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Sanremo, da «Il Disertore» a «Gam Gam» fino a Chaplin e Papa Francesco: il potente messaggio contro le guerre di Dargen D’Amico – Il video

27 Febbraio 2026 - 22:52 Anna Clarissa Mendi
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Accompagnato da Pupo e dal trombettista Fabrizio Bosso sul palco dell'Ariston, il rapper ha proposto una rilettura del celebre brano "Su di noi"

Dargen D’Amico fa ciò che sa fare meglio: trasformare la musica in un messaggio potente e universale, questa volta – come già accaduto in passato – a favore della pace. Accompagnato da Pupo e dal trombettista Fabrizio Bosso sul palco dell’Ariston, il rapper ha proposto una rilettura del celebre brano Su di noi, caposaldo della musica italiana presentato a Sanremo nel 1980. Partendo dalla struttura melodica originale, D’Amico ha inserito i versi de Il Disertore (Le Déserteur), canzone pacifista di Boris Vian scritta nel 1954 e incisa in Italia da Ornella Vanoni e Ivano Fossati.

Le Déserteur

Composto nel contesto della guerra d’Indocina e della sconfitta francese a Dien Bien Phu, il brano assume la forma di una lettera aperta rivolta a un «Egregio presidente»: dodici strofe a rime baciate in cui un uomo dichiara con fermezza il suo rifiuto di impugnare le armi, spiegando di non voler diventare un assassino né alimentare la violenza, soprattutto dopo aver già perso i propri cari a causa della guerra.

«Gam Gam», Chaplin e Papa Francesco

Ma non solo: la performance è stata arricchita, sul finale, con un estratto di Gam Gam, brano di Elie Botbol scritto negli anni Ottanta per la corale di ragazzi ebrei francesi “Les Chévatim”, dedicata alla memoria della Shoah e reso celebre nella colonna sonora del film Jona che visse nella balena, curata da Ennio Morricone. Il testo, ispirato al Salmo 23, diventa un vero inno alla memoria e alla speranza.

Anche la chiusura della performance è un colpo emotivo potente. Dargen cita Charlie Chaplin nel film Il Grande Dittatore – «Ora devi parlare, per la nostra sola speranza» – e le parole di Papa Francesco: «Ci vuole buona volontà. Non rassegniamoci alla guerra». Un finale che lascia il pubblico sospeso tra emozione e riflessione, dimostrando come la musica possa trascendere il semplice intrattenimento. Tuttavia, non sono mancate le polemiche sui social: per alcuni utenti, la scelta di portare Pupo all’Ariston in versione “antimilitarista” appare controversa, alla luce delle polemiche sulla presunta vicinanza del cantante toscano a Vladimir Putin.

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