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Guerra in Ucraina, Zelensky ci ripensa: «Pronti a parlare di cessate il fuoco e pace». La minaccia del Cremlino: «Vicini a un punto di non ritorno con l’Occidente»

Mentre l’Ue resta ancora divisa sulle sanzioni contro la Russia, da Kiev arriva l’apertura del governo ucraino a trattare con il Cremlino. Intanto le truppe russe avanzano verso la capitale

Nella notte bombardamenti in diverse città ucraine, inclusa la capitale Kiev dove sono arrivati anche i carri armati. I leader dell’Unione europea hanno deciso di imporre ulteriori massicce sanzioni contro Mosca, ma restano prudenti su quelle che riguardano il gas e le transazioni bancarie. Zelensky li accusa e apre ad una trattativa con Mosca, mentre Putin chiama il presidente cinese e apre a negoziati di alto profilo. Di seguito tutti gli aggiornamenti.


22.44 Zelensky apre alle trattative con la Russia

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto disposto a parlare di un «cessate il fuoco e di pace» con la Russia, dopo che nel corso della seconda giornata di combattimenti aveva rifiutato l’offerta di Mosca di aprire un tavolo di trattative a Minsk con Vladimir Putin. Il portavoce del presidente ucraino, Serhiy Nykyforov, ha poi smentito che Kiev avrebbe rifiutato di tenere i colloqui: «L’Ucraina era e resta pronta a parlare di cessate il fuoco e di pace. Questa è la nostra immutata posizione. Accettiamo l’offerta del presidente russo. In questo momento, le parti stanno discutendo il luogo e la data per tenere questo processo negoziale. Prima i negoziati cominciano, più chance ci saranno di tornare alla vita normale». L’apertura di Zelensky arriva mentre le truppe russe hanno annunciato di essere entrate nella città di Melitopol: «senza trovare resistenza», scrive l’agenzia russa Tass. Intanto Sky news ha diffuso un video in cui si sentono spari ed esplosione vicino l’ospedale della città a Sud Est dell’Ucraina.


21.54 – Mosca smorza le sanzioni: «Né Putin né Lavrov hanno conti all’estero»

Dopo l’annuncio del Regno Unito e della Casa Bianca di congelare tutti i beni riconducibili al nome del presidente russo Putin e del ministro degli Esteri Lavrov, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zaharova commenta le decisioni: «Né Putin né Lavrov hanno conti in Gran Bretagna né altrove all’estero». Bloccare tutti gli asset dei due grossi nomi russi era stata la decisione presa durante il pomeriggio anche dalla stessa Ue. E il commento di Mosca continua anche da parte di fonti diplomatiche russe: «Le sanzioni contro Putin e Lavrov sono un segnale di impotenza degli occidentali».

21.32 – Anonymous riesce a violare il sito del Ministero della Difesa russo

Poche ore fa il collettivo hacker Anonymous aveva dichiarato ufficialmente guerra alla Russia e già in quel momento diversi siti istituzionali russi risultavano inaccessibili. Il lavoro della squadra anonima di hacker è andato avanti fino all’annuncio di pochi minuti fa: «Il collettivo Anonymous ha fatto trapelare il database del sito del Ministero della Difesa russo». Poco dopo un altro tweet: «Puoi scaricare tutti i dati privati del MOD russo qui», con tanto di lista di nomi e contatti allegata.

21.10 – Sanzioni, Regno Unito congela i beni di Putin e Lavrov. Pronta anche Casa Bianca

I leader occidentali continuano a decidere sul pacchetto di sanzioni da riservare alla Russia. Tra le punizioni previste anche interventi diretti alle persone del presidente russo Putin e al suo ministro degli esteri Lavrov. Pochi minuti fa il governo britannico ha annunciato ufficialmente il congelamento dei beni del presidente e del ministro, seguendo l’Ue nella decisione di bloccare qualsiasi asset ritenuto riconducibile ai due. Il Tesoro ha inserito i loro nomi nella lista delle persone già sanzionate, allargata dopo l’attacco di questi giorni a oltre 100 fra società, banche e individui, inclusi 8 oligarchi del business considerati particolarmente vicini al Cremlino. Secondo quanto riferito dal senatore democratico Chirs Coons anche la Casa Bianca si prepara ad adottare un provvedimento analogo. Dagli Stati Uniti arriva anche la possibile richiesta di Biden al Congresso di circa 10 miliardi di dollari per rispondere all’invasione russa. I fondi servirebbero anche a coprire le spese per il monitoraggio, l’attuazione delle sanzioni e per coprire il dispiegamento di ulteriori 7mila soldati americani in Europa.

20.43 – Blinken: «Russi spregiudicati, uccisi anche bambini»

«Le azioni della Russia sono spregiudicate. Continuano ad arrivare notizie di civili uccisi dai lanci di razzi russi, compresi bambini». A dare l’ennesimo allarme è il segretario di Stato Usa Antony Blinken. Dopo aver parlato con il ministro degli Esteri ucraino Kuleba, su Twitter continua: «Tutti coloro che compiono atrocità dovranno renderne conto».

