner, sanificazione costante e flusso dei visitatori contingentati: le telecamere di Open vi raccontano come gli Uffizi riapriranno dal 3 giugno, in un nuovo mondo segnato dalla convivenza con il virus.

Più frodi via telefono sulle carte di credito

Aumentano in questo periodo le denunce per addebiti non autorizzati sulle proprie carte di credito, come conseguenza di raggiri via telefono. È il quadro che traccia la Polizia Postale e delle Comunicazioni, che invita a prestare attenzione alle telefonate di finti operatori di società emittenti di carte di credito.

Marc Kleen /Unsplash.

Il modus operandi sembra sempre lo stesso: alla persona malcapitata raccontano di presunte «anomalie» nella gestione della carta di credito o del conto corrente. È quindi necessario, dicono, attivare presunte «procedure di sicurezza». Da qui la richiesta di leggere a voce alta il «codice di conferma» che, proprio in quel momento, appare via messaggio sul display del telefono della vittima.

Codice che però è quello che autorizza la transazione che in quel momento i truffatori – precedentemente in possesso dei dati della carta di credito – stanno tentando di effettuare via web ai danni della persone che ha ricevuto la chiamata fraudolenta.

La polizia ricorda di non rivelare mai a nessuno, via telefono come via social o via email, «i nostri dati più sensibili, le nostre password dispositive, i PIN o i nostri codici di accesso comunque denominati». Meglio chiamare la banca direttamente in caso di chiamate del genere.

In Valle d’Aosta ripartono gli esami per la patente

Ripartono gli esami teorici per il conseguimento della patente di guida in Valle d’Aosta. La novità è stata comunicata dalla regione su Twitter. L’appuntamento è per il prossimo 4 giugno, «una seduta di esame teorico pilota riservata ai candidati di due autoscuole (Alta Valle e Bassa Valle) per il conseguimento delle patenti di guida di categoria AM, A e B, al fine del monitoraggio delle nuove procedure». Ripartiranno invece dalla seconda settimana di giugno gli esami teorici per il conseguimento di tutte le patenti di guida.

Speranza: «Dal 3 giugno possibili gli spostamenti tra Regioni»

Il ministro della Salute Roberto Speranza

«Il decreto legge vigente prevede dal 3 giugno la ripresa degli spostamenti infraregionali. Al momento non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura degli spostamenti. Monitoreremo ancora nelle prossime ore l’andamento della curva», ha detto all’Ansa il ministro della Salute Speranza parlando delle prossime tappe della gestione dell’emergenza.

Lavoratori dello spettacolo in piazza

Scendono nelle piazze di tutta Italia, da Milano a Roma, da Torino a Palermo, i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo, con il Coordinamento nazionale di realtà, collettivi e movimenti autonomi indipendenti per rendere visibile il loro stato di agitazione permanente.

Il 19 maggio hanno inviato un documento di emergenza alle istituzioni, chiedendo di essere ricevuti con urgenza per discutere sul reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori e ne tuteli e garantisca l’esistenza e un tavolo di confronto tecnico-istituzionale immediato sulla riapertura, fra lavoratrici, lavoratori, sindacati, governo e istituzioni, che abbia come priorità: salute per lavoratori, lavoratrici e pubblico; protocolli di sicurezza; finanziamenti pubblici; strumenti di riforma, sia per la ripartenza in presenza, che per una virtualità sostenibile e democratica. Ora la richiesta alle istituzioni è «Convocateci dal vivo». A sottoscriverla sono 14 collettivi autonomi.

Piemonte, pubblicato bando per la liquidità per le Pmi e i lavoratori autonomi

La Regione Piemonte in queste ore ha pubblicato il bando “Contributi a fondo perduto finalizzati a sostenere le MPMI piemontesi ed i lavoratori autonomi nell’attivazione di operazioni finanziarie connesse ad esigenze di liquidità”. Un0iniziativa che mira a «supportare le micro, piccole, medie imprese e i lavoratori autonomi piemontesi (comprese anche le forme di autoimpiego di artigiani e commercianti senza dipendenti) nel sostenere i costi relativi ad ottenere finanziamenti bancari (o di altri intermediari finanziari) concessi a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19».

Si tratta di contributi a fondo perduto che hanno il fine di abbattere i costi del finanziamento. «L’importo relativo è commisurato a quello del prestito che l’impresa o lavoratore autonomo ha ottenuto tramite il canale creditizio», si legge sull’annuncio pubblicato dalla Regione.

Maturità 2020, la testimonianza di Aldo

Aldo Domenico Ficara, professore di Elettrotecnica a Messina. Ha fondato il gruppo Facebook “Maturità 2020 online”: un luogo “virtuale” in cui 7mila persone chiedono che per quest’anno, a causa della pandemia di Coronavirus, gli esami di Stato si facciano da casa. «Cara ministra Lucia Azzolina, per portare avanti questa tesi, ovvero quella della maturità in classe, bisogna avere coraggio perché far spostare migliaia di docenti e attuare questo protocollo di sicurezza aumenta i rischi per tutti», dice il professore.

Per la prima volta dopo anni, ha deciso che non farà il presidente di commissione (in un contesto di mancanza di queste figure fondamentali per gli esami di Stato). Perché «non voglio essere strumento di contagio». Abbiamo raccolto la sua testimonianza.

Franco Silvi/ANSA | Un momento dell’esame di maturità in una scuola di Pontedera (Pisa), 2019

La fondazione Gimbe si difende

La fondazione Gimbe è stata querelata da Regione Lombardia, e secondo quanto affermato in queste ore anche la Regione Liguria starebbe pensando di seguire la stessa strada. «Un atto inevitabile, il nostro, dopo quanto affermato dal presidente della fondazione che, parlando dei dati sanitari della Lombardia, ha dichiarato, fra l’altro, che ‘si combinano anche dei magheggi sui numeri’», aveva spiegato in una nota la Regione Lombardia.

