Coronavirus, ultime notizie – Allarme in Venezuela, torna il lockdown a Caracas. In Belgio tornano a salire i contagi. Ricciardi: «I voli dagli Usa vanno bloccati: situazione fuori controllo»

Preoccupano gli Usa e i Balcani. Miami è considerata l’epicentro del contagio, la nuova Wuhan, mentre in Kosovo si registra l’indice di contagio più alto dei Balcani. L’Italia, invece, dà il via libera a un test che viene direttamente dalla Corea del Sud

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Sono oltre 13 milioni i casi di Coronavirus in tutto il mondo. Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono 13.323.539 le persone infettate dal Covid-19. Al primo posto, ancora una volta, ci sono gli Stati Uniti con 3.431.574 contagi e 136.466 vittime. A seguire il Brasile con 1.926.824 casi e 74.133 morti, e l’India con 936.181 casi e 24.309 vittime. Poi Russia, Perù e Cile.

VENEZUELA

EPA/MIRAFLORES PRESIDENTIAL PALACE | Il presidente venezuelano Nicolas Maduro

Il governo introduce «7×7», una quarantena a tre livelli

L’aumento dei contagi in Venezuela ha costretto il governo a ripristinare il lockdown rigido a Caracas e nello Stato di Miranda, che tornano così alla Fase 1 dopo le prime riaperture. Nelle ultime 24 ore, il Paese ha registrato 10 mila nuovi casi e 96 vittime. In questa settimana, il governo ha introdotto un sistema chiamato «7×7», uno schema flessibile secondo il quale si svolgerà la quarantena a tre livelli.

Il primo stadio è il più severo ed è stato imposto nello Stato di Zulia e nei municipi di Vigìa Merida e Cumanà in Sucre, dove sono scoppiati di recente due focolai. Il secondo livello prevede alcune aperture per 13 Stati, nei quali potranno riprendere le attività commerciali in dieci settori. In altri 10 Stati è invece imposto il terzo livello, che potranno riaprire fino a 24 settori commerciali.

La quarantena riguarda a livello nazionale tutta la pubblica amministrazione, oltre che la scuola e l’università, le rivendite di alcolici, i bar, i locali notturni e i ristoranti. Per lo è concesso solo il servizio a domicilio.

BELGIO

FACEBOOK | Un manifesto della campagna di informazione del governo belga per il rispetto delle misure di prevenzione contro i contagi di Coronavirus

In media 96 casi al giorno nelle ultime 2 settimane

Torna a farsi preoccupante la situazione pandemica in Belgio, dove nel periodo tra il 5 e l’11 luglio il numero di contagi è salito dell’8% rispetto ai sette giorni precedenti. In calo invece il dato sui ricoveri e le morti in ospedale, con il numero complessivo delle vittime ora a 9.788.

L’aumento dei casi è diffuso su buona parte del Paese, con la provincia di Anversa che regista il dato più allarmante, con 166 nuovi casi nell’ultima settimana, rispetto ai 143 della precedente. In media a livello nazionale, le infezioni sono aumentate in due settimane portando la quota giornaliera a 96 casi al giorno. Un fenomeno che sta colpendo principalmente la fascia d’età relativa alla forza lavoro, tra i 20 e 59 anni.

ITALIA

ANSA / LUIGI MISTRULLI | Walter Ricciardi

Ricciardi: «Quel che avviene negli Usa è sconcertante»

La minaccia che i contagi possano tornare a salire in Italia sono da individuare nei punti più vulnerabili del sistema di protezione nazionale, a partire dal rientro a scuola, i voli dall’estero, in particolare dagli Stati Uniti e il disordine con cui le Regioni continuano a operare nel monitoraggio dei focolai e nella somministrazione dei tamponi.

L’avvertimento arriva da un’intervista su la Repubblica di Walter Riccardi, professore di igiene all’Università Cattolica di Roma e consigliere del ministro della Salute, che si inserisce nella polemica sollevata da altri esperi, come Alberto Zangrillo, sul presunto indebolimento del virus: «Anzi, è una brutta bestia – dice Ricciardi – evoluta per diffondersi. Ha trovato il giusto equilibrio: non tanto grave da impedire a molti infettati di circolare, ma pur sempre pericoloso».