Intanto la Cnn riporta la notizia di sanzioni presto in arrivo dagli Stati Uniti: «Gli Usa si avviano a imporre sanzioni contro il presidente Vladimir Putin e l’annuncio potrebbe arrivare anche oggi stesso».

20.37- La Difesa ucraina riceve nuove armi: «Benvenute all’inferno»

«I battaglioni della Difesa Territoriale di Kiev hanno ricevuto NLAW. Benvenuti all’inferno». Questo solo uno dei tweet che l’esercito ucraino continua a diffondere sul profilo social ufficiale raccontando la storia di una nuova guerra. I militari documentano l’arrivo di nuovi sistemi missilistici anticarro a corto raggio e le azioni di difesa che in queste ore continuano su tutto il territorio ucraino.

20.29 – Kiev sempre più assediata. Sindaco: «5 esplosioni vicino a centrale elettrica»

Il sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha fatto sapere tramite il suo profilo Twitter di cinque esplosioni avvenute pochi minuti fa «vicino alla centrale elettrica CHP-6, con un intervallo l’uno dall’altra dai 3 ai 5 minuti». La centrale di cui parla il sindaco si trova a 14 km dal centro della capitale ucraina.

20.24 – Papa Francesco lancia appello in lingua russa e ucraina

Sull’account ufficiale @Pontifex, Papa Bergoglio ha diffuso un messaggio in lingua russa e ucraina per sostenere l’Ucraina e ribadire la propria posizione contro la guerra. Il messaggio riprende un passaggio dell’enciclica Fratelli tutti: «Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male». A seguire i due hashtag #PreghiamoInsieme e #Ucraina.

20.00 – Draghi alla Nato: «Servono reazioni decise. Noi faremo nostra parte»

«Abbiamo condannato con la massima fermezza l’attacco di una brutalità ingiustificata della Russia all’Ucraina. Il comportamento russo è la più grave minaccia alla sicurezza euro-atlantica da decenni e soprattutto alla nostra democrazia e libertà». Queste le parole pronunciate dal premier italiano Mario Draghi nel suo intervento al vertice Nato. «La nostra unità è e sarà sempre la risposta più forte. Manteniamo una posizione coesa e decisa». Il presidente del Consiglio ha poi ribadito il sostegno concreto che il Paese è disposto a fornire fin da subito: «L’Italia è uno dei più importanti contributori di truppe alle operazioni Nato. Siamo pronti a fare la nostra parte, come sempre, per mettere a disposizione le forze necessarie. La reazione deve essere determinata per evitare qualsiasi ambiguità».

19.36 – Sanzioni, ancora grossi dubbi sul sistema Swift

La telefonata avvenuta tra il ministro degli Esteri italiano Di Maio e quello ucraino Dmytro Kuleba ha toccato uno dei punti più delicati per la questione sanzioni da destinare alla Russia. Sull’esclusione di Mosca dal sistema Swift Kuleba riferisce dichiarazioni nette da parte di Di Maio che si sarebbe espresso a favore: «Il mio collega mi ha assicurato che l’Italia sosterrà il bando della Russia al sistema Swift», ha annunciato su Twitter. Con l’ok anche dell’Italia finora in forte dubbio, almeno sulla carta, l’occidente sarebbe quindi pronto a decidere per una delle più dure sanzioni finanziarie. Ma l’ufficialità sembra ancora non arrivare. «La decisione è in discussione», ha fatto sapere l’Alto rappresentate della Politica Estera dell’Ue Josep Borrell, «al momento non c’è ancora l’unanimità necessaria». In quanto all’Italia, Palazzo Chigi conferma la posizione sostenuta da Di Maio nella telefonata con Kiev: «Non vi è alcuna richiesta di eccezione sulle sanzioni da parte dell’Italia. La posizione italiana è allineata a quella della Ue», ribadisce su Twitter.

Ma il ministro dell’economia Daniele Franco si dichiara pubblicamente scettico: «L’eventuale esclusione della Russia dal sistema di pagamenti Swift creerebbe un problema rispetto al pagamento delle forniture di gas destinate all’Italia e ad altri Paesi Ue». Il ministro spiega l’origine delle preoccupazioni nutrite in queste ore «dall’Italia ma anche da altri Paesi»: il timore è quello di non riuscire a pagare il gas naturale russo. «Se una sanzione dovesse interrompere la possibilità di pagare e quindi interrompere i flussi, per un Paese come l’Italia che utilizza il gas per il 43% del suo fabbisogno e circa il 15% del suo bisogno di energia, il venir meno di questo tipo di forniture potrebbe essere un problema».