ANSA/Mourad Balti Touati | Il palazzo sede della Regione Lombardia a Milano, 15 aprile 2020.

Il presidente, Nino Cartabellotta, si difende: «Abbiamo fatto monitoraggio indipendente e costante attività di informazione», dice su Twitter. La Fondazione Gimbe «è un ente indipendente che da dieci anni monitora tutte le attività del Sistema sanitario nazionale, valuta le differenze regionali di qualità di servizi, ticket, mobilità sanitaria, oltre che finanziamento pubblico, livelli essenziali di assistenza, sprechi e altro. In totale indipendenza, la Lombardia si è trovata sul podio quando lo meritava», dice Cartabellotta in un’intervista a Repubblica. «Ma se ora rileviamo che ci sono delle criticità, la nostra obiettività di ente terzo non ci permette di occultarle».

In Italia 87 vittime e 586 nuovi casi nelle ultime 24 ore

Il bollettino della Protezione civile del 29 maggio

87 vittime: è questo il dato emerso dall’ultimo bollettino della Protezione Civile riguardante la situazione Covid-19 in Italia al 29 maggio. Una cifra più alta di quella di ieri quando si erano registrati 70 decessi. Il totale delle persone decedute sale così a 33.229. Il bilancio degli attualmente positivi è, ad oggi, di 46.175 persone, in calo rispetto ai 47.986 positivi di ieri. I guariti oggi sono 152.844, in aumento di 2.240 rispetto ai pazienti guariti nella giornata di ieri (150.604).

In Italia, ad oggi, si sono registrati 232.248 casi complessivi. L’incremento giornaliero è di 586 casi in un giorno, in linea con il giorno precedente (593). I tamponi effettuati sin dall’inizio dell’emergenza sono stati 3.755.279. Il numero complessivo dei pazienti attualmente ricoverati è di 7.094 ricoverati con sintomatologia e 475 pazienti nelle terapie intensive del Paese (ieri erano 489). Infine, sono 38.606 le persone che si trovano in isolamento domiciliare.

La diffusione del Covid-19 nelle regioni italiane

I pazienti attualmente positivi nelle regioni italiane

In base ai dati ufficiali della Protezione civile, il numero di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così distribuito di regione in regione:

* La Regione Marche comunica un ricalcolo dei decessi. Sono, dunque, sottratti dalla tabella 11 decessi precedentemente segnalati che non risultano classificabili come Covid-19

In Lombardia 354 nuovi casinelle ultime 24 ore. 38 decessi, ieri 20

Coronavirus Bollettino Regione Lombardia 19 aprile 2020
ANSA/Mourad Balti Touati | Un messaggio della Regione Lombardia affisso in centro a Milano per la tutela della salute dei cittadini durante l’emergenza Covid-19

Il bollettino del 29 maggio 2020

La Regione Lombardia ha diffuso oggi, 29 maggio, i dati sulla situazione Covid-19 nel territorio regionale. In confronto ai dati di ieri, 28 maggio, si contano 354 nuovi casi per un bilancio totale di 88.537 dall’inizio della pandemia di Coronavirus. Sono 38 i decessi registrati, ieri erano stati 20, per un totale di 16.012. Nelle ultime 24 ore nella regione sono stati effettuati 14.078 nuovi tamponi raggiungendo la quota complessiva di 727.146 test e 430.863 casi testati. Il numero dei pazienti in terapia intensiva è di 173, numero invariato rispetto a ieri. Tornano ad aumentare i ricoverati negli ospedali della regione con sintomatologia Covid-19: oggi sono 3.552, più 82 rispetto a ieri.

La diffusione del Covid-19 nelle province lombarde

In base ai dati forniti dalla Regione Lombardia, il numero totale di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così ripartito provincia per provincia:

  • Bergamo: 13.302 (+58)
  • Brescia: 14.683 (+71)
  • Como: 3.837 (+14)
  • Cremona: 6.442 (+13)
  • Lecco: 2.730 (+1)
  • Lodi: 3.458 (+11)
  • Monza e Brianza: 5.510 (+30)
  • Milano: 22.982 (+74) di cui 9.750 (+32) a Milano città
  • Mantova: 3.339 (+9)
  • Pavia: 5.293 (+32)
  • Sondrio: 1.459 (+5)
  • Varese: 3.590 (+41)

Le linee guida per la riapertura delle attività in Lombardia

ANSA/TINO ROMANO

A pochi giorni dalla sempre più probabile riapertura del traffico intraregionale, la Regione Lombardia si prepara anche, a partire dal primo giugno, dalla ripartenza di diverse attività: ristorazione, estetisti, stabilimenti balneari, piscine palestre e altri. Sul suo portale la Regione ha messo a disposizione le linee guida necessarie per rispettare le misure per una corretta apertura.

In Lombardia è ancora obbligatorio l’uso di mascherine all’aperto fino al 14 giugno

milano

In Lombardia resta l’obbligo su tutto il territorio regionale di portare la mascherina o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie anche all’aperto. È quanto previsto dalla nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione Attilio Fontana, valida dal primo al 14 giugno. Resta obbligatoria anche la misurazione della temperatura per il datore di lavoro e per i dipendenti e la stessa misura continua a valere anche per i clienti dei ristoranti. Permane, infine, il blocco delle slot machines nei locali pubblici.

Lega Serie A: sì a ripartenza il 20, finale Coppa Italia il 17

É stato un voto unanime quello arrivato dai club della Serie A per la ripresa del campionato disputando i quattro recuperi della 25/a giornata (Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari, Inter-Sampdoria e Torino Parma) nel week end del 20-21 giugno e la programmazione della 27/a a partire da lunedì 22 giugno. «Inoltre – si legge in una nota della Lega – accogliendo l’auspicio del ministro Spadafora, l’attività sportiva della stagione 2019/2020 riprenderà da subito con la Coppa Italia, la cui finale e’ programmata per il giorno 17 giugno».

