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Sanremo 26, gli italiani preferiscono Amadeus e il Festival va forte al Sud e tra gli elettori di destra

24 Febbraio 2026 - 14:53 Gabriele Fazio
Il FantaSanremo 2025 si farà, lanciato il trailer
Il FantaSanremo 2025 si farà, lanciato il trailer
Il 38% degli italiani preferisce Amadeus, nella fascia 18-34 la percentuale sale al 56%

Carlo Conti è stato chiaro: «Questo è il mio ultimo Festival». Una notizia che non ha fatto troppo scalpore dato che il conduttore toscano aveva già accennato alla possibilità di non condurre Sanremo 2027, vedremo se manterrà l’incarico di direttore artistico, ma è chiaro che al momento, a poche ore dall’apertura del sipario della prima serata, l’argomento sarà tenuto in freezer, come da tradizione, fino alla conferenza stampa della domenica, il giorno dopo la finale. Una notizia che però, secondo quanto rivelato da un sondaggio di YouTrend, a molti non farà né caldo né freddo, anzi, pare che il 38% degli italiani ha nostalgia di Amadeus, solo il 23% preferisce Carlo Conti. Gap che si allarga enormemente se si prendono in considerazione le risposte date dagli intervistati nella fascia 18-34, 56% contro 18% a favore di Amadeus; e si riduce progressivamente con l’età, fino quasi ad annullarsi nella fascia che parte dai 55 anni (34% contro 26%). D’altra parte parliamo di due volti estremamente ed equamente familiari al pubblico della Rai.

L’effetto Amadeus sul Festival

Ormai è consolidato il fatto che Amadeus abbia riacchiappato per le orecchie le sorti del Festival di Sanremo, che anche il record di Conti del 2025 sia solo conseguenza del lavoro del precedente conduttore e direttore artistico. Sulla questione Conti è stato chiaro oggi durante la conferenza stampa: «Non camminerò a cinque metri d’altezza se andrà bene, non mi abbatterò se non riuscirò a battere me stesso». Un lavoro comunque cui strascico continua a dare risultati alla Rai, che da circa un decennio ha preso molto seriamente la mission di riavvicinare i giovani al Festival sperando che poi non cambino canale o passino su una piattaforma, dando una chance al resto della programmazione. Secondo YouTrend infatti tra i giovani nella fascia 18-34 anni si registra il picco di “nuovi convertiti”: il 17% dichiara che di solito non segue il festival ma quest’anno lo guarderà, quasi il doppio della media nazionale (9%) e tre volte il dato della fascia 35-54 anni (5%). Sul versante delle uscite, il tasso di abbandono degli spettatori abituali è contenuto (5% in media).

Il Sud ama Sanremo

Il sondaggio di YouTrend indaga anche l’amore in generale degli italiani per il Festival e i risultati non sono così scontati. Pare infatti che il 43% degli italiani ha dichiarato che non guarderà Sanremo, una percentuale che si apre fino al 58% per i pensionati, il 54% per chi ha superato i 55 anni e al 53% per chi vive al Nord. Una strana spaccatura geografica, chi abita nel Sud della penisola infatti seguirà per il 25% tutte le serate del Festival contro il 13% del Nord.

Pregi e difetti secondo gli italiani

Alla domanda sui pregi del Festival (con possibilità di scegliere fino a due opzioni), la “capacità di unire l’Italia” emerge come primo valore associato alla manifestazione (19%), seguita dalla presenza dei cantanti (17%) e dal clima nazionalpopolare (16%). Staccata la qualità della musica (15%) e la centralità mediatica (12%). Sul fronte dei difetti (fino a due opzioni), il primato va alle polemiche politiche collegate al festival (30%), a testimonianza di quanto la dimensione extramusicale risulti divisiva. Un dettaglio che quest’anno è emerso prepotentemente all’annuncio e poi ritiro dell’invito al comico Pucci. In questo senso un dato significativo riguarda le tendenze politiche dei telespettatori del Festival, decisamente spostate a destra (36%). Seguono la durata delle serate (28%), la qualità della musica (19%) e il sistema di voto articolato (17%).

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