Nel frattempo dal Parlamento europeo arrivano esortazioni nel prendere una decisione coraggiosa e dura: «Abbiamo bisogno di più sanzioni e devono essere di ulteriore portata, inclusa l’esclusione della Russia dal sistema Swift e severe sanzioni individuali», scrive la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola su Twitter. «La nostra determinazione non sarà annacquata dall’aggressione del Cremlino. L’UE deve adottare sanzioni massicce, senza precedenti e severe nei confronti della Russia. Se siamo tentati di accontentarci, di fare un passo indietro, presto ci troveremo di fronte a un altro ultimatum. E poi?». Il sistema Swift è un progetto creato nel 1973 che permette di scambiare le informazioni necessarie per le transazioni finanziarie da un Paese a un altro. Negli anni ’70 ha sostituito il Telex, lo strumento utilizzato in precedenza per comunicare la disposizione di spostamenti di denaro tra banche di nazionalità differente. Lo Swift trasmette una rete di informazioni finanziarie preziose (e non vero denaro) da cui la Russia in caso di sanzioni sarebbe esclusa. 

19.14 – Kiev: «Tra Draghi e Zelensky solo un malinteso»

Solo un malinteso. Si risolve così lo scambio apparentemente duro che poche ore fa si era consumato tra il premier Mario Draghi e il presidente ucraino Kelensky. Al centro della questione una telefonata fissata tra i due a cui Kiev non è riuscita a rispondere. Secondo fonti diplomatiche riportate da Ansa il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba hanno avuto un colloquio telefonico. «In merito all’episodio di questa mattina» ha spiegato Di Maio, «Kobe ha riferito che tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il premier Mario Draghi c’è stato “solo un malinteso”. La questione sarà risolta rapidamente con un’altra telefonata che avverrà a breve tra Draghi e Zelensky».

19.08 – Zelensky: «Ho parlato con Biden. Da Usa forte sostegno»

Dopo il video girato in mimetica per le strade di Kiev, il presidente ucraino Zelensky torna a parlare su Twitter avvisando di un dialogo avuto con il presidente degli Stati Uniti. «Rafforzamento delle sanzioni, assistenza concreta alla difesa e una coalizione contro la guerra sono stati i temi che ho appena discusso con Joe Biden. Grato agli Stati Uniti per il forte sostegno all’Ucraina».

18.33 – L’Italia pronta a nuove missioni Nato sul fianco est

Dopo il Consiglio dei ministri riunitosi nel pomeriggio, la nota diffusa dal governo italiano parla di nuovi missioni Nato che l’Italia è pronta a sostenere «sul fianco est». «Nel contesto delle determinazioni in ambito Nato», continua Palazzo Chigi, «l’Italia ha attivato interlocuzioni tecniche con singoli Paesi alleati, maggiormente esposti sul fianco est, al fine di verificare la possibilità di attivare ulteriori iniziative con caratteristiche simili alla missione già operativa in Lettonia, anche in termini di personale impiegato». Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri vede l’Italia impegnata nel rafforzamento dell’impegno militare Nato dopo l’attacco della Russia all’Ucraina. Si tratta dello stanziamento di 153 milioni di euro per il 2022 e di 21 milioni per il 2023. Denaro che servirà a potenziare la sorveglianza navale e lo spazio aereo dell’Alleanza. L’obiettivo dichiarato è quello di partecipare al dispiegamento di forze «di elevata prontezza». A conferma di quanto deciso in Cdm, anche le dichiarazioni del segretario generale della Nato Soltenberg: «Per rafforzare il fianco est dell’Alleanza sono stati già dispiegati migliaia di uomini e 100 aerei, a cui si aggiungono 20 unità navali nel Mediterraneo».

Ore 18.23 – Vertice Nato: «Putin pagherà caro l’errore commesso»

A conclusione del vertice straordinario Nato, i leader parlano da un lato di un’escalation da evitare a tutti i costi e dall’altro di un severo prezzo da far pagare alla Russia. «Procederemo a tutti i dispiegamenti necessari per assicurare una forte e credibile deterrenza e difesa attraverso l’Alleanza ora e in futuro», spiega l’organizzazione. «Le nostre misure sono e restano preventive, proporzionate e non sono improntate a un’escalation». La nota diffusa contiene poi un chiaro riferimento al presidente Vladimir Putin: «Ha commesso un terribile errore strategico per il quale la Russia pagherà un prezzo severo nei prossimi anni in termini politici ed economici». Su invito del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, hanno preso parte al vertice straordinario anche Finlandia e Svezia. Mosca si è sempre opposta all’entrata nell’Alleanza dei due Paesi, come ribadito oggi stesso anche dal ministero degli Esteri russo.

18.15 – Il presidente Zelensky in mimetica a Kiev

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si trova ancora a Kiev. A renderlo noto è stato il capo del suo staff. E a testimonianza di quanto riferito è stato diffuso anche un video in cui il Zelensky indossa una mimetica militare e parla al mondo: «Siamo qui, siamo a Kiev, stiamo difendendo l’Ucraina». Le immagini sono state girate in una delle strade poco distanti dal palazzo del governo e arrivano in risposta alle voci circolate nelle ultime ore che vedevano il presidente ucraino nascosto in un bunker.