Spadafora: «Stiamo valutando su partite in chiaro»

ANSA/ANGELO CARCONI/Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora

«Per tutta una serie di motivi credo che debba esserci un segnale. Non escludo un intervento normativo. Cerco prima il dialogo, ma poi mi assumo le mie responsabilità», ha detto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora a Tg2 Post sulla possibilità di trasmettere una parte della partite in chiaro. «Ho già avviato i contatti con i broadcaster, proseguirò nei prossimi giorni. Proverò una mediazione – conclude il ministro – ma in caso negativo sono pronto ad intervenire».

In Puglia 1.283 persone sono attualmente positive

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI/Il presidente della Puglia Michele Emiliano

In Puglia sono stati effettuati 2.642 test e trovati due positivi al Coronavirus nell’ultima giornata, secondo l’ultimo bollettino diffuso dalla Regione. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 114.588 tamponi. Il numero di pazienti guariti è di 2.699, il bilancio degli attualmente positivi è di 1.283. Mentre il numero dei decessi è salito a 4.482.

In Campania 1 decesso e 35 guariti

ANSA / CIRO FUSCO/Il presidente della Campania Vincenzo De Luca

Nelle ultime 24 ore la regione Campania ha registrato un morto e 35 guariti, secondo l’ultimo bollettino diffuso dalla Regione sull’epidemia da Coronavirus. Il numero dei casi positivi è di 4.787 su un totale di 193.669 tamponi. Il bilancio dei decessi è di 411, mentre quello dei guariti passa da 3.355 a 3.390. Il riparto per provincia vede nel Napoletano 2.611 casi, di cui 998 in città e 1.613 in provincia; nel Salernitano, 685; nell’Avellinese, 543; nel Casertano, 459; nel Beneventano, 206.

De Magistris sfida De Luca: allentamento restrizioni per aperture locali

ANSA / CIRO FUSCO/Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris

La Fase 2 nella movida in Campania segna l’ennesima frizione tra il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Il primo aveva firmato questa mattina l’ordinanza che vietava la vendita di alcolici d’asporto dopo le 22 e fissava la chiusura dei locali all’una di notte. Il secondo ha da poco firmato un’ordinanza che riporta l’orario di apertura di baretti e localini all’epoca pre-Coronavirus, cioè alle 2,30 nei feriali e alle 3,30 dal giovedì sera al sabato.

Misure antimovida a Pescara: il sindaco vieta la vendita di alcolici d’asporto

ANSA/LORENZO DOLCE

Il sindaco di Pescara, Carlo Masci, ha deciso di vietare la vendita per l’asporto di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione dalle 20 alle 7 del mattino. L’ordinanza è valida da domani, 30 maggio, al 14 giugno. L’obiettivo è quello di «prevenire qualsiasi rischio di ripresa del contagio e di evitare, a questo scopo, quegli assembramenti più volte segnalati in questi giorni dagli operatori di polizia, oltre che dai cittadini».

Numeri in chiaro, Sebastiani: «In Lombardia, Piemonte e Liguria l’andamento dei dati mi preoccupa»

«Stando ai dati, per alcune Regioni i livelli di incidenza sembrano in realtà essere ancora alti», spiega a Open il matematico Giovanni Sebastiani. Commentando gli ultimi dati forniti dalla Protezione civile, «quello che più mi allarma è che – dice Sebastiani – dopo circa una decina di giorni dalle riaperture del 4 e del 18 maggio noto dei cambiamenti nell’andamento dell’incidenza: la velocità con cui sta calando sembra essere diminuita. Penso ai casi della Lombardia, del Piemonte, della Liguria e della provincia di Trento (dove la curva, almeno in una prima fase, è addirittura risalita). Sono dati che lasciano un po’ in allarme». Nelle tre Regioni sorvegliate speciali «ho visto un cambiamento nell’andamento – e non in positivo».

In Sicilia 3.440 casi totali

NSA / ETTORE FERRARI/Il presidente della Sicilia Nello Musumeci

In Sicilia sono 1.137, in calo di 8 unità rispetto a ieri. I casi totali dall’inizio dell’epidemia Coronavirus sono 3.440, più due nelle ultime 24 ore. Il numero dei tamponi eseguiti è di 145.979, quasi 3.500 in più nell’ultima giornata. I ricoveri totali sono 74, sempre in calo. Il numero dei pazienti in terapia intensiva è di 7. I decessi sono 272, bilancio fermo da giorni. Mentre i guariti sono 2.031.

Nelle Marche 9 persone in terapia intensiva

ANSA/Daniele Carotti | Il presidente delle Marche Luca Ceriscioli

Nelle Marche sono arrivati a 64.361 i casi totali, secondo l’ultimo bollettino diffuso dalla Regione. Le persone attualmente positive sono 6.723, più 4 rispetto a ieri. Il numero dei test effettuati ha raggiunto quota 101.389. I casi positivi in più sono 4. I ricoverati in terapia non intensiva sono 31, mentre 9 quelli in terapia intensiva. Il numero dei dimessi è di 4.385, mentre le persone in isolamento sono 1.263. I deceduti sono 986.

Fase 2, Colao: «Tecnologia sarà una grande opportunità»

EPA/WILL OLIVER | Vittorio Colao

«Le due cose assieme, la tecnologia ed un diverso approccio alla normazione possono essere una grande opportunità». A dirlo è Vittorio Colao, responsabile della task force governativa per la Fase 2 nel corso di un dialogo con l’economista Tito Boeri al Festival dell’economia di Trento. «È evidente che c’è un grosso tema di opportunità derivante dalla tecnologia – ha detto Colao -. Le amministrazioni pubbliche costruite tanti anni fa sono spesso evolute in piccoli step e non c’è stato un momento di ridisegno di come possono dare servizi e di come possono farlo garantendo la sicurezza e l’equità che devono garantire».

