Coronavirus, ultime notizie – In Italia quasi 35 mila vittime. In Lombardia 5 decessi nelle ultime 24 ore. Quasi 2 milioni di casi in Brasile

In Italia sono 12.493 gli attualmente positivi. I casi totali raggiungono quota 243.506. Ricciardi bacchetta gli Usa e definisce la situazione «sconcertante»

Per saperne di più:

Sono oltre 13 milioni i casi di Coronavirus in tutto il mondo. Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono 13.323.539 le persone infettate dal Covid-19. Al primo posto, ancora una volta, ci sono gli Stati Uniti con 3.431.574 contagi e 136.466 vittime. A seguire il Brasile con 1.926.824 casi e 74.133 morti, e l’India con 936.181 casi e 24.309 vittime. Poi Russia, Perù e Cile.

In Italia +162 nuovi contagi, 13 decessi e +575 guariti

Il bollettino della Protezione Civile del 15 luglio 2020

Sono 12.493 le persone attualmente positive in Italia, secondo i dati diramati nell’ultimo bollettino della Protezione civile. Ieri erano 12.919. I nuovi decessi sono +13, per un totale di vittime che è salito a 34.997 (ieri le vittime erano +17). I casi totali dallo scoppio dell’epidemia sono 243.506. Si registra, poi, un aumento dei casi di contagio nelle ultime 24 ore. L’incremento oggi è di +162. Il totale dei dimessi e dei guariti raggiunge quota 196.016. Dallo scoppio dell’emergenza i tamponi raggiungono il totale di 6.053.060: di questi, 48.449 sono stati eseguiti nelle ultime 24 ore. Sono 797 i pazienti ricoverati (ieri 777 ), di cui 57 in terapia intensiva (ieri erano 60). Le persone in isolamento domiciliare sono 11.639.

La diffusione del Covid-19 nelle regioni italiane

I positivi al Covid-19 Regione per Regione

Ecco i dati sulle persone attualmente positive al Coronavirus regione per regione:

In Lombardia +63 casi di positività, 5 vittime e 475 pazienti guariti

ANSA/Mourad Balti Touati | Milano

Il bollettino del 15 luglio 2020

Sono 63 i nuovi positivi in Regione Lombardia, secondo i dati del bollettino di oggi. Sono 5 i decessi registrati sul territorio per un totale di 16.765 vittime. Calano di 4 unità i pazienti in terapia intensiva: oggi se ne registrano 23 mentre sono 177 i ricoverati (+1). Il totale dei dimessi e dei guariti raggiunge quota 70.936. I numeri forniti arrivano a fronte di 10.426 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.

La diffusione del Covid-19 nelle province lombarde

In base ai dati forniti dalla Regione Lombardia, il numero totale di persone al momento positive al SARS-CoV-2 è così ripartito provincia per provincia:

  • Milano: (+18) di cui +10 a Milano città
  • Bergamo: (+15)
  • Brescia: (+8)
  • Mantova: (+8)
  • Cremona: (+1)
  • Como: (+0)
  • Monza e Brianza: (+3)
  • Varese: (+0)
  • Lecco: (+3)
  • Lodi: (+1)
  • Sondrio: (+1)
  • Pavia: (+1)

TUNISIA

EPA/MOHAMED MESSARA | Tunisia

13 nuovi positivi nelle ultime 24 ore

Sono 13 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore in Tunisia: il totale dei contagi dallo scoppio della pandemia è di 1.319 in tutto il Paese. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Tunisi in un comunicato, precisando che i decessi sono 50, i guariti 1091, e 178 le persone attualmente positive sull’intero territorio. Gli ultimi casi censiti riguardano cittadini tunisini rientrati dall’estero. La Tunisia, che ha riaperto le frontiere il 27 giugno scorso, figura nella lista dei Paesi extra Ue cui l’Unione europea ha aperto i propri confini. 

REGNO UNITO

EPA/PIPPA FOWLES | Il primo ministro inglese Boris Johnson

Johnson ha ammesso di non aver letto il report sulle misure urgenti contro una seconda ondata

Durante il question time di oggi, 15 luglio, il primo ministro inglese Boris Johnson ha dichiarato di non aver letto il report commissionato dal governo che contiene le misure urgenti da applicare per prepararsi a una seconda ondata del Coronavirus nel Paese. Johnson si è limitato a dire di esserne a conoscenza. Lo studio era stato stilato da 37 esperti e scienziati ed è stato pubblicato questa settimana: essenzialmente, gli studiosi hanno sottolineato l’importanza di una strategia di tracciamento della popolazione.