Ore 17.50 – Russia fuori anche dall’Eurovision Song Contest

Gli organizzatori dell’Ebu, European Broadcasting Union, hanno ufficialmente deciso di escludere tutti i cantanti russi dall’Eurovision Song Contest 2022. Nella nota diffusa si spiega che la decisione è stata presa per il timore che «alla luce della crisi senza precedenti in Ucraina l’inclusione di una voce russa nel Contest di quest’anno porterebbe screditare la competizione stessa».

17.40 – Onu: «Già 50mila rifugiati, molti altri in arrivo»

La popolazione ucraina continua nel tentativo disperato di fuggire dal proprio Paese in guerra. L’Onu fa sapere di 50mila rifugiati dall’Ucraina già ospitati. «E ne riceveremo molti altri», spiega l’alto funzionario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi. «Siamo già nel Paese e in quelli limitrofi. C’è una sorta di resilienza e abbiamo grandi capacità di soccorso umanitario, ma il problema è che i numeri potrebbero superare la nostra capacità di accoglienza».

17.26 – L’appello di Kiev al mondo: «Solidarietà con i fatti e non solo a parole»

«Mostrate la vostra solidarietà, amici, non con parole ma con i fatti». L’appello di un intervento fattivo arriva direttamente da Kiev. Il ministero degli Esteri ucraino ha diffuso su Twitter una lettera in cui si rivolge alla comunità internazionale fornendo una lista di passi concreti che il mondo dovrebbe compiere per sostenere sul serio l’Ucraina. «Imporre immediatamente massicce sanzioni alla Russia, escludere Mosca dal sistema Swift, sostenere l’Ucraina con armi, carburante, mezzi finanziari per contrastare l’esercito russo», spiega il ministero. L’urgenza è anche quella «di rimuovere la Russia dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu e altri fora internazionali insieme alla decisione di espellere gli ambasciatori russi a livello mondiale e di tagliare le relazioni diplomatiche».

17.16 – Il Pentagono: «La Russia non ha predominio aereo su Ucraina»

Secondo quanto riferito da un alto funzionario del Pentagono, la Russia avrebbe perso slancio nella sua invasione dell’Ucraina, non riuscendo a conquistare il predominio aereo sul Paese. «Le truppe russe non stanno avanzando così rapidamente come stimato dall’intelligence americana», ha riferito un alto funzionario della Difesa degli Stati Uniti all’agenzia Bloomberg.

16.58 – Il Cremlino: «I funzionari ucraini hanno smesso di rispondere sui negoziati»

Continuano i dubbi sull’effettiva possibilità di dialogo tra Mosca e Kiev. Il portavoce del Cremlino, Dmitri S. Peskov, ha riferito ai giornalisti che «i funzionari ucraini hanno smesso di rispondere alla proposta russa di tenere colloqui in Bielorussia». Secondo il portavoce inoltre gli ucraini starebbero installando «sistemi di lancio multiplo di razzi nei quartieri residenziali di Kiev e altrove». E aggiunge: «Abbiamo offerto un incontro, ma poi gli ucraini hanno interrotto i contatti. Riteniamo che questa situazione sia estremamente pericolosa».

16.29 – La Russia estromessa dal Consiglio d’Europa

«Il Consiglio d’Europa ha avviato un processo per sospendere l’adesione della Russia». A farlo sapere è il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki su Twitter. Una storia che si ripete: la Russia è membro dell’organismo per i diritti umani dal 1996. Nel 2014 venne espulsa dall’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa per l’annessione della Crimea. Fu poi reintegrata nel 2019 con pieni diritti. A dare definitiva conferma alla notizia poco dopo è il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio, presidente in esercizio del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa: «Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, di cui l’Italia ha la presidenza, ha preso la decisione di estromettere dalla propria membership la Federazione Russa, ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto del Consiglio d’Europa», ha spiegato il ministro. «L’Italia ritiene che si tratti di una misura necessaria alla luce dell’inaccettabile aggressione militare russa ai danni dell’Ucraina, che costituisce una grave violazione del diritto internazionale», ha concluso Di Maio.

16.19 – Lagarde: «Dopo l’invasione russa prezzo del gas a +22%»

Durante la conferenza stampa all’Ecofin informale di Parigi, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha dato conto dei prezzi alle stelle del gas dopo l’attacco russo. «Dall’invasione della Russia in Ucraina i prezzi del gas sono aumentati di circa il 22,2% per quanto riguarda le importazioni dell’eurozona dalla Russia» ha dichiarato, «i prezzi attualmente sono 6 volte più alti rispetto allo scorso anno. Il prezzo del petrolio è del 54% più alto rispetto all’anno scorso».