Pm Bergamo: «Spettava a Roma istituire una zona rossa»

ANSA/ FILIPPO VENEZIA/Alzano Lombardo

L’istituzione della zona rossa nella Bergamasca avrebbe dovuto essere «una decisione governativa». A dirlo è il procuratore facente funzione di Bergamo Maria Cristina Rota ai microfoni della Rai. Rispondendo alla domanda su a chi spettasse il compito di chiudere e isolare i comuni di Nembro e Alzano Lombardo colpiti dall’epidemia di Coronavirus, uno dei temi che le indagini bergamasche stanno approfondendo, il magistrato ha risposto: «Da quel che ci risulta è una decisione governativa».

Gualtieri: «Il Recovery Fund è un’occasione storica. Vanno spese bene le risorse»

Il Recovery Fund, il piano di aiuti approvato dall’Ue per far fronte alla crisi Coronavirus, è «un’occasione storica, una grande opportunità per rendere l’Italia un Paese più moderno e giusto». A dirlo è il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a SkyTg24. Le risorse« non vanno sprecate e per questo vogliamo lavorare ad un grande impegno per realizzare un piano per la ripresa molto ambizioso che concentri le risorse su alcuni assi fondamentali: dobbiamo avere una piena digitalizzazione del paese, banda larga dappertutto, aumentare il nostro livello di investimenti pubblici, finanziare la scuola, l’università, la ricerca, incoraggiare e sostenere gli investimenti delle imprese, soprattutto innovazione, sostenibilità ambientale, economia circolare».

Viminale, continuano i controlli: 113mila quelli effettuati ieri

ANSA/Marco Ottico

Sono state 113.403 le persone controllate ieri dalla polizia per verificare il rispetto delle misure restrittive per prevenire il diffondersi del contagio. Il numero, fa sapere il Viminale con una nota, è il più basso dall’11 marzo. Tra le persone controllate ieri, una è stata denunciata per falsa dichiarazione, un’altra per aver violato il divieto di allontanamento dalla propria abitazione perché positiva al virus. Sono invece quasi 33mila le attività e gli esercizi commerciali controllati ieri. 33 quelli sanzionati.

In Piemonte quasi 16mila persone negativizzate

ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO | Il presidente del Piemonte Alberto Cirio

Nel suo ultimo bollettino, la regione Piemonte ha comunicato che sono 17.594 i pazienti guariti ad oggi dal Coronavirus e altri 3.398 in via di guarigione. Mentre i decessi sono saliti a 3.851, 13 nelle utlime 24 ore. Il numero dei casi totali registrati dall’inizio dell’emergenza è di 30.501.

Iss: «Al momento in Italia nessuna situazione critica»

ANSA/ANGELO CARCONI | Il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute Giovanni Rezza

Al momento in Italia nessuna situazione critica relativa all’epidemia di Covid-19. È questo il risultato del monitoraggio degli indicatori per la Fase 2 tra il 18 e il 24 maggio fatta dal’Iss. L’incidenza settimanale rimane molto eterogenea nel territorio nazionale. In alcune Regioni il numero di casi è ancora elevato denotando una situazione complessa ma in fase di controllo. In altre il numero di casi è molto limitato. «Si raccomanda cautela specialmente nel momento in cui dovesse aumentare il movimento di persone sul territorio nazionale».

In Emilia-Romagna 316.909 tamponi e 20.073 guarigioni

ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI | Il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini

Dall’inizio dell’epidemia sono 27.739 i contagi totali registrati in Emilia-Romagna, 38 in più rispetto a ieri. Sono questi gli ultimi dati diffusi dalla Regione sull’andamento della crisi sanitaria. I tamponi effettuati nell’ultima giornata sono 6.213, che raggiungono quota 316.909. Le guarigioni dell’ultima giornata sono 216, per un totale di 20.073. Il numero dei pazienti attualmente positivi cala a 3.564, con un decremento di 186 unità. I pazienti in terapia intensiva sono 76 (-1), quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 429 (-20). Si registrano otto nuovi decessi.

In Toscana 1.255 attualmente positivi

Ansa | Il presidente della Toscana Enrico Rossi

Secondo i dati riportati nel bollettino quotidiano sono 10.088 i casi positivi di Coronavirus in Toscana, 2 in più rispetto a ieri. Le persone attualmente positive sono invece 1.255. Si registrano 2 nuovi decessi. I pazienti in isolamento domiciliare hanno raggiunto quota 1.113. Mentre coloro che richiedono una sorveglianza attiva perché entrati in contatto con persone contagiate sono 6.512.

Veneto: dal primo giugno stop all’obbligo di mascherine per strada

ANSA/RICCARDO GREGOLIN | Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia

Dal primo giugno non sarà più obbligatorio indossare la mascherine per strada. E’ quanto predisposto dall’ultima ordinanza firmata dal presidente della Regione Luca Zaia. Tuttavia, continuerà a essere indispensabile «nei luoghi chiusi accessibili al pubblico (bar, negozi etc), e all’esterno solo nelle occasioni in cui non sia possibile garantire continuamente la distanza di sicurezza tra i non conviventi».

Il provvedimento sarà in vigore fino al 15 firmato e verrà firmato nel pomeriggio. Nel provvedimento è specificato come per i centri estivi i comuni saranno sollevati dalla responsabilità.

«A questi ultimi il gestore invierà una scheda in cui si impegna a seguire le linee guida, mentre un altro modulo sarà compilato tra il gestore e il genitore. Per ora l’ordinanza non riguarderà i bimbi dagli 0 ai 3 anni. Siamo in attesa delle decisioni del Governo, ma noi siamo pronti».

Relativamente alle case di riposo, spiega Zaia, le linee guida indicano le modalità “di accesso dei visitatori e la presa in carico degli ospiti. Fermo restando le decisioni in autonomia della direzione delle strutture”.

