FACT-CHECKING

I follower Twitter inattivi di Grillo, Berlusconi e Grasso

David Puente, Valerio Berra - 14/02/201911:24Aggiornato 14/02/2019 20:59

In esclusiva per Open, il CNR di Pisa ha svolto uno studio approfondito sui follower di una lunga lista di account del mondo politico italiano. Oggi ci occuperemo di Beppe Grillo, Silvio Berlusconi e Pietro Grasso

Continua l'inchiesta di Open in collaborazione con il CNR di Pisa sui followers Twitter dei politici italiani. La settimana scorsa ci eravamo occupati dei tre big di partito, in ordine Luigi Di Maio, Matteo Renzi e Matteo Salvini. In seguito al sondaggio lanciato dalla pagina Facebook di Open ci eravamo occupati di Laura Boldrini, Alessandro Di Battista e Giorgia Meloni. Oggi tocca a un altro trio, quello composto da Beppe Grillo, Pietro Grasso e Silvio Berlusconi.

Nel nostro precedente articolo avevamo riportato alla fine un glossario - anche qui presente - dove spieghiamo il significato di account «inattivi», «fake» e «bot» . Questi "insiemi" non vanno confusi l'uno con l'altro e l'ultimo, quello dei «bot», lo tratteremo in un secondo momento. Vi racconteremo come il «classificatore» riconosce questi tipi di account e lo faremo attraverso un'intervista a Maurizio Tesconi, responsabile del gruppo di ricerca Web Application for the Future Internet dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa.

Beppe Grillo

Cominciamo da Beppe Grillo che, rispetto ai tre, ha l'account più longevo e operativo dal 2009. Secondo lo studio del CNR di Pisa, ottenuto da Open il 30 gennaio 2019, sono stati sottoposti dal «classificatore» 2.395.862 followers sui circa 2.473.215 (oggi tocca i 2.471.201 mila).

Sono stati individuati 183.735 account «umani», pari all'8% del totale analizzato. L'insieme degli «inattivi» tocca il 91% equivalente a 2.176.528 account. I «fake» sono 35.599, ossia l'1%. Il secondo passaggio del «classificatore» viene fatto su 2.472.459 followers, dove gli «inattivi» vengono suddivisi e sommati tra «umani», per un totale di 2.064.676 account (84%), e «fake», pari a 407.783 followers (16%).

Silvio Berlusconi

L'account ufficiale di Silvio Berlusconi è attivo dal 2017, ma ricordiamo la polemica del 2013 in cui un altro account a suo nome (@Berlusconi2013, ricreato nel 2014 forse da qualche burlone) aveva visto crescere i suoi followers da 7 mila a 71 mila in 24 ore. L'account ufficiale è stato analizzato sottoponendo al «classificatore» 46.790 followers sui circa 50.052 (oggi tocca i 51.368 mila).

Circa il 46% dei follower vengono considerati utenti «umani», per un totale di 21.581 account, gli «inattivi» risultano un’abbondante 43%, precisamente 20.039 account, mentre il restante 11% vengono riconosciuti come «fake», pari a 5.170 account. Gli utenti «inattivi» sono quelli che non interagiscono da un lasso di tempo prefissato nello studio. Il CNR di Pisa ha fatto un ulteriore analisi dando in pasto al «classificatore» 50.031 followers e individuando tra questi quanti potrebbero essere considerati «umani» e quanti «fake». Il totale, ottenuto sommando tutti gli insiemi, è di 35.863 «umani» (72%) e 14.168 «fake» (28%).

Pietro Grasso

Per quanto riguarda l'ex Presidente del Senato, Pietro Grasso, sono stati analizzati 616.636 followers su circa 635.803 (oggi tocca i 635.687).

Circa il 12% è considerato utente «umano», per un totale di 71.425 account, gli «inattivi» risultano il 85% del totale (526.859 account), mentre il restante 3% vengono riconosciuti come «fake», pari a 18.352 account. Classificando ulteriormente gli utenti «inattivi» e sommandoli agli altri due insiemi (analizzando un totale di 635.497 follower), otteniamo un totale di 439.660 account «umani» (69%) e 195.837 «fake» (31%).

Conclusioni

Così come Matteo Renzi, anche per Beppe Grillo c'è un numero altissimo di utenti inattivi che toccano il 90% del totale, Nei confronti di Berlusconi e Grasso il genovese è senz'altro in posizione di vantaggio avendo più followers, ma in tutto questo lo studio del CNR di Pisa dovrebbe farci capire che i numeri reali di utenti attivi e che interagiscono su Twitter sono meno di quelli che crediamo. Nell'ultimo articolo pubblicheremo tutti gli altri account sottoposti al «classificatore», incluso quello di David Puente.

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