16.02 – Mosca: «I colloqui a Minsk non interromperanno l’azione militare»

«I possibili negoziati a Minsk possono iniziare in qualsiasi momento ma non cancellerebbero l’operazione speciale russa in Ucraina». A dirlo è il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. «Ma prima Kiev deve decidersi: o parla con il nostro Paese o accusa il nostro Paese», ha aggiunto. Il riferimento è a quanto annunciato dal portavoce del Cremlino poche ore fa su una delegazione russa che potrebbe essere inviata a Minsk per negoziare con l’Ucraina. A questo proposito Lavrov ha aggiunto: «Troppo presto per indicare a che livello una delegazione russa potrebbe partecipare ai colloqui».

15.51 – Putin all’esercito ucraino: «Prendete il potere. Vostre autorità banda di drogati e nazisti»

Il presidente russo Vladimir Putin si rivolge direttamente all’esercito ucraino. L’invito è quello di «prendere il potere» a Kiev e di «rimuovere il presidente Zelensky». In diretta dalla televisione di stato russa il capo del Cremlino ha continuato con parole dure nei confronti delle autorità ucraine: «Stiamo combattendo una banda di drogati e nazisti che si è insediata a Kiev e ha preso in ostaggio l’intero popolo ucraino», ha detto davanti le telecamere, «i banderiti di destra e i neonazisti in Ucraina stanno installando armi pesanti, inclusi sistemi di lancio multiplo di razzi, proprio nei distretti centrali delle principali città, tra cui Kiev e Kharkiv».

15.25 – Macron: «Le sanzioni europee colpiranno i più alti dirigenti russi»

Il presidente francese Macron ha affermato che le sanzioni europee colpiranno anche «i più alti dirigenti russi». Il Consiglio europeo ha approvato «sanzioni senza precedenti in Russia e Bielorussia, riguarderanno anche personalità russe». «L’Unione europea deve diventare pienamente una potenza più sovrana in materia di energia, tecnologia e questioni militari», ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron in un discorso scritto ai legislatori francesi sulla situazione in Ucraina. Ha anche affermato che l’Europa sta mostrando unità, anche per quanto riguarda le sanzioni contro la Russia. «Questo test conferma a tutti che la nostra Europa non è un’Unione di consumatori, ma un progetto politico di cittadini basato su valori e principi comuni», ha affermato il presidente francese.

14.55 – Bloccati i beni di Putin e Lavrov in Europa

Oltre alle sanzioni, l’Ue ha deciso di congelare i beni nel territorio dell’Unione Europea del presidente russo Vladimir Putin e del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. «Ci stiamo muovendo il più velocemente possibile», ha riferito un funzionario europeo all’agenzia di stampa Reuters, sottolineando che gli Stati membri potrebbero puntare anche al congelamento dei beni e delle ricchezze di altri oligarchi russi sul territorio europeo.

14.45 – La mappa delle esplosioni e le vie di accesso delle truppe russe

OPEN / Vincenzo Monaco | La mappa delle esplosioni e le vie di accesso delle truppe russe

14.15 – Putin pronto a inviare una delegazione russa a Minsk per i negoziati con l’Ucraina

Il presidente russo Putin «è pronto a inviare a Minsk, in Bielorussia, una delegazione russa composta da rappresentanti del ministero della Difesa, del ministero degli Esteri e dell’amministrazione presidenziale per procedere nei negoziati con la delegazione ucraina». Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. In precedenza, il portavoce del Cremlino aveva dichiarato che la Russia riconosce lo status di presidente dell’Ucraina al premier Zelensky.

13.45 – Putin a Xi: «Disponibile a negoziati di alto livello con l’Ucraina»

La Russia «è disposta a condurre negoziati ad alto livello con l’Ucraina»: è quanto riferito dal presidente russo Vladimir Putin durante la telefonata avuta nel primo pomeriggio con l’omologo cinese Xi Jinping parlando della situazione in Ucraina. Il presidente russo «ha introdotto latitudine e longitudine storiche della questione e la situazione e la posizione delle operazioni militari speciali russe nella parte orientale del Paese».

13.30 – Zelensky chiede a Putin di tornare al tavolo delle trattative

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nuovamente invitato il presidente russo Vladimir Putin, a sedersi ad un tavolo delle trattative. Lo riportano le agenzie russe Tass e Interfax: «Voglio fare appello ancora una volta al presidente della Federazione Russa, i combattimenti sono in corso in tutta l’Ucraina, sediamoci al tavolo dei negoziati per fermare la morte di persone». Al contempo, il presidente ucraino ha rivolto un appello ai cittadini europei: «Se avete esperienza di combattimenti in Europa e non volete stare a guardare l’indecisione dei politici, potete venire nel nostro paese e unirvi a noi nella difesa dell’Europa». Nel videomessaggio alla nazione il presidente ucraino ha sottolineato che «l’Europa ha abbastanza forza per fermare questa aggressione, ma come vi difendete se siete così lenti ad aiutarci in Ucraina?». Secondo Zelensky «l’invasione della Russia in Ucraina non è una semplice invasione, bensì l’inizio della guerra contro l’Europa e contro l’unità dell’Europa, contro i diritti umani fondamentali in Europa, contro tutte le regole di convivenza nel continente, contro il fatto che gli Stati europei rifiutano di dividere i confini con la forza».