La lettera di Zaia a Conte e De Michele sul trasporto pubblico locale

Il presidente della regione Veneto, ha scritto una lettera al premier Giuseppe Conte e alla ministra dei trasporti Paola De Micheli per chiedere più risorse da destinare al Trasporto Pubblico Locale (Tpl). In Veneto il Tpl si sostiene per circa il 50% dalla vendita di biglietti e abbonamenti:

«Un dato percentuale particolarmente significativo che rappresenta certamente un’eccellenza a livello nazionale. In alcune altre realtà italiane, infatti, le entrate da traffico si attestano su percentuali in molti casi notevolmente inferiori. Ma nel sistema veneto l’improvvisa e drastica riduzione delle entrate dalla vendita di titoli di viaggio a causa dell’emergenza in corso genera uno squilibrio nei bilanci delle società che assume una dimensione impossibile da colmare con risorse aziendali, ovvero degli Enti Locali, o da parte della Regione».

Il presidente dell’Associazione nazionale presidi: «Il documento del Cts non offre soluzioni»

scuola Coronavirus

In un’intervista all’Ansa, il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli ha spiegato che il documento scritto per la scuola dal Comitato tecnico scientifico manca di disposizioni pratiche: «Non offre soluzioni, compie riflessioni anche utili ma ne rimanda l’attuazione ai dirigenti scolastici: dobbiamo valutare bene lo studio del Cts ma non vorrei che fare il preside diventasse una sorta di mission impossible. Si chiede di fa quadrare un cerchio che nessuno riesce a far quadrare ma non danno soluzioni»

Lazio, 16 casi nelle ultime 24 ore. A Roma solo 3 positivi

In tutta la regione Lazio nelle ultime 24 ore si sono registrati solo 16 casi positivi al Coronavirus. C’è anche il record di guariti e di dimessi che arrivano a 245 e 218. A Roma c’è il dato più basso dall’inizio dell’emergenza, con 3 nuovi casi positivi. I decessi in tutto sono in tutto 13, 8 nelle ultime 24 ore e 5 che sono recuperi delle notifiche dei giorni scorsi.

Abruzzo, azzerati per la prima volta i contagi

Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza in Abruzzo i contagi sono arrivati a 0. Nessun nuovo caso è emerso dai 1.603 test eseguiti nelle ultime ore. Il totale dei casi positivi dall’inizio dell’epidemia resta così fermo a 3.237: 246 alla Asl dell’Aquila, 820 a Chieti, 1.517 alla Asl di Pescara e 654 a Teramo. Il totale delle vittime invece sale a 404 per via di due decessi nelle ultime 24 ore.

Il governatore Vincenzo De Luca: «Il governo ha detto che userà 60mila volontari. Decisione mistica»

ANSA / CIRO FUSCO | Il governatore della Campania Vincenzo De Luca

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha commentato su Facebook la scelta del governo di introdurre gli assistenti civici: «Il governo ha deciso che useranno 60.000 assistenti volontari, una decisione mistica». E poi ha aggiunto un commento nel tono che ormai lo ha reso una star dei social: «I volontari non possono fare la multa a chi non ha la mascherina, a chi non mantiene i tavoli distanziati, non possono intervenire sulla movida. Ci è stato detto che fanno moral suasion, quindi esercizi spirituali. Vedremo 60.000 persone con il saio con sopra scritto “pentiti!”, nei vicoli. Il governo ha ridato vita al movimento degli spirituali di Jacopone da Todi e Ubertino da Casale».

La Grecia riapre a 29 Paesi. Nella lista non c’è l’Italia

EPA/DIMITRIS TOSIDIS | Spiagge aperte a Epanomi, in Grecia

Il governo della Grecia ha annunciato la lista del 29 Paesi da cui potranno arrivare i turisti a partire dal 15 giugno. Una lista in cui sono inclusi diversi Paesi europei, tranne quelli più colpiti dall’epidemia di Coronavirus. Mancano infatti Italia, Regno Unito e Spagna. Ecco la lista completa: Albania, Australia, Austria, Nord Macedonia, Bulgaria, Germania, Danimarca, Svizzera, Estonia, Giappone, Israele, Cina, Croazia, Cipro, Lettonia, Libano, Lituania, Malta, Montenegro, Nuova Zelanda, Norvegia, Corea del Sud, Ungheria, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Finlandia. Il prossimo aggiornamento sarà fatto a inizio luglio.

Lista compilata con i dati epidemiologici

Secondo fonti del governo, la lista sarebbe stata compilata basandosi solo sui dati epidemiologici di ogni Paese, gli annunci della European Union Aviation Safety Agency (Easa) e le raccomandazioni del Comitato nazionale sulle malattie infettive. Anche i visitatori che verranno da questi 29 Paesi dovranno comunque sottoporsi a test a campione al loro arrivo.

L’Associazione nazionale costruttori edili (Ance): nel 2020 registrato il -20% negli investimenti

Il vicepresidente dell’Ance Rudy Girardi durante un’audizione alla Commissione Bilancio della Camera ha spiegato cosa sta succedendo a questo settore con la crisi innescata dal Coronavirus: «Il 2020 era l’anno in cui prevedevamo un recupero delle attività del 3%, dopo una crisi decennale, e invece ora prevediamo che si possa arrivare a -20%». E le previsioni per il 2021 sono anche peggio: «E se non mettiamo in piedi meccanismi importanti, per l’effetto ricaduta nel 2021 andremo ancora peggio».

Piemonte, l’Ordine degli Infermieri: «Troppi morti Rsa, si potevano evitare»

L’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) del Piemonte ha diffuso oggi una lettera in cui accusa il lavoro che è stato fatto nelle Rsa: «Troppi morti nelle case di riposo. Si sarebbero potuti evitare se nelle Rsa l’assistenza infermieristica fosse in mano agli infermieri. Il massiccio contagio di ospiti fragili e non autosufficienti pone seri dubbi in merito all’assistenza erogata in molte Rsa, che va oltre il solo corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale».