«Sono ovviamente a conoscenza del report – ha detto in aula – e, ovviamente, stiamo facendo ogni ragionevole sforzo per preparare il Paese a un secondo picco». A quel punto, si sono alzate le proteste dei deputati d’opposizione presenti al question time. «È profondamente preoccupante il primo ministro non si sia nemmeno disturbato a leggerlo», ha detto Keir Starmer, a capo del Partito Laburista.

BRASILE

EPA/Antonio Lacerda | Eucarestia nella Cattedrale di Rio de Janeiro, Brasile, 4 luglio 2020

Quasi 2 milioni di contagi dall’inizio della pandemia

I casi di Coronavirus in Brasile toccano quasi i 2 milioni. Come comunicato dal Consiglio nazionale dei segretari sanitari (Conass), nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 1.300 decessi e 41.857 nuovi contagi. Il boom improvviso, comunque, non dovrebbe stupire – dicono le autorità sanitarie.

Secondo il ministero della Sanità, è normale che i numeri relativi alla malattia siano particolarmente alti il martedì, essendo il giorno in cui vengono contabilizzati anche i casi e i decessi avvenuti nel fine settimana. Il numero complessivo dei casi confermati di Covid-19 nel Paese è dunque salito a 1.926.824 e il totale delle vittime dall’inizio della pandemia ha raggiunto quota 74.133.

ITALIA

ANSA/STEFANO CAVICCHI | Comune di Nembro

Nembro, contagiato un bambino di un centro estivo

Nembro, il comune lombardo più colpito dalla pandemia da Coronavirus in Italia (188 morti su 11mila abitanti), torna a far parlare di sé. L’ultima brutta notizia arriva dal Centro ricreativo estivo dell’oratorio: un bambino di 7 anni, iscritto alle attività, è risultato positivo al Covid-19. Secondo quanto riportato da la Repubblica, la sua positività sarebbe stata scoperta due giorni fa, il 13 luglio, quando il bambino si è rotto un braccio giocando.

Il ragazzino sarebbe stato così portato all’ospedale Giovanni XXII di Bergamo, dove i sanitari gli avrebbero effettuato un tampone in via precauzionale. Il test è risultato positivo. Il bambino, fortunatamente, era asintomatico, ma ora bisognerà rintracciare la possibile catena di contagio: l’oratorio è frequentato da 250 bambini che, però, sono divisi in 35 gruppi da 7/8 (proprio per evitare assembramenti pericolosi).

Il comitato Noi Denunceremo di Bergamo: «Quereleremo chi dice che attacchiamo medici e infermieri»

ANSA/FILIPPO VENEZIA | La protesta organizzata dal comitato popolare “Verità e giustizia per le vittime da Covid 19” che si è svolta sotto gli uffici della regione a Bergamo. Giugno 2020

Il comitato “Noi Denunceremo” di Bergamo, che riunisce i parenti delle vittime del Coronavirus, ha fatto sapere che farà partire querele nei confronti di «di alcuni esponenti politici (e non solo)» da cui sono stati «costantemente tacciati di condurre una caccia alle streghe verso medici ed infermieri, che sono stati, a nostro avviso, le prime vittime di questa tragedia».

Secondo il comitato, chi si «ostina» ad affermare che Noi Denunceremo sia nato per attaccare l’operato dei medici e degli operatori sanitari più in generale «lo faccia in totale malafede e in maniera strumentale».

«Siamo convinti che le denunce da noi depositate in Procura saranno la base di una vera e propria riforma del sistema sanitario lombardo a totale beneficio di medici e pazienti», hanno scritto i componenti, che, in più hanno sottolineato come abbiano «totale fiducia nell’operato della magistratura», con la quale stanno «proficuamente» collaborando attraverso centinaia di esposti verso ignoti.

«Fino al giorno del verdetto del giudice – hanno aggiunto – non ci sentiamo di assolvere,tranne gli operatori sanitari chiamati a combattere a mani nude un nemico armato fino ai denti. Tanto meno condanneremo, prima che lo faccia un giudice, l’operato del Governo e della Regione Lombardia».

Ricciardi: «Quel che avviene negli Usa è sconcertante»

ANSA / LUIGI MISTRULLI | Walter Ricciardi

La minaccia che i contagi possano tornare a salire in Italia sono da individuare nei punti più vulnerabili del sistema di protezione nazionale, a partire dal rientro a scuola, i voli dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti e il disordine con cui le Regioni continuano a operare nel monitoraggio dei focolai e nella somministrazione dei tamponi.