12.45 – Papa Francesco si presenta a sorpresa dall’ambasciatore russo

Papa Francesco, in mattinata, si è recato a sorpresa nella sede dell’ambasciata russa presso la Santa Sede per chiedere la fine dei bombardamenti russi in Ucraina. Il colloquio tra il Pontefice e il Papa e l’ambasciatore di Mosca, Aleksander Avdeev, è durato circa 30 minuti. In precedenza il Pontefice aveva annullato tutte le udienze improrogabili in programma per la mattinata di oggi, 25 febbraio, a eccezione di quella per la presentazione delle lettere credenziali del nuovo ambasciatore greco presso la Santa Sede, Aikaterini-Katia Georgiou.

12.38 – Zelensky gela Draghi: «Cercherò di spostare l’orario della guerra per poter parlare con lui»

«Oggi alle 10:30 sui fronti di Chernihiv, Gostomel e Melitopol ci sono stati pesanti combattimenti e sono morte molte persone. La prossima volta cercherò di spostare l’orario della guerra per poter parlare con Mario Draghi in un momento specifico. Nel frattempo, l’Ucraina continua a lottare per il suo popolo». A scriverlo è il presidente ucraino Zelensky, riferendosi alla mancata chiamata tra il premier italiano e il presidente ucraino. Nel suo discorso alla Camera, il presidente Draghi aveva comunicato che «ieri, al Consiglio europeo, ha preso parte anche il presidente Zelensky, è stato un momento davvero drammatico, è nascosto in qualche parte di Kiev e ha detto che lui e l’Ucraina non hanno più tempo e che lui e la sua famiglia sono l’obiettivo. È stato davvero un momento drammatico. Oggi, stamattina, mi ha cercato, abbiamo fissato un appuntamento telefonico per le 9,30 (ora italiana) ma non è stato poi possibile fare la telefonata perché il presidente Zelensky non era più disponibile».

12.30 – Cancellato il Gp di Formula 1 in Russia

È stato cancellato il Gran premio di Russia di Formula 1 in programma a Sochi per il prossimo 25 settembre. La decisione, conseguenza dell’invasione russa in Ucraina, è giunta a seguito del confronto tra «F1, la FIA e le squadre che hanno discusso la posizione del nostro sport – si legge in un comunicato ufficiale della F1 – e la conclusione, inclusa l’opinione di tutte le parti interessate, è che è impossibile tenere il Gran Premio di Russia nelle circostanze attuali».

12.20 – Mattarella: «Inaccettabile distruggere 70 anni di pace»

«Sull’Europa si abbatte una nuova tragedia che mette in pericolo pace e libertà. Inaccettabile distruggere 70 anni di pace. Gli italiani devono essere e lo saranno certamente intransigenti, determinati e uniti», ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso in riferimento alla guerra innescata dalla Russia che sta devastando l’Ucraina durante la visita a Norcia, colpita dal terremoto nel 2016.

11.50 – Merkel: «L’attacco russo segna una profonda svolta nella storia dell’Ue»

«Questa guerra di aggressione da parte della Russia segna una profonda svolta nella storia europea del dopo Guerra Fredda». Sono le parole dell’ex cancelliera tedesca, Angela Merkel, all’agenzia di stampa tedesca Dpa. Sino a oggi, l’ex cancelliera tedesca, dopo la fine del suo mandato, si era ritirata a vita privata e non aveva rilasciato alcuna dichiarazione. Nell’intervista, Merkel ha dichiarato che i suoi pensieri sono rivolti al popolo ucraino e al governo di Kiev: «Tutti gli sforzi del governo federale tedesco, dell’Unione europea e dei partner per porre fine a questa guerra di aggressione da parte della Russia e del presidente Putin il più rapidamente possibile hanno il mio pieno sostegno».

11.40 – Il Cremlino: «Riconosciamo Zelensky come presidente dell’Ucraina»

La Russia riconosce come legittimo presidente dell’Ucraina, Zelensky. Lo riferisce il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia russa Interfax. Il portavoce di Mosca ha dichiarato: «Sì, certo, Volodimir Zelensky è il presidente dell’Ucraina, sì».

11.30 – La Uefa sposta la finale di CL da San Pietroburgo a Parigi. Il Cremlino: «Vergogna»

La Uefa ha deciso di spostare la finale di Champions League a Parigi da San Pietroburgo, a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina. Diversi funzionari hanno riferito che nel pomeriggio di ieri, giovedì 24 febbraio, il presidente francese Macron è stato coinvolto nei colloqui con il capo della Uefa Aleksander Čeferin sul trasferimento della finale in Francia. Non si è fatta attendere la risposta da Mosca, che ha definito tale decisione «vergognosa».