Le chiusure decise già a fine febbraio, a partire dallo stop dei voli dall’estero, non è bastata per fermare l’arrivo dei contagi in Italia. Oggi, ricorda Ricciardi, le misure si sono rese necessariamente più rigide, bloccando anche i voli indiretti: «Eppure non sembra bastare». Il blocco secondo Ricciardi dovrebbe riguardare anche gli Stati Uniti: «Quel che avviene lì è sconcertante», perché proprio uno dei Paesi più all’avanguardia nella ricerca scientifica sta vivendo una situazione «fuori controllo».

Il test rapido per trovare il virus: bastano 10 minuti

ANSA/Filippo Venezia

Ci vogliono appena sette-dieci minuti per sapere se si è positivi o meno al Coronavirus. Una vera e propria svolta, un test rapido che viene dalla Corea del Sud e che in questi giorni stanno testando in Veneto. Un test che, tra l’altro, costa appena 12 euro contro i 18 di un normale tampone. A sperimentarlo è anzitutto l’Ulss 2 della Marca Trevigiana così come le Asl di Vicenza e Trento. Presto anche in Lombardia dovrebbe partire un nuovo studio.

Un test che, in altre parole, dà una risposta sulla situazione attuale del paziente, dunque se in questo momento ha (o non ha) nel suo rinofaringe il virus. Vengono rilevati solo i positivi reali, cioè quelli con carica virale elevata, avendo un minore grado di sensibilità rispetto agli esami di laboratorio.

Un test che al momento viene usato solo per i pazienti che arrivano in pronto soccorso ma non si esclude di estenderlo alle Rsa e alle scuole. Presto, comunque, potrebbero arrivare sul mercato anche altri dispositivi, simili a questo, che di fatto porteranno a un abbassamento ulteriore dei prezzi.

USA

EPA/CRISTOBAL HERRERA | Miami, Usa

Florida, Texas e California: 18% dei nuovi casi globali

Negli Usa la pandemia non intende arrestarsi. I numeri continuano ad essere preoccupanti: lunedì 13 luglio i nuovi casi in tutto il Paese sono stati 61.492 con un +51% rispetto alla media degli ultimi 14 giorni. 425 i morti in un giorno, ovvero +29%. In tutto i casi sono oltre 3 milioni e 400mila, le vittime 136mila. A preoccupare sono soprattutto Florida, Texas e California con il 18% dei nuovi casi globali. Quasi un nuovo caso su cinque viene da questi stati.

La Florida, ad esempio, ha toccato il record di 15mila casi in un giorno: il 69% dei posti di terapia intensiva sono occupati. A Miami, invece, 2mila sono i ricoverati negli ospedali: «Miami è ora l’epicentro del contagio, quello che abbiamo visto sei mesi fa a Wuhan sta arrivando qui» ha spiegato Lilian Abbo, scienziata e consulente del sindaco di Miami Francis Suarez. Per questo motivo verranno sospesi alcuni servizi già nei prossimi giorni.

BALCANI

EPA/CHRISTIAN BRUNA | Sarajevo, Bosnia Erzegovina

La curva risale ovunque, in Kosovo l’indice di contagio più alto

Non solo gli Usa, la situazione si fa sempre più grave anche nei Balcani dove scatta l’emergenza in corsia a Belgrado. In Croazia, ad esempio, la curva sta pian piano risalendo ma difficilmente il governo imporrà limitazioni al turismo che costituisce il 20% del suo Pil, già dimezzato rispetto all’anno precedente.

In Serbia il sistema sanitario è sovraccarico, 20mila i contagi: questo il risultato di aver aperto il Paese a fine aprile. In Bosnia, invece, 7mila contagi e una situazione che rischia di precipitare da un momento all’altro con i sanitari sul piede di guerra. L’Italia ha inserito la Bosnia nella black list dei paesi per i quali è precluso l’ingresso e il transito sul territorio nazionale.

In Kosovo, poi, si registra l’indice di contagio più alto dei Balcani. La comunità islamica, per contenere la pandemia, ha deciso che saranno consentiti momenti di preghiera fino a 50 persone alla volta e comunque per non più di 10 minuti. In Romania, invece, 6-700 sono i nuovi casi al giorno al punto che il ministro della Salute Nelu Tataru sta pensando all’istituzione di nuove zone rosse.

Foto in copertina di repertorio: EPA/CRISTOBAL HERRERA

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