L’avvertimento arriva da un’intervista su la Repubblica di Walter Riccardi, professore di igiene all’Università Cattolica di Roma e consigliere del ministro della Salute, che si inserisce nella polemica sollevata da altri esperi, come Alberto Zangrillo, sul presunto indebolimento del virus: «Anzi, è una brutta bestia – dice Ricciardi – evoluta per diffondersi. Ha trovato il giusto equilibrio: non tanto grave da impedire a molti infettati di circolare, ma pur sempre pericoloso».

Le chiusure decise già a fine febbraio, a partire dallo stop dei voli dall’estero, non è bastata per fermare l’arrivo dei contagi in Italia. Oggi, ricorda Ricciardi, le misure si sono rese necessariamente più rigide, bloccando anche i voli indiretti: «Eppure non sembra bastare».

Il blocco secondo Ricciardi dovrebbe riguardare anche gli Stati Uniti: «Quel che avviene lì è sconcertante», perché proprio uno dei Paesi più all’avanguardia nella ricerca scientifica sta vivendo una situazione «fuori controllo».

Il test rapido per trovare il virus: bastano 10 minuti

ANSA/Filippo Venezia

Ci vogliono appena sette-dieci minuti per sapere se si è positivi o meno al Coronavirus. Una vera e propria svolta, un test rapido che viene dalla Corea del Sud e che in questi giorni stanno testando in Veneto. Un test che, tra l’altro, costa appena 12 euro contro i 18 di un normale tampone. A sperimentarlo è anzitutto l’Ulss 2 della Marca Trevigiana così come le Asl di Vicenza e Trento. Presto anche in Lombardia dovrebbe partire un nuovo studio.

Un test che, in altre parole, dà una risposta sulla situazione attuale del paziente, dunque se in questo momento ha (o non ha) nel suo rinofaringe il virus. Vengono rilevati solo i positivi reali, cioè quelli con carica virale elevata, avendo un minore grado di sensibilità rispetto agli esami di laboratorio.

Un test che al momento viene usato solo per i pazienti che arrivano in pronto soccorso ma non si esclude di estenderlo alle Rsa e alle scuole. Presto, comunque, potrebbero arrivare sul mercato anche altri dispositivi, simili a questo, che di fatto porteranno a un abbassamento ulteriore dei prezzi.

UNIONE EUROPEA

Unione europea
EPA/OLIVIER HOSLET | Bruxelles, Belgio, 9 giugno 2020

Le misure dell’Ue contro la possibile nuova ondata

L’Unione europea si sta preparando in previsione della seconda ondata di Coronavirus che potrebbe arrivare in autunno. Stavolta, la strategia sarà quella di agire in maniera più cooperante possibile. Oggi, 15 luglio, la Commissione europea ha presentato una serie di misure come una maggiore copertura dei test, una migliore sorveglianza, maggiore fruibilità dei servizi medici e tracciabilità dei contatti. In merito a quest’ultimo punto, l’Ue ha dato il via libera all’interoperabilità delle App sviluppate il tracciamento oltre i confini nazionali.

«Ora sappiamo di più riguardo al virus ma il nostro dovere è rimanere vigili e preventivi. L’insieme delle misure presentate oggi mirano a contrastare ulteriori possibili focolai di Covid-19», ha affermato Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione europea. Tra gli obiettivi di Bruxelles c’è anche l’impegno a facilitare il movimento di equipe mediche e di pazienti tra Stati membri dell’Unione. Per quanto riguarda i medicinali, l’Ue si impegnerà a garantire la libera circolazione delle forniture mediche essenziali e a concludere accordi con i produttori di vaccini.

INDIA

EPA/DIVYAKANT SOLANKI | Mumbai, India, 14 luglio 2020

Quasi 30mila nuovi positivi nelle ultime 24 ore

Nuovo boom di contagi in India. Nelle ultime 24 ore, come comunicato dal Ministero della Sanità, nel Paese si sono registrati altri 29.429 nuovi positivi al Coronavirus. Alto anche il numero dei decessi: 482 in un solo giorno. L’India è al terzo posto al mondo per dati assoluti, dopo Stati Uniti e Brasile. Il totale dei casi sul territorio sale così a 936.181 dall’inizio del monitoraggio della pandemia. Di questi, 592.031 sono guariti e 319.840 sono attualmente positivi al Covid-19.

VENEZUELA

EPA/MIRAFLORES PRESIDENTIAL PALACE | Il presidente venezuelano Nicolas Maduro

Il governo introduce «7×7», una quarantena a tre livelli

L’aumento dei contagi in Venezuela ha costretto il governo a ripristinare il lockdown rigido a Caracas e nello Stato di Miranda, che tornano così alla Fase 1 dopo le prime riaperture. Nelle ultime 24 ore, il Paese ha registrato 10 mila nuovi casi e 96 vittime. In questa settimana, il governo ha introdotto un sistema chiamato «7×7», uno schema flessibile secondo il quale si svolgerà la quarantena a tre livelli.

Il primo stadio è il più severo ed è stato imposto nello Stato di Zulia e nei municipi di Vigìa Merida e Cumanà in Sucre, dove sono scoppiati di recente due focolai. Il secondo livello prevede alcune aperture per 13 Stati, nei quali potranno riprendere le attività commerciali in dieci settori. In altri 10 Stati è invece imposto il terzo livello, che potranno riaprire fino a 24 settori commerciali.

La quarantena riguarda a livello nazionale tutta la pubblica amministrazione, oltre che la scuola e l’università, le rivendite di alcolici, i bar, i locali notturni e i ristoranti. Per lo è concesso solo il servizio a domicilio.

BELGIO

FACEBOOK | Un manifesto della campagna di informazione del governo belga per il rispetto delle misure di prevenzione contro i contagi di Coronavirus

In media 96 casi al giorno nelle ultime 2 settimane

Torna a farsi preoccupante la situazione pandemica in Belgio, dove nel periodo tra il 5 e l’11 luglio il numero di contagi è salito dell’8% rispetto ai sette giorni precedenti. In calo invece il dato sui ricoveri e le morti in ospedale, con il numero complessivo delle vittime ora a 9.788.

L’aumento dei casi è diffuso su buona parte del Paese, con la provincia di Anversa che regista il dato più allarmante, con 166 nuovi casi nell’ultima settimana, rispetto ai 143 della precedente. In media a livello nazionale, le infezioni sono aumentate in due settimane portando la quota giornaliera a 96 casi al giorno. Un fenomeno che sta colpendo principalmente la fascia d’età relativa alla forza lavoro, tra i 20 e 59 anni.

USA

EPA/CRISTOBAL HERRERA | Miami, Usa

Florida, Texas e California: 18% dei nuovi casi globali

Negli Usa la pandemia non intende arrestarsi. I numeri continuano ad essere preoccupanti: lunedì 13 luglio i nuovi casi in tutto il Paese sono stati 61.492 con un +51% rispetto alla media degli ultimi 14 giorni. 425 i morti in un giorno, ovvero +29%. In tutto i casi sono oltre 3 milioni e 400mila, le vittime 136mila. A preoccupare sono soprattutto Florida, Texas e California con il 18% dei nuovi casi globali. Quasi un nuovo caso su cinque viene da questi stati.

La Florida, ad esempio, ha toccato il record di 15mila casi in un giorno: il 69% dei posti di terapia intensiva sono occupati. A Miami, invece, 2mila sono i ricoverati negli ospedali: «Miami è ora l’epicentro del contagio, quello che abbiamo visto sei mesi fa a Wuhan sta arrivando qui» ha spiegato Lilian Abbo, scienziata e consulente del sindaco di Miami Francis Suarez. Per questo motivo verranno sospesi alcuni servizi già nei prossimi giorni.

BALCANI

EPA/CHRISTIAN BRUNA | Sarajevo, Bosnia Erzegovina

La curva risale ovunque, in Kosovo l’indice di contagio più alto

Non solo gli Usa, la situazione si fa sempre più grave anche nei Balcani dove scatta l’emergenza in corsia a Belgrado. In Croazia, ad esempio, la curva sta pian piano risalendo ma difficilmente il governo imporrà limitazioni al turismo che costituisce il 20% del suo Pil, già dimezzato rispetto all’anno precedente.

In Serbia il sistema sanitario è sovraccarico, 20mila i contagi: questo il risultato di aver aperto il Paese a fine aprile. In Bosnia, invece, 7mila contagi e una situazione che rischia di precipitare da un momento all’altro con i sanitari sul piede di guerra. L’Italia ha inserito la Bosnia nella black list dei paesi per i quali è precluso l’ingresso e il transito sul territorio nazionale.

In Kosovo, poi, si registra l’indice di contagio più alto dei Balcani. La comunità islamica, per contenere la pandemia, ha deciso che saranno consentiti momenti di preghiera fino a 50 persone alla volta e comunque per non più di 10 minuti. In Romania, invece, 6-700 sono i nuovi casi al giorno al punto che il ministro della Salute Nelu Tataru sta pensando all’istituzione di nuove zone rosse.

Foto in copertina di repertorio: EPA/CRISTOBAL HERRERA

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