11.00 – Draghi: «Sono tra i giorni più bui della storia europea, siamo pronti a sanzioni ancora più dure»

«L’Italia condanna con assoluta fermezza l’invasione, che giudichiamo inaccettabile. L’attacco è una gravissima violazione della sovranità di uno stato libero e democratico, dei trattati internazionali, e dei più fondamentali valori europei». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante l’informativa alla Camera sul conflitto tra Russia e Ucraina. «L’offensiva ha già colpito in modo tragico la popolazione ucraina: il ministero dell’Interno ucraino registra vittime civili. Le immagini a cui assistiamo, di cittadini inermi costretti a nascondersi nei bunker e nelle metropolitane, sono terribili e ci riportano ai giorni più bui della storia europea – ha proseguito il premier -. Si registrano lunghe file di auto in uscita da Kiev e da altre città ucraine, soprattutto verso il confine con l’Ue».

9.45 – Kiev: «Cresce il livello delle radiazioni a Chernobyl». Mosca smentisce

«Ieri unità delle forze russe hanno preso il pieno controllo del territorio nell’area della centrale nucleare di Chernobyl». È quanto affermato dal generale russo Igor Konashenkov, citato dal network russo Sputnik. Il generale russo, nel suo discorso, ha fatto riferimento a un «accordo con un battaglione distinto a difesa dell’impianto nucleare dell’Ucraina sulla sicurezza congiunta delle unità e del sarcofago della centrale nucleare di Chernobyl». Ieri il consigliere del presidente ucraino Zelensky, Mykhailo Podolyak, confermava che le forze ucraine avevano perso il controllo dell’impianto, mentre l’Agenzia atomica internazionale (Aiea) ha espresso «grande preoccupazione per l’occupazione da parte delle forze russe dell’impianto nucleare: bisogna evitare ogni azione che possa mettere a rischio le strutture nucleari del Paese». E oggi, l’agenzia nucleare ucraina ha lanciato un nuovo allarme, segnalando che si è rilevato «un forte incremento dei livelli di radiazioni nella zona dell’impianto nucleare». Al contempo, il ministero della Difesa russo ha smentito Kyïv, dichiarando che «il livello di radiazioni nell’area della centrale nucleare di Chernobyl è normale».

9.20 – Le truppe russe sono entrate a Kiev

Le forze russe sono entrate nel distretto settentrionale di Obolon, uno dei dieci distretti in cui è suddivisa la città di Kyïv, a circa 10 chilometri dalla sede del parlamento ucraino, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa di Kiev in un tweet. Il ministero ha chiesto ai cittadini di «informare le autorità ucraine sugli spostamenti delle truppe russe», e ha invitato «gli ucraini a preparare molotov» per difendersi da possibili attacchi. Inoltre, il ministero della Difesa ucraino ha richiesto ai residenti «di non uscire di casa e di mettersi al sicuro».

8.40 – Kiev: «L’esercito russo è alle porte della capitale»

«Le truppe aviotrasportate delle forze armate ucraine combattono nelle zone di Dymer e Ivankiv», rispettivamente a 45 e 80 chilometri dalla capitale ucraina, dopo «l’avanzata di un gran numero di mezzi blindati del nemico», si legge in un tweet del ministero della Difesa dell’Ucraina. Inoltre, «l’esercito russo avrebbe sequestrato due veicoli militari ucraini, mentre i militari russi hanno indossato le uniformi ucraine e si stanno dirigendo verso il centro di Kiev». È l’allarme lanciato dal ministero della Difesa ucraino.

8.20 – Kiev: «Oggi sarà il giorno più difficile»

«Gli attacchi a Kiev con missili da crociera o balistici stanno continuando. Oggi sarà il giorno più difficile». Lo ha riferito il consigliere del ministero dell’Interno ucraino, Anton Gerashchenko, sottolineando che «il piano del nemico è di sfondare con i carri armati da Ivankiv e Chernihiv fino a Kiev».

8.10 – Iran: «L’espansione della Nato a Est è una seria minaccia»

Un’espansione a Est della Nato rappresenta «una seria minaccia alla stabilità e alla sicurezza di Paesi indipendenti in varie aree». Lo ha affermato il presidente iraniano, Ebrahim Raisi, nel corso di un colloquio telefonico con il capo di stato russo Vladimir Putin, secondo quanto riferito dall’agenzia Irna

7.45 – L’avanzata delle truppe russe verso Kiev

La viceministra della Difesa, Hanna Malyar, ha dichiarato che le truppe russe potrebbero entrare nel villaggio di Vorzel, un sobborgo occidentale di Kiev a circa 30 chilometri dal centro della capitale. Le persone stanno correndo in cerca di riparo a Kiev, mentre il suono delle sirene e delle esplosioni risuona per la città dalle 7.30 ora locale (6.30 ora italiana).