Inail, l’effetto del Coronavirus sul settore della sanità: tra marzo e aprile +388% infortuni

Dalle denunce arrivate a Inail risulta che tra marzo e aprile solo nel settore “Sanità e assitenza sociale” l’incremento delle denunce di infortunio sul lavoro è stat del 388% rispetto allo stesso periodo del 2019. Da circa 4mila casi dello scorso anno si è passati infatti ai 19mila del 2020. Tre denunce su quattro riguardano un contagio da Coronavirus.

I dati degli altri settori invece sono invece in calo, visto lo stop alle attività produttive per il lockdown. Tra gennaio e aprile Inaial ha registrato 172.319 denunce, il 18,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019.In diminuzione le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 14.768, -30,4%.

«I dati fanno prevedere una seconda ondata del Coronavirus». Brusaferro avverte: alto rischio dopo l’estate

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità

«Per gli scenari che possiamo immaginare, in autunno, una patologia come il Coronavirus (SARS-CoV-2), che è trasmessa per via droplet (mediante goccioline, ndr) e dal contatto, si presenta come una patologia che si può maggiormente diffondere e si può confondere con altre sintomatologie di tipo respiratorio». A dirlo è il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, in audizione in Commissione Bilancio alla Camera. 

«Tanto più ci si avvicina alla stagione dove questo tipo di infezioni si verificano – ha specificato il professor Brusaferro – tanto più si può andare incontro a una maggiore probabilità di diffusione e l’ipotesi di una seconda ondata è collegata a questo, che, dal punto di vista tecnico scientifico è un dato obiettivo che conosciamo». «In autunno, in particolare da ottobre in poi, è la stagione in cui tradizionalmente si diffondono le infezioni respiratorie» a causa del fatto che le persone trascorrendo «meno ore di sole e attività all’aperto e restando in ambienti confinati comportano che la circolazione del virus aumenti».

Roma, allo Spallanzani 88 ricoverati

ANSA | Il direttore scientifico dello Spallanzani prof. Giuseppe Ippolito ospite della tramissione ‘’½ h in più‘’ condotta da Lucia Annunziata

Sono 88 (+5 rispetto a ieri) i pazienti ricoverati all’Istituto Malattie Infettive di Roma Spallanzani, secondo quanto riporta il consueto bollettino dell’ospedale: 31 di loro sono positivi a Covid-19 e 57 (+5 rispetto a 24 ore fa) sottoposti a indagini. Stabile il numero di pazienti che necessitano di supporto respiratorio, ossia ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale: 8. In totale, sin dall’inizio dell’emergenza, sono 459 persone che sono state dimesse e trasferite a domicilio o in altre strutture territoriali.

Visco (Bankitalia): «Crisi senza precedenti. Pil a -13%, e non è l’ipotesi più estrema»

ANSA | Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco

«Stiamo attraversando la più grande crisi sanitaria ed economica della storia recente e che mette a dura prova l’organizzazione e la tenuta dell’economia e della società. I tempi e l’intensità della ripresa che seguirà la fase di emergenza Coronavirus dipendono da fattori difficili da prevedere». A dirlo è il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Nel 2020 si ipotizza una crollo del Pil compreso tra il 9% e il 13% e «la ripresa nel 2021 sarà molto lenta». A detta del governatore di Bankitalia urgono «riforme strutturali, che ottimizzino produttività e vita lavorativa».

«Per riportare la dinamica del Pil intorno all’1,5% – spiega infatti Visco – servirà un aumento medio della produttività del lavoro di poco meno di un punto percentuale all’anno», e i risultati di tali azioni «non potranno che vedersi col tempo, ma un progetto compiuto rende più chiara la prospettiva, influisce sulle aspettative, accresce la fiducia».

Al netto di questo scenario, Visco esorta alla lotta contro l’evasione fiscale e contro l’economia sommersa, ripensando alle «strutture della tassazione, affinché tengano conto del rinnovamento di sistema di protezione sociale, ponendosi l’obiettivo di ricomporre il carico fiscale a beneficio dei fattori produttivi». 

Istat, Pil del primo trimestre del 2020 a -5,3%: «Peggior dato dal 1995»

ISTAT | I trimestre 2008 – I trimestre 2020, dati concatenati, destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario (anno di riferimento 2015), valori in miliardi di euro

-5,3%. È questo il dato fornito dall’Istat relativo al crollo del Pil registratosi nel primo trimestre del 2020 rispetto al trimestre precedente in Italia. Rispetto allo stesso periodo del 2019 il calo è stato del 5,4%. Un dato in netta flessione rispetto alle stime preliminari che davano il prodotto interno lordo italiano al -4,8 nel su confronto annua e del 4,7% su base congiunturale. 

«La stima completa dei conti economici trimestrali – spiega l’Istat – conferma la portata eccezionale della diminuzione del Pil nel primo trimestre con flessioni del 5,3% in termini congiunturali e del 5,4% in termini tendenziali mai registrate dal primo trimestre del 1995», ossia la data di avvio delle rilevazioni delle serie storiche. 

Caos vacanze, la Sardegna non aspetta: certificato medico obbligatorio per chi arriva con volo privato

ANSA/FABIO MURRU | Il governatore della Sardegna, Christian Solinas

«Non è accettabile che chi ha sottovalutato la portata della pandemia fin dall’inizio, baloccandosi in ideologici aperitivi pubblici contro la paura, assurga oggi al ruolo di censore delle cautele altrui delineando un contesto inesistente secondo cui sarebbero rivolte a discriminare i milanesi, i lombardi o chicchessia».

È così che il governatore della Sardegna, Christian Solinas, difende dalle pagine del Corriere della Sera la propria idea di istituire, per l’ingresso nella regione di turisti durante la stagione estiva, degli screening per valutare se le persone siano positive o meno al Coronavirus.

Il governatore sardo continua dunque sulla linea di richiesta del cosiddetto “patentino di immunità” (richiesto anche dal governatore della Sicilia, Nello Musumeci, che lo definisce “certificato di negatività”, ndr) e al contempo ribatte alle accuse di “discriminazione” sollevate da alcuni governatori delle regioni del Nord, ma soprattutto dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ieri, 28 maggio, aveva dichiarato che si sarebbe ricordato delle regioni che avrebbero richiesto questo tipo di certificazioni, ritenendole discriminatorie. 

In un altro intervento su Quotidiano Nazionale, Solinas ha dichiarato: «La verità è che il 3 giugno è vicino e dal Governo non è ancora arrivata una proposta chiara sulle riaperture tra regioni. Ed è singolare che proprio Boccia evochi questioni di presunta incostituzionalità, dopo che per tre mesi il governo ha derogato a norme costituzionali e diritti fondamentali con atti amministrativi emergenziali».

«Abbiamo il dovere di bilanciare i diritti costituzionali: la certificazione dello stato di negatività al virus va in questo senso. Se il ministro è contrario, ci dica a quale alternativa pensa», chiosa il governatore della Sardegna

In Veneto i nuovi casi positivi sono 8, nessun decesso

Secondo l’ultimo bollettino diffuso dalla regione Veneto, sono otto i nuovi casi di pazienti positivi al Coronavirus. I casi totali dall’inizio dell’epidemia in questo modo sono arrivati a 19.125. Nessun decesso è avvenuto dalla serata di ieri, in questo modo il dato complessivo dei morti resta fermo a 1.898. Le persone che risultato attualmente positive sono 2.025, i negativizzati 15.202, i pazienti in isolamento domiciliare 2.142. In terapia intensiva invece ci sono 34 pazienti, 426 sono i ricoverati in area non critica.

Dalla prima linea alle piazze: gli angeli contro il Coronavirus e la vita da precari di specializzandi e “camici grigi”

ANSA/ANGELO CARCONI | Immagine di repertorio ed esemplificativa, specializzandi e neolaureati in protesta a Roma, 27 maggio 2020

Né angeli, né eroi. Sono i camici grigi e gli specializzandi di medicina che vivono la professione tra contratti a termine, bassi salari, turni di lavoro da 12 ore e bonus negati. Una «manodopera precaria», pressoché priva di tutele sul lavoro, chiamata dal Governo per far fronte alle carenze di personale durante l’emergenza Covid-19, coprendo prevalentemente il ruolo di assistenti territoriali e domiciliari come guardie mediche, in attesa dei bandi di specializzazione.

Lavoratori a tutti gli effetti esposti a rischi, ma privi di tutele e salari, impiegati con una «logica della manodopera precaria inefficace né per i pazienti né per il sistema in sé», spiega Nicola a Open, un giovane medico a partita iva, che però ha le idee chiare: «Ora nessuno mollerà, ma anche le nostre energie sono a tempo determinato: siamo tutta gente che appena potrà se ne andrà via». Nel frattempo oggi, 29 maggio, gli specializzandi, i neolaureati e i “camici grigi” protesteranno in 21 piazze italiane per contestare le condizioni di lavoro a cui sono stati sottoposti.

Cosa prevede il protocollo del Comitato tecnico-scientifico per il rientro a scuola a settembre

ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO | Immagine esemplificativa, una palestra adibita a classe a Borgosesia, per accogliere 4-5 bambini, 12 maggio 2020

Il Governo e il ministero dell’Istruzione hanno ricevuto il documento del Comitato tecnico-scientifico per il rientro in sicurezza a scuola a settembre. Tra i cardini fondamentali del protocollo vi è il distanziamento fisico, le misure igienico-sanitarie e di prevenzione dal contagio di Coronavirus. Il protocollo prevede:

  • ingressi e uscite verranno scaglionate in diversi orari o l’utilizzo di tutti gli ingressi esistenti negli edifici scolastici;
  • non vi sarà all’ingresso delle scuole la misurazione della temperatura di ciascun studente. Chi dovesse avere una sintomatologia respiratoria (raffreddore o tosse, per esempio) o presenterà una temperatura superiore ai 37,5° dovrà restare a casa;
  • distanziamento di almeno un metro nelle classi, nei laboratori, nei teatri scolastici e nell’aula magna, considerando altresì lo spazio di movimento dell’alunno e del personale scolastico; per l’attività in palestra il distanziamento minimo sarà quello di due metri;
  • limitazione degli assembramenti nelle zone comuni come atri, cortili e corridoi. Per la ricreazione e per le ore di educazione fisica si consiglia di utilizzare gli spazi all’aperto (tempo e temperature permettendo, ndr);
  • i pasti verranno distribuiti in modo graduale, con scaglionamenti nel tempo, mantenendo il distanziamento sociale e in taluni casi verranno consumati in classe sotto forma di lunch box, ossia preconfezionati in monoporzioni sigillate per ogni alunno;
  • dovrà esser ridotta al minimo la presenza dei genitori nei locali scolastici;
  • i locali scolastici dovranno essere puliti quotidianamente;
  • per gli alunni sopra i 6 anni sarà obbligatorio l’uso della mascherina, che potrà essere tolta solo durante il pasto, durante l’attività fisica e durante i pasti; 
  • non è previsto l’uso dei guanti, ma in diverse zone della scuola verranno resi disponibili distributori contenenti gel igienizzante per le mani;
  • gli istituti scolastici dovranno procedere con una mappatura e riorganizzazione degli spazi interni per garantire il distanziamento interpersonale, facendo eventualmente anche ricorso ad altri spazi esterni all’edificio scolastico in sé, collaborando con gli Enti locali.

Gallera ai pm di Bergamo: «Su zona rossa si aspettava risposta dal Governo»

Ansa/Matteo Corner | L’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera

Sull’istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano Lombardo, centri del secondo focolaio della Lombardia dopo Codogno, la Regione “aspettava” che si muovesse il Governo. È quanto avrebbe detto l’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera in uno dei passaggi della deposizione resa ai pm di Bergamo. L’assessore sul punto avrebbe anche affermato, ribadendo in sostanza quanto già detto in alcune interviste, che la Regione non ha proceduto perché quando il 5 sono arrivate le camionette dell’esercito, era convinta procedesse il Governo.

Cartabellotta (Gimbe): «La querela della Lombardia? Ce l’aspettavamo, abbiamo segnalato anomalie importanti sui dati»

ANSA / LUIGI MISTRULLI | Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta

«La fondazione Gimbe è un ente indipendente che dall’inizio della pandemia monitora i dati regioni in tutte le Regioni e fornisce delle elaborazioni anche abbastanza sofisticate su quelli che sono i dati forniti dalla Protezione civile». A spiegarlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, a seguito della querela da parte della Regione Lombardia, intervenendo ad Agorà.

«Noi da tempo, in particolare dagli inizi di aprile, avevamo segnalato a mezzo stampa, ma anche a mezzo televisivo, un’anomalia abbastanza importante sul numero di  dimessi e guariti. Si faceva cioè un unico contenitore che poi, nel report quotidiano della Protezione civile, andava a finire nella colonna dei guariti».

«Perché – prosegue Cartabellotta- questo era ed è un problema importante? Perché i soggetti dimessi sono ancora positivi e noi non abbiamo nessuna informazione sul loro stato di guarigione clinica o virologica. Quindi questi dati possono andare a distorcere il quadro epidemiologico a livello nazionale e questo rappresenta un primo problema importante».

«Il primo problema – spiega il presidente della fondazione Gimbe – è mettere nello stesso contenitore persone guarite e persone dimesse, che però non sono ancora guarite e che quindi devono osservare ancora il periodo di quarantena e isolamento domiciliare». «Peraltro – aggiunge Cartabellotta – aumentando in maniera artificiosa e il numero dei guariti anche il famoso indice Rt si fa al ribasso, perché ovviamente aumentando i guariti, ci sono soggetti che formalmente che escono dall’epidemia». 

Regione Lombardia querela Gimbe e Cartabellotta

Ansa/Matteo Corner | Il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana

«Essere querelati per aver detto la verità, è un grande stimolo per andare avanti». Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, accoglie con queste parole su Twitter la notizia della querela, presentata da Regione Lombardia, contro lui e la fondazione. «Un atto inevitabile, il nostro, dopo quanto affermato dal presidente della Fondazione», dicono dalla Regione.

«Parlando dei dati sanitari del Coronavirus in Lombardia, ha dichiarato, fra l’altro, che ‘si combinano anche dei magheggi sui numeri’». Si tratta di «accuse intollerabili e prive di ogni fondamento per le quali il presidente di Gimbe dovrà risponderne personalmente». I dati della Lombardia «come previsto dal protocollo condiviso da tutte le Regioni, – si legge nella nota – vengono trasmessi quotidianamente e con la massima trasparenza all’Istituto Superiore Sanità».

Fondazione Gimbe: «Lombardia, Liguria e Piemonte non possono riaprire»

ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI | Milano

Lo anticipava Giovanni Sebastiani del Cnr, ora lo dice nero su bianco la Fondazione Gimbe il think tank indipendente che si occupa di ricerca in ambito sanitario presieduto da Nino Cartabellotta: Lombardia, Liguria e Piemonte non sono pronte alla riapertura in vista del 3 giugno. «Le analisi post lockdown della Fondazione -dimostrano che in queste tre Regioni si rilevano la percentuale più elevata di tamponi diagnostici positivi e il maggior incremento di nuovo casi, a fronte di una limitata attitudine all’esecuzione di tamponi diagnostici».

Domani il Ministro della Salute, Roberto Speranza valuterà il monitoraggio dei dati del contagio da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, i cui risultati saranno decisivi per formalizzare la decisione sulla ripresa della mobilità interregionale, fissata dal Governo a partire dal 3 giugno. Le uniche regioni che stanno facendo un’attività di testing massiccio – dice ancora Cartabellotta, sono Valle d’Aosta e provincia di Trento.

Tre sono, per la fondazione, gli scenari che l’esecutivo si troverà sulla base delle valutazioni del Comitato tecnico scientifico: «Il primo, più rischioso, di riaprire la mobilità su tutto il territorio nazionale, accettando l’eventuale decisione delle Regioni del sud di attivare la quarantena per chi arriva da aree a maggior contagio», spiega il presidente della Fondazione. Il secondo «un ragionevole compromesso, di mantenere le limitazioni solo nelle 3 Regioni più a rischio, con l’opzione di consentire la mobilità tra di esse; il terzo, più prudente, di prolungare il blocco totale della mobilità interregionale, fatte salve le debite eccezioni attualmente in vigore».

E quindi l’appello di Cartabellotta sulla necessità di arrivare «a una decisione sotto il segno dell’unità nazionale», lasciando da parte «ogni forma di egoismo regionalistico perché la riapertura della mobilità deve avvenire con un livello di rischio accettabile e in piena sintonia tra le Regioni».

Il nuovo modulo di autodichiarazione per gli spostamenti fuori regione

Così come preannunciato nella conferenza stampa del premier Conte del 16 maggio, cambiano le regole e soprattutto cambia – ancora una volta – il modulo di autocertificazione per gli spostamenti tra diverse regioni. Per spostarsi all’interno delle regioni non sarà più necessario il modulo di autocertificazione. Per gli spostamenti tra regioni diverse, sino al 3 giugno, sarà necessario compilare il nuovo modello di autocertificazione. Gli spostamenti tra una regione e l’altra saranno consentiti solo o per comprovate esigenze lavorative, o per motivi di salute, o per situazioni di necessità o ragioni di assoluta urgenza.

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