Coronavirus, Gualtieri verso una “terapia d’urto” sull’emergenza: «Aiuti per 3,6 miliardi». Salvini: «Ne servono almeno 20»

Nel nuovo decreto si va dal credito d’imposta per chi ha subito un calo di fatturazione del 25% sino alla cassa integrazione: «Nessuno dovrà restare senza cure o perdere il lavoro per il coronavirus», dice il ministro dell’Economia

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri si dice pronto ad affrontare la “fase due” dell’emergenza Coronavirus sul profilo finanziario-economico. E così, dopo il decreto varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 25 febbraio (contenente lo stanziamento di 900 milioni per i comuni più colpiti dall’epidemia), il Governo ha deciso di aumentare i fondi, questa volta validi per tutta l’Italia.


Entro venerdì 6 marzo il governo giallorosso, stando alle parole del ministro dell’Economia riportate da la Repubblica –  varerà un nuovo decreto legge «a sostegno dei settori più colpiti dagli effetti del COVID-19, così come quelli dell’occupazione». Un pacchetto di misure straordinarie da 3,6 miliardi d’euro, pari allo 0,2% per del Pil nazionale.

Salvini: «Per aiuti seri servono almeno 20 miliardi»

Ma a contestare la nuova cifra predisposta, il leader della Lega Matteo Salvini torna all’attacco del Governo Conte e del ministro Gualtieri: «Altro che 3,6 miliardi… Per aiutare seriamente, e in tutta Italia, imprese e famiglie italiane in difficoltà per il virus servono subito almeno 20 miliardi. E se l’Europa dicesse “No”, sarebbe un oltraggio inaccettabile».

Le misure ipotizzate dal ministro Gualtieri

Attualmente le misure sono ancora in fase di definizione, ma il ministro Gualtieri ha preannunciato un ampio ventaglio di proposte da sottoporre al vaglio delle parti sociali, delle associazioni di categoria e degli enti locali, nonché del Parlamento, che dovrà autorizzare o meno questo stanziamento aggiuntivo «in via del tutto eccezionale». 

Tra le ipotesi preannunciate da Gualtieri si va «dal credito d’imposta per le aziende che abbiano subito un calo del fatturato superiore al 25% (come si è fatto per il terremoto), a riduzioni delle tasse. Dal contributo aggiuntivo per i fabbisogni operativi del servizio sanitario nazionale, alla Cassa integrazione in deroga».

Gualtieri: «Nessuno dovrà restare senza cure o perdere il lavoro per il coronavirus»

Ma Gualtieri ci tiene a rassicurare gli italiani: «Nessuno dovrà restare senza cure o perdere il lavoro per il coronavirus». Inoltre il ministro dell’Economia ritiene improbabile che l’Europa blocchi tale misura, data «la cifra coerente e sostenibile, calcolata con criteri oggettivi e commisurata a esigenze reali». 

Tuttavia, qualora l’emergenza dovesse prolungarsi o accentuarsi il Governo italiano è pronto a chiedere all’Europa di agire con maggior vigore, mettendo in atto misure coordinate non solo per i singoli Stati, ma a livello europeo. Misure che potrebbero comprendere «riduzioni d’imposta e maggiori spese pubbliche».

Gualtieri: «Nessun passo indietro sulla manovra varata a dicembre, anzi rilanciamo»

E infine Gualtieri smentisce in modo categorico l’abbandono delle misure contenute nella manovra varata dal Governo alla fine del 2019. «I 10 miliardi di investimenti aggiuntivi per il Green New Deal, il sostegno all’innovazione nelle filiere produttive strategiche, la banda extra-larga, la messa in sicurezza del territorio, l’efficientamento energetico delle scuole, i nuovi asili nido sono già a disposizione», assicura il ministro dell’Economia. 

«Faremo la riforma fiscale dalle rimodulazioni dell’Irpef alla revisione delle “tax expenditures”: la legge delega era prevista per aprile, e faremo di tutto per rispettare i tempi. E accelereremo anche sulle semplificazioni e la digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Non arretriamo su nulla, anzi rilanciamo», chiosa infine Gualtieri.  

In copertina: ANSA/FABIO FRUSTACI | Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in sala stampa a Palazzo Chigi prima del Cdm, Roma, 28 febbraio 2020

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