7.25 – Il rublo recupera sul dollaro, russi oggi a Kiev

Il rublo recupera sul dollaro dopo il crollo di ieri e le sanzioni in arrivo da parte della comunità internazionale. La valuta di Mosca ha recuperato sul biglietto verde il 4,4%. Al cambio attuale per un dollaro ci vogliono 84,74 rubli. La Banca Centrale russa ha annunciato misure di sostegno agli istituti di credito del paese sanzionati dagli Stati Uniti. La vice ministra degli Esteri ucraina Hanna Malyar ha detto che i russi potrebbero arrivare nei villaggi vicino a Kiev nella giornata di oggi. I militari stanno difendendo le posizioni su quattro diversi fronti nel Paese, nonostante siano in numero inferiore rispetto alle truppe russe.

6.20 – L’aeroporto sotto attacco

Le forze russe hanno iniziato alle 6.10 (le 5.10 ora italiana) a bombardare l’aeroporto di Velyka Omelyana, a 4 chilometri da Rivne, cittadina del nordovest dell’Ucraina a circa 300 chilometri da Kiev e 160 dal confine con la Polonia. Lo ha dichiarato il capo dell’Aeronautica militare ucraina nello scalo. Alcuni residenti testimoniano di violente esplosioni. L’attacco è confermato anche dalle autorità locali. Secondo i militari, c’è stata un’esplosione che ha distrutto la pista di riserva. Nessuno è rimasto ferito, hanno aggiunto. Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha denunciato sul suo account su Twitter, «l’orribile lancio di missili russi su Kiev» che avrebbe provocato almeno 3 feriti. «L’ultima volta che la nostra capitale ha subito qualcosa di simile è stato nel 1941, quando è stata attaccata dalla Germania nazista. L’Ucraina ha sconfitto quel demone e sconfiggerà anche questo». Secondo il governo di Kiev l’antiaerea ha abbattuto un missile russo, che si è schiantato su un palazzo provocando un incendio.

3.30 – I bombardamenti russi su Kiev

La capitale dell’Ucraina Kiev si trova sotto i bombardamenti della Russia. Che ha attaccato l’aeroporto di Velyka Omelyana. Secondo il consigliere del ministero degli Interni ucraino, Anton Gerashchenko, sulla capitale sono stati lanciati missili da crociera o balistici. La Cnn dice che due esplosioni si sono ascoltate nitidamente nel centro della città e un’altra in lontananza. Gli scoppi sono stati avvertiti in vari distretti della capitale ucraina alle 4:22 ora locale (3:22 ora italiana). Secondo l’Ukrainska Pravda le forti esplosioni sono dovute al fatto che le forze ucraine potrebbero aver abbattuto un missile o un aereo russo. Intorno alle 4.30 ora locale (le 3.30 in Italia) i residenti nell’area di Osokorki hanno sentito due potenti esplosioni.

2.40 – Von der Leyen: «Putin deve fallire e fallirà»

«Questi eventi segnano l’inizio di una nuova era. Putin sta cercando di soggiogare un paese europeo amico. Sta cercando di ridisegnare la mappa dell’Europa con la forza. Colpiremo il 70% del mercato finanziario russo. Putin deve fallire e fallirà». Lo ha dichiarato dopo il Consiglio europeo straordinario la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha illustrato le misure restrittive concordate dai leader europei. Le sanzioni riguardano cinque principali settori strategici, ossia finanziario, l’energia (la raffinazione del petrolio), i trasporti, la il comparto di sviluppo tecnologico e i visti.

2.10 – La caduta dell’Isola dei Serpenti

Nella notte l’Ucraina ha perso il controllo della piccola Isola dei Serpenti, nel Mar Nero, a circa 45 km dalla costa della Romania. Lo ha ammesso il servizio della guardia costiera locale, citato dalla Tass: «Stando alle informazioni che abbiamo, l’Isola dei Serpenti è stata presa», dice la guardia costiera, aggiungendo di aver perso i contatti con il personale ucraino sull’isolotto, praticamente disabitato, che fa parte dell’oblast di Odessa. Secondo il Kyiv Independent, 13 guardacoste sarebbero stati uccisi dai russi nel tentativo di difendere l’isola. Intanto l’agenzia di stampa Tass riferisce che almeno 14 volte nella giornata di ieri proiettili ucraini sono caduti nella regione di Rostov che si trova nel sul della Russia. La Tass non ha citato vittime, ma precisa, che sugli episodi sono stati avviati procedimenti penali e che, tra gli obiettivi colpiti, è stato distrutto un edificio utilizzato dal dipartimento delle guardie di frontiera dell’FSB nella regione di Rostov.

1.30 – Blinken vs Putin

Il segretario di Stato americano Antony Blinken si è detto convinto che Mosca cercherà di rovesciare il governo ucraino. «Non c’è bisogno di intelligence per dire che è esattamente ciò che vuole il presidente Putin. Ha chiarito che vorrebbe ricostituire l’Impero Sovietico, a parte questo vorrebbe una influenza sui paesi vicini che un tempo facevano parte del blocco sovietico», ha detto alla Cnn. Il presidente dell’Ucraina Volonymyr Zelensky ha detto che dall’inizio dell’attacco sono morti 137 cittadini ucraini.

A cura di Giada Giorgi, Maria Pia Mazza, Alessandro D’